Cronaca Via Adamello

"Ipsia Ferraris" inagibile: "Sconvolgente l'assenza della Provincia"

La preside, i docenti e gli studenti dell'istituto scolastico si sono ritrovati stamani all'esterno della scuola, di cui è stata dispposta la chiusura per inagibilità

BRINDISI – E’ stata la preside Rita Ortenzio De Vito a chiudere simbolicamente con un lucchetto e un nastro da cantiere l’istituto “Ipsia Ferraris” di via Adamello, dichiarato ieri inagibile dall’Asl Brindisi, a seguito di un sopralluogo al quale hanno preso parte anche rappresentanti di Provincia, Comune e della stessa scuola. La dirigente scolastica ha fatto fronte comune con i docenti, i genitori e gli studenti, che stamani si sono radunati in piazza Di Summa, all’esterno dell’edificio fatiscente.

La mattinata è iniziata con  un incontro fra la De Vito e i professori svoltosi nel laboratorio “Voci in movimento”, attiguo al plesso. In sottofondo si sentivano gli slogan intonati dai ragazzi. Questi hanno manifestato profonda indignazione per lo stato di degrado in cui versa l’immobile, nei confronti del quale da anni non si effettuano adeguati interventi di restyling, nonostante i ripetuti appelli lanciati dalla preside. “Il nostro futuro – si legge in uno striscione preparato dagli studenti – parte dal nostro presente”. E poi ancora, “La scuola crolla, ma noi no”.

Gli studenti dell'Ipsia Ferraris-2

Durante il confronto con il corpo docenti, la dirigente scolastica non ha lesinato critiche alle istituzioni. In particolare i suoi strali hanno colpito l’ente proprietario del plesso, la Provincia di Brindisi. “Da quando abbiamo intrapreso la nostra battaglia – afferma la preside – non abbiamo mai visto il presidente della Provincia, Maurizio Bruno. Da parte della Provincia c’è stata grande indifferenza nei nostri riguardi. L’assenza di sostegno e conforto ai ragazzi è stata veramente sconvolgente”. A detta della preside, “la Provincia non prende in considerazione le vere problematiche dell’edilizia scolastica”, se si considera che dei soldi destinati negli ultimi anni alla messa in sicurezza delle scuole (Bruno ha parlato di un investimento pari a 5 milioni di euro in un’intervista rilasciata a una testata locale), “noi – afferma ancora la preside – non abbiamo visto neanche un centesimo”.

Gli studenti dell'Ipsia Ferraris 2-2-2

Il verbale redatto dallo Spesal dell’Asl di Brindisi al termine del sopralluogo di ieri, del resto, è impietoso. I tecnici dell’azienda sanitaria hanno rilevato “criticità a livello impiantistico e strutturale”. “Gran parte dell’edificio – si legge nella relazione – è caratterizzato da murature che a causa delle fessurazioni esterne ed interne sono state esposte in gran parte e per lungo tempo all’azione degradante delle infiltrazioni di acqua che hanno determinato distacco degli intonaci all’esterno e formazioni di efflorescenze e sub florescenze con proliferazioni di muffe e batteri e modifica dei materiali da costruzione, all’interno degli ambienti occupati”.  

I docenti dell'istituto Ipsia Ferraris-2

“Gli infissi in legno al piano terra e al primo piano sono irrimediabilmente danneggiati e obsoleti” e “i singoli vetri sottili di cui sono costituiti rappresentano un pericolo per la sicurezza di tutti gli occupanti della struttura”. Oltre ad aver rilevato criticità che minacciano la stabilità di segreteria economato al primo piano, vano scala lato via Adamello e laboratorio Cad al primo piano, i tecnici hanno riscontrato che “i solai intermedi e di copertura dell’edificio sono di vecchia concezione” e “risultano per la loro obsolescenza e degrado visivamente ammalorati, privi di intonaci che custodivano le pignatte o mattoni forati e travette in calcestruzzo prefabbricate”.

Inoltre “sull’intera ala di fabbricato, volgente sulla via Adamello, gli stessi solai risultano in fase di ristrutturazione al piano terreno e nei piani sovrastanti puntellati con elementi metallici di cantiere”. Tutto ciò “rappresenta seria condizione di pericolo per gli occupanti della scuola”. Come se non bastasse, sono state rilevate anche infiltrazioni d’acqua dalle terrazze, criticità riguardanti  gli impianti elettrici.

Rita Ortenzia De Vito-2

L’impressione, insomma, è che di tempo ne servirà parecchio per rendere l’edificio nuovamente agibile. Ma nel frattempo, cosa ne sarà degli studenti? L’ipotesi di un frazionamento dell’istituto viene respinta con forza dalla preside, determinata a salvaguardare l’identità della scuola. “Non sarò disponibile – ha affermato la dirigente – a un compromesso di questo genere”. Durante l’assemblea è stata rilanciata la proposta di  trasferire momentaneamente l’Ipsia Ferraris presso i locali della Cittadella della ricerca attualmente vuoti. Altre soluzioni verranno con ogni probabilità   vagliate nel corso di un vertice in prefettura iniziato alle 10 odierne. Lunedì prossimo, intanto, studenti e insegnanti sfileranno in corteo per le vie di Brindisi. A partire dal giorno successivo inizieranno una serie di attività all’aperto, con una didattica alternativa incentrata sull’educazione alla cittadinanza attiva. Per martedì, l’appuntamento è al parco Cillarese.  

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