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Il presidente dell'Authority, Giuseppe Giurgola

Il presidente dell'Authority, Giuseppe Giurgola

La questione Marina in Comitato portuale: 18 milioni per il San Marco

BRINDISI – Lo scambio di aree con la Marina Militare e l’investimento di fondi Cipe a favore della Forza da Sbarco hanno tenuto banco ieri in una seduta del Comitato portuale in cui il presidente dell’Authority brindisina, Giuseppe Giurgola, ha rilanciato la propria politica di sfruttamento della radice della Diga di Punta Riso per un terminal crocieristico ed ha confermato che farà a Costa Morena la nuova stazione marittima per i traghetti, lasciando S.Apollinare ad altri usi. Cosa che non riscuote unanimi consensi né all’interno, né all’esterno del Comitato portuale stesso.

BRINDISI - Lo scambio di aree con la Marina Militare e l'investimento di fondi Cipe a favore della Forza da Sbarco hanno tenuto banco ieri in una seduta del Comitato portuale in cui il presidente dell'Authority brindisina, Giuseppe Giurgola, ha rilanciato la propria politica di sfruttamento della radice della Diga di Punta Riso per un terminal crocieristico ed ha confermato che farà a Costa Morena la nuova stazione marittima per i traghetti, lasciando S.Apollinare ad altri usi. Cosa che non riscuote unanimi consensi né all'interno, né all'esterno del Comitato portuale stesso.

Nel corso della seduta di ieri, con l'assenza sin dall'inizio del presidente della Camera di Commercio, Alfredo Malcarne, e del comandante della Capitaneria, Claudio Ciliberti, andato via dopo cinque minuti, Giurgola ha confermato che la Marina Militare ha rinunciato alla nuova zona carburanti a Capo Bianco, e che al momento non vi è neppure interesse ufficiale per trasferire in quel sito (forse un domani all'ombra di un rigassificatore) la logistica dell'attuale base, lasciando il Seno di Ponente.

Vi è invece una proposta per utilizzare fuori dall'area portuale il denaro che l'Authority aveva destinato alla nuova zona carburanti a Capo Bianco. Alla Marina Militare andrebbe benissimo se l'investimento fosse spostato sulla provinciale 16 dove si trova la caserma dei reggimenti San Marco e Carlotto. I fucilieri di marina hanno bisogno di altri 20 ettari di terreno accanto all'attuale sede, e di nuovi capannoni - debitamente recintati - per officine e ricoveri per mezzi blindati e da trasporto. Spesa prevista, circa 18 milioni di euro.

A favore di questa e di altre operazioni proposte dalla Marina Militare si è dichiarato il sindaco Domenico Mennitti, secondo il quale un consolidamento delle strutture logistiche in quel di Restinco allontanerebbe il rischio che la Forza da sbarco possa traslocare, impoverendo di circa 2mila stipendi il Pil di Brindisi e provincia. Ed è anche il Comune di Brindisi la parte più interessata a che l'Authority rilevi gli immobili dell'ex Zona nafta nel Seno di Levante, considerati cedibili con il decreto sul federalismo demaniale, e la diramazione della linea ferroviaria che da via Perrino porta alla banchina di S.Apollinare (da riacquistare sembra, dall'impresa Bonatesta). Ma pagherebbe quasi tutto l'Authority.

Perché? Sempre nell'ottica della realizzazione del waterfront ma anche in quella della realizzazione di una zona fieristica con il contributo finanziario della Regione Puglia. Progetto, anche questo, che non convince tutti, perché quell'area sarebbe più utile alla logistica dei cinque nuovi accosti traghetti che si devono realizzare sempre a S.Apollinare.

Altri temi di scambio, questa volta a costo quasi zero, tra le parti, quelli della riqualificazione urbanistica dell'area nel porto medio di Fontanelle-Caprarella, dove la Guardia Costiera vorrebbe realizzare la propria stazione motovedette più un pennello per l'attracco di un pattugliatore d'altura. In cambio, la città riceverebbe l'area del Monumento al Marinaio sul versante del Canale Pigonati. Secondo il sindaco, tutto ciò potrebbe preparare il terreno ad un ritorno agli usi pubblici anche dell'area del Castello Svevo e dell'Arsenale. Sui tempi, però, non vi sono certezze. Sono processi da avviare. Con una incognita.

L'anno prossimo scade il mandato di Giurgola e non vi sono certezze su come il predecessore possa pensarla su certe operazioni. A meno che tutto non venga incartato a tamburo battente nei prossimi mesi, e a meno che Giurgola non conti su una propria rielezione a 80anni suonati. E sul futuro della Marina Militare a Brindisi ci sono anche 600 dipendenti civili del Comar e dell'Arsenale che vorrebbero saperne di più.

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