Cronaca

La rivolta degli "impresentabili": con annuncio di azioni legali

Annunciano azioni legali contro la Commissione bicamerale antimafia e Rosy Bindi, per la fuga di notizie sui quattro nomi pugliesi inseriti nell'elenco degli impresentabili alle imminenti elezioni regionali, i candidati Massimiliano Oggiano, brindisino (Oltre con Fitto) ed Enzo Palmisano (Movimento Schittulli-Area Popolare), di Cisternino

Annunciano azioni legali contro la Commissione bicamerale antimafia e Rosy Bindi, per la fuga di notizie sui quattro nomi pugliesi inseriti nell’elenco degli impresentabili alle imminenti elezioni regionali, i candidati Massimiliano Oggiano, brindisino (Oltre con Fitto) ed Enzo Palmisano (Movimento Schittulli-Area Popolare), di Cisternino. Palmisano ricorda di essere stato assolto in primo grado da tutti i reati mentre il falso ideologico è stato dichiarato prescritto in appello. Per ottenere l'assoluzione piena anche nel merito, ha detto di aver presentato ricorso in Cassazione contro la prescrizione.

"Sono stato condannato in primo grado per un piccolo reato di falso ideologico nel processo Farmatruffa. Questo piccolo reato in appello è andato prescritto. Sono io che ho voluto fare ricorso in Cassazione ma potevo non farlo, solo per questo piccolo reato potevo non fare niente. Io non so perché mi dovrei ritirare, non c’è motivo”. Palmisano è stato coinvolto in un procedimento per corruzione aggravata, associazione per delinquere semplice, truffa aggravata dal danno patrimoniale di rilevante gravità nell'ambito del processo Farmatruffa. Come già detto, dai reati più gravi è stato assolto. Enzo Palmisano ha incaricato l’avvocato Raffaele Missere (coordinatore provinciale del Movimento Schittulli a Brindisi), di procedere per vie legali.

Ha tenuto un conferenza stampa a Brindisi, invece, Massimiliano Oggiano, nei confronti del quale pende processo in appello per con corso esterno in associazione mafiosa, e corruzione elettorale, reato aggravato dalla finalità mafiosa. Oggiano ribadisce si essere stato assolto in primo grado da tutti i capi di imputazione perché' il fatto non sussiste ed ha confermato che la procura di Brindisi ha proposto appello.

"Sono stato implicato  in un procedimento penale nel 2007 inerente un concorso esterno in associazione mafiosa, dal quale reato sono stato assolto perché' il fatto non sussiste. Non intendo ritirarmi, intanto perché' ho la massima fiducia del presidente Schittulli e di Fitto. E poi perché' i criteri adottati dalla Commissione antimafia sono criteri che rivengono da un codice di autoregolamentazione. La fattispecie a cui fa riferimento il mio caso specifico non esiste".

Scaricato subito da Michele Emiliano l’unico presunto impresentabile del campo del centrosinistra, Fabio Ladisa. "Preso atto della comunicazione ufficiale della Commissione nazionale antimafia il candidato presidente del centrosinistra pugliese Michele Emiliano ha chiesto al coordinatore della lista Udc, Realta' Italia, Centro Democratico di ritirare il candidato Fabio Ladisa dalla competizione elettorale uniformandosi così alle regole dettate dalla suddetta commissione", riporta un laconico comunicato dell’ex sindaco di Bari.

"E' una pendenza giudiziaria del 2011 inerente due aziende. Io da amministratore ovviamente sono in mezzo a questo processo che deve ancora iniziare dopo 5 anni. Non mi ritiro e denuncerò chi mi ha diffamato e chi ha pubblicato notizie false. Sono scomodo a qualcuno, visto che sono il più forte della mia lista", è stata la risposta indiretta del candidato centrista, uno dei quattro pugliesi finiti in prima pagina.

“Sono convinto di non commesso nulla, se non l’aver tentato di aiutare qualche persona che molti anni fa sarà venuta da me come vanno da altri per tentare di dare un po' di dignità alla propria vita con un posto di lavoro. Di tutto questo si tratta. Io non ho mai chiesto né colore, né l'appartenenza né un voto a nessuno. Se viene fuori che in 30 anni qualcuno che dichiara il contrario io mi suicido. Devo ritirarmi da che, per aver commesso che cosa? Per una vicenda di oltre 10 anni fa che poi é andata com’è andata. Io non capisco questo. A quattro giorni dal voto vengono fuori queste notizie? Io non capisco".

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