Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca

La Protezione civile comunale rischia di svuotarsi: "In arrivo tempi duri"

La Protezione civile del Comune di Brindisi rischia di svuotarsi a ridosso di un'estate che si preannuncia calda su due fronti: quello degli incendi boschivi e quello degli sbarchi di migranti

BRINDISI – La Protezione civile del Comune di Brindisi rischia di svuotarsi a ridosso di un’estate che si preannuncia calda su due fronti: quello degli incendi boschivi e quello degli sbarchi di migranti. Tutti e quattro i collaboratori dell’Unità operativa di Protezione civile hanno chiesto di essere sollevati dal servizio. E’ stato il responsabile del medesimo servizio, l’ingegnere Giuseppe Augusto, a comunicarlo, attraverso un post pubblicato sulla sua pagina Facebook. “Si prospettano tempi più duri del solito  - scrive Augusto - per la protezione civile”.

Il professionista inoltre aggiunge che non è di certo per colpa sua se i suoi uomini intendono defilarsi. I problemi sono soprattutto di natura economica. I collaboratori della Protezione civile di Brindisi non ne possono più di doversi tenere a disposizione in caso di emergenza per 365 giorni l’anno, senza percepire neanche un euro di straordinario. E, si badi bene, queste persone sono chiamate a operare in situazioni critiche (calamità naturali, incendi, emergenze umanitarie, solo per citare alcuni esempi del vasto spettro di scenari in cui la Protezione civile si ritrova in prima linea) con rischi concreti per la loro incolumità.

Il problema è che dal 2011 a oggi (come confermato anche dal bilancio di previsione 2016 approvato dal commissario straordinario Cesare Castelli con i poteri della giunta comunale e in fase di approvazione con i poteri del consiglio comunale), i collaboratori sono costretti (perché di costrizione si tratta, in quanto una persona inserita in un’unità operativa di Protezione civile è obbligata a rispondere alle richieste di intervento) a lavorare al di fuori dell’orario d’ufficio, gratuitamente.

Le uniche entrate extra rispetto agli stipendi da dipendenti comunali sono arrivate grazie a due progetti forfettari, per una media annua di 1000 euro lordi a testa. Per il resto, l’amministrazione comunale ha solo coperto le spese riguardanti le risorse strumentali. Problematiche analoghe sono state segnalate anche dai responsabili di altri servizi di Protezione civile comunale nel corso di un incontro sulla pianificazione della campagna antincendio svoltosi ieri (18 maggio) a Bari, presso la sede del dipartimento regionale.

Nonostante queste difficoltà, la Protezione civile di Brindisi in più occasioni ha dato dimostrazione della propria efficienza. Basti pensare alla tragedia del Norman Atlantic, ai numerosi sbarchi di migranti soccorsi nel canale di Sicilia avvenuti fra il 2014 e il 2015, ai nubifragi che in diverse circostanze hanno messo in ginocchio buona parte della città. Ma adesso gli operatori chiedono di essere destinati ad altri servizi della struttura comunale. E se le loro istanze verranno accolte, la Protezione civile comunale, di fatto, verrà azzerata. 

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