Mercoledì, 20 Ottobre 2021
Cronaca

La Regione taglia i fondi per i disabili under 65: il dramma di una madre

Fondi Pac dalla Regione Puglia solo per gli over 65, a Brindisi 10 famiglie, con uno o più membri disabili, restano senza servizi socioassistenziali domiciliari. Almeno 15 disabili brindisini rischiano di restare senza assistenza. Il dramma della madre di due ragazze disabili

BRINDISI - Fondi Pac dalla Regione Puglia solo per gli over 65, a Brindisi 10 famiglie, con uno o più membri disabili, restano senza servizi socioassistenziali domiciliari. Sino allo scorso anno i soldi del Piano d’azione per la coesione (stanziamenti governativi utilizzati da diverse regioni, Puglia, Campania, Sicilia e Calabria, per potenziare sia i servizi di cura per gli anziani sia i servizi socioeducativi e di cura per l’infanzia, ndr) erano destinati a sovvenzionare numerosi programmi di assistenza, tra questi i servizi di assistenza Adi (assistenza domiciliare integrata) o Sad (prestazioni socioassistenziali) destinati agli anziani, ma anche ai disabili. 

Dal 2015, con la revisione dei contratti e delle clausole per poter accedere ai fondi, l’assistenza domiciliare è prevista solo per gli over 65, lasciando le persone, colpite da disabilità, non incluse in quella fascia, prive di assistenza. 

Le cooperative sociali, che nella maggior parte dei casi svolgono questo tipo di servizio su affido dei Comuni, non possono così essere rimborsate perché non è prevista una copertura economica per prestazioni nei confronti di una delle fasce di cittadini che, ironia della sorte, è proprio tra le più bisognose. Un caso dai risvolti tragicomici se non fosse per le centinaia di nuclei familiari pugliesi che lottano giorno dopo giorno con questa gravissima mancanza.

“Ho già parlato con delle famiglie che vivono questo dramma - raggiunto da BrindisiReport.it parla l’Assessore ai Servizi sociali, Antonio Manfreda - ne sono venuto a conoscenza da poco meno di una settimana, ma mi sto attivando, insieme ai dirigenti del mio ufficio, per trovare una soluzione al più presto. Sto cercando di tamponare il problema, almeno nell’immediato, perché posso assicurare che dal prossimo anno risolveremo questo problema”.

Nel brindisino sono 15 le persone, che vivono una condizione di disabilità, più o meno grave, e che non possono più usufruire dell’assistenza domiciliare integrata. Persone come Angela e Rosalia, rispettivamente di 22 e 19 anni, colpite da disabilità psico motorie, o Giuseppe, diciotto anni, che non hanno più quell’assistenza, che in molti casi risulta essere vitale, che gli spetta. Un dramma che colpisce non solo loro, ma anche i nuclei familiari, in lotta per assicurare un futuro dignitoso per i loro cari.

“Le mie figlie sono capaci di intendere e volere, da quando non ricevono più la visita dall’assistente sono tristi, piangono, per loro non era solo un’operatrice, ma un’amica” - si sfoga Cosima Simmini, madre di Angela e Rosella, che in questi giorni è tornata più volte negli uffici comunali per chiedere spiegazioni, per ricevere una risposta.

“Ho parlato con l’Assessore Manfreda - continua - mi ha detto di pazientare, ma io non so come andare avanti. Sono senza lavoro e non posso permettermi di pagare per un’assistenza privata. So che ci sono altre famiglie in queste condizioni, ma io devo pensare soprattutto alle mie figlie. Continuerò a tornare davanti al Comune, non mi fermo, devono risolvere questa situazione al più presto. Ma il sindaco è a conoscenza di tutto ciò?”
Una situazione pesante che senza l’impegno di tutte le forze in campo non si potrà di certo risolvere in tempi brevi, e perdere tempo suonerebbe come una condanna per le famiglie in questione.

“Ho preso a cuore questo caso, penso alle due sorelle, a Giuseppe, a quelle persone che necessitano di un’assistenza e che non possono riceverla. Tutti loro hanno la mia parola che userò ciò che è in mio potere per ripristinare questo servizio” - precisa l’Assessore Manfreda.

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