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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca

La Polfer: "Il macchinista, un eroe"

BRINDISI – Giuseppe Campanella, il macchinista 50enne deceduto alle 13,31 di ieri a Cisternino in seguito a un incidente ferroviario all'altezza del passaggio a livello di Pozzo Faceto, nel Fasanese, è morto da eroe. Ulteriori accertamenti eseguiti nella mattinata di oggi dagli agenti della Polizia ferroviaria, infatti, hanno confermato quello che sin dal primo pomeriggio di ieri era solo un'ipotesi: il macchinista di Acquaviva Delle Fonti, nei pochissimi secondi di tempo che sono trascorsi tra l'avvistamento dell'ostacolo (un camion sui binari) e l'impatto, ha attivato tutte le procedure di frenatura tese ad attutire al massimo gli effetti dello scontro.

BRINDISI - Giuseppe Campanella, il macchinista 50enne deceduto alle 13,31 di ieri a Cisternino in seguito a un incidente ferroviario all'altezza del passaggio a livello di Pozzo Faceto, nel Fasanese, è morto da eroe. Ulteriori accertamenti eseguiti nella mattinata di oggi dagli agenti della Polizia ferroviaria, infatti, hanno confermato quello che sin dal primo pomeriggio di ieri era solo un'ipotesi: il macchinista di Acquaviva Delle Fonti, nei pochissimi secondi di tempo che sono trascorsi tra l'avvistamento dell'ostacolo (un camion sui binari) e l'impatto, ha attivato tutte le procedure di frenatura tese ad attutire al massimo gli effetti dello scontro.

Il macchinista non ha lasciato il posto di guida fino a quando non è stato certo di aver fatto il possibile per evitare la strage. Quando ha cercato di mettersi in salvo era ormai troppo tardi, il mezzo pesante presente sui binari era vicinissimo. "Se avesse lasciato la cabina senza accennare frenate le conseguenze sarebbero state ben più gravi - dice Giovanni Aliquò, capo della Polizia ferroviaria di Bari, impegnato in prima persona nelle indagini - il macchinista deceduto ieri mattina è stato un vero e proprio eroe, ligio al dovere. Di gente così, ormai se ne vede ben poca. Sapeva che stava rischiando la vita ma non si è mosso fino a quando non si è accertato che i suoi passeggeri erano al sicuro".

Il corpo del macchinista di Acquaviva Delle Fonti, che ieri mattina stava guidando il treno Eurostar Freccia Argento Roma-Lecce, è stato schiacciato dalla cabina che, in seguito al violento impatto, si è accartocciata. Da quanto è stato accertato in fase di indagini il dipendente delle Ferrovie dello Stato si era appena alzato dal sedile e stava cercando di mettersi in salvo quando il suo treno si è scontrato con ilcamion comparso all'improvviso sui binari.

Nel tardo pomeriggio di oggi la sua salma, dopo il nulla osta rilasciato dal pubblico ministero di turno Pierpaolo Montinaro, è stata trasferita dalla camera mortuaria del cimitero di Fasano alla Chiesa di San Benedetto di Acquaviva Delle Fonti dove alle 16, 30 di domani il parroco Mimmo Giannuzzi celebrerà i suoi funerali. Giuseppe Campanella lascia la moglie Agnese Poci e una figlia di 16 anni, Katia, alle quali era legatissimo. Nella sua città, chi lo conosce lo descrive come un marito e un padre esemplare e un collega d'oro. Sempre disposto ad aiutare gli altri, sempre con un sorriso sulle labbra.

Mancavano pochissimi chilometri alla destinazione e poi sarebbe tornato a casa ad abbracciare le sue donne. La sua vita, invece, si è fermata alla frazione di Pozzo Faceto (Fasano) alle 13,31 di ieri quando un camionista di origini rumene, Ionut Cociabab di 26 anni, alla guida di un autoarticolato che trasportava tubi, ha tentato di attraversare i binari pochissimi secondi prima della chiusura delle sbarre. Il mezzo è rimasto sui binari, il camionista è saltato giù dalla cabina e il treno Freccia Argento che in quel punto viaggiava alla velocità di 150 chilometri orari, ci è andato a sbattere contro, deragliando e fermandosi dopo 200 metri. Un vero e proprio disastro.

Passeggeri in panico, cabina squarciata, il corpo del macchinista tra le lamiere. Un boato ha scosso la zona. I primi a giungere sul posto, dopo un'ambulanza del 118, sono stati gli agenti della Polizia stradale. Inizialmente si è pensato che sia il camionista che il macchinista fossero ridotti in gravi condizioni. L'autotrasportatore, invece, nella cabina non c'era. E non c'era nemmeno vicino ai binari.

I poliziotti, quindi, si sono messi subito sulle tracce di colui che aveva provocato quel disastro. É stato trovato nelle campagne circostanti nei pressi del treno. Era in stato di shock, avrebbe confermato, senza esitazioni, di essere il camionista. Mentre sul posto giungevano ulteriori soccorsi, il 26enne di origini rumene è stato sottoposto all'alcool test, risultando negativo. Poi è stato consegnato alla Polizia ferroviaria che, dopo averlo sentito, ne ha disposto l'arresto. È accusato di disastro ferroviario e omicidio colposo.

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