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Ennio D'Alesio

Ennio D'Alesio

La particina nel film non blocca la pensione

BRINDISI – Fine dell’incubo per l’esodato brindisino Ennio D’Alesio. Il 61enne rischiava di perdere la pensione per aver fatto da controfigura all’attore Toni Servillo in una scena del film “E’ stato il figlio”, girata a Brindisi.

BRINDISI - Fine dell'incubo per l'esodato brindisino Ennio D'Alesio. Il 61enne rischiava di perdere la pensione per aver fatto da controfigura all'attore Toni Servillo in una scena del film "E' stato il figlio", girata a Brindisi. Nella giornata di ieri, il tribunale del lavoro ha accolto il ricorso presentato dall'avvocato Giacomo Greco, legale dell'assistito, contro il provvedimento della Direzione provinciale del lavoro.

D'Alesio manterrà i benefici previsti dalla riforma Fornero. Un cameo di pochi secondi, seppur compensato con una retribuzione di 150 euro certificata dal Cud, non può essere inquadrato nell'ambito di un contratto di lavoro a tempo determinato sottoscritto con la casa cinematografica, la "Faro Film".

Approfittando di un incentivo all'esodo riconosciuto dalla precedente normativa in materia pensionistica, D'Alesio, nell'ottobre del 2010, lasciò le Poste Italiane dopo 30 anni di onorato servizio. A partire dall'1 luglio 2013, compiuto il 61esimo anno d'età, l'ex postino avrebbe cominciato a percepire la pensione.

Il diritto sarebbe potuto decadere solo in caso di sottoscrizione di un contratto di lavoro a tempo determinato con compenso superiore ai 7500 euro o in caso di sottoscrizione di un contratto di lavoro a tempo indeterminato. Nell'estate del 2011, Ennio non aveva alcuna velleità d'attore quando un responsabile della Faro Film, colpito dalla sua somiglianza con Servillo, protagonista di Gomorra, lo fermò per strada e gli propose una particina per "E' stato il figlio".

D'Alesio accetta e il 3 luglio raggiunge il set, allestito nei pressi di via Egnazia, nel rione Paradiso. Ennio indossa gli abiti di scena, calza un parrucchino e si stende per terra. Giusto pochi secondi di riprese per recitare il ruolo di un personaggio, il protagonista del film, appena ucciso a colpi di arma da fuoco. Il giorno dopo, Ennio torna sul set per girare la stessa scena e chiude lì la sua parentesi da attore.

Un paio di mesi più tardi, D'Alesio si vede recapitare a casa Cud e assegno. "Non avrei mai immaginato - dichiara il brindisino - che sarebbe stato l'inizio di un calvario". Il calvario, in realtà, inizia nel novembre del 2012, quando la Direzione provinciale del lavoro comunica al 60enne che ha perso il diritto ai benefici concessi agli esodati dalla legge Fornero, proprio per quella particina recitata sul set del Paradiso: "Lei - gli fanno sapere - non potrà più percepire la pensione".

D'Alesio si rivolge prima al sindacato e poi al suo legale di fiducia. Nel ricorso depositato lo scorso dicembre in sede amministrativa, l'avvocato rimarcò come il ruolo di un morto, svolto per 20 minuti in 2 soli giorni, in un film occasionalmente girato nel comune di residenza, non possa costituire 'rioccupazione in altra attività lavorativa': considerato, peraltro, che D'Alesio non è mai stato né potrà mai avere alcuna prospettiva occupazionale di attore cinematografico.

"La mera casualità della prestazione, avulsa da una qualsiasi attitudine lavorativa del D'Alesio nel settore - si legge ancora nel ricorso - non può integrare l'ipotesi in contestazione, tale, addirittura, da fa venir meno il diritto pensionistico". Ma la commissione boccia il ricorso e D'Alesio, lo scorso febbraio, si appella al tribunale del lavoro. Nell'udienza svoltasi ieri, Inps e Direzione provinciale del lavoro non si sono costituiti. La sentenza accoglie in pieno il ricorso e restituisce all'ex postino il diritto alla pensione, a partire dall'1 luglio.

"Ho passato - dichiara il 61enne - notti insonni. Ho dovuto fare ricorso all'uso degli psicofarmaci per non perdere il controllo della situazione. Ringrazio tutte le persone che in questi mesi mi sono state vicine. Ho sempre confidato nel fatto che sarei riuscito a far valere le mie ragioni. Finalmente, ce l'ho fatta".

 

 

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