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Palazzo della Provincia, il tempio del Laboratorio

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"La Santa Teresa sostituisca Borromeo"

BRINDISI - L'arresto, con altri 21 indagati, anche di Giovanni Borromeo, dipendente di una società aeronautica con stabilimento a Brindisi ma implicato nella vicenda degli appalti truccati alla Asl con "mansioni" di apertura illegale dei plichi di gara per alterare il normale svolgimento delle aste, ha fatto scattare immediatamente provvedimenti.

BRINDISI - L'arresto, con altri 21 indagati, anche di Giovanni Borromeo, dipendente di una società aeronautica con stabilimento a Brindisi ma implicato nella vicenda degli appalti truccati alla Asl con "mansioni" di apertura illegale dei plichi di gara per alterare il normale svolgimento delle aste, ha fatto scattare immediatamente provvedimenti da parte della Provincia, dato anche il ruolo di membro del consiglio di amministrazione della Santa Teresa Spa del personaggio. La Santa Teresa è la società multiservizi in house dell'amministrazione provinciale brindisina.

"A seguito della vicenda degli appalti dell'Asl di Brindisi che ha coinvolto un consigliere di amministrazione della Santa Teresa Spa, società in house della Provincia di Brindisi", si legge in una nota della gestione commissariale della Provincia, " si fa presente che questa amministrazione ha richiesto al presidente della Santa Teresa stessa la convocazione urgente di un'assemblea ordinaria per la verifica funzionale degli organi amministrativi del suo consiglio di amministrazione". In altre parole, sembra chiaro che sarà chiesta l'immediata sostituzione di Borromeo, attualmente detenuto in carcere.

"Una richiesta che è stata immediatamente inoltrata dalla Provincia di Brindisi alla Santa Teresa Spa, in considerazione del fatto - si rileva - che la vicenda avviene in un momento delicato della vita stessa della società in quanto il consiglio di amministrazione era impegnato a presentare i nuovi piani di impresa per l'anno 2014 al fine di assicurarne la continuità operativa". Intanto si fa sentire, sullo scandalo degli appalti alla Asl di Brindisi, anche la Claai Puglia, associazione di imprese artigiane e di piccole imprese - che afferma come quello scoperchiato sia solo "l'iceberg di un sistema molto più ampio, che ha propaggini, sicuramente, in altri enti pubblici brindisini. Nei quali, la trasparenza e la legalità, viengono continuamente disattese".

"La nostra associazione, ha denunciato per tempo questo fenomeno allarmante, che colpisce proprio quelle aziende che operano nel pieno rispetto delle norme e della concorrenza; quelle aziende sane che investono mezzi ingenti per innovarsi, ma che poi vengono penalizzate da quanti operano nell'illegalità perché favoriti da pubblici funzionari conniventi", prosegue la Claai in una nota.

Era l'ottobre 2011 quando la Claai Puglia tenne una conferenza stampa (molto partecipata) sul tema: "Appalti pubblici solo per pochi?. "All' iniziativa eravamo giunti dopo che un numero significativo di imprese a noi associate ci avevano manifestato la loro convinzione che nel campo dell'affidamento dei lavori e dei servizi pubblici in provincia di Brindisi ci si trova, non poche volte, di fronte ad una situazione a dir poco anomala".

"Ad oggi non è avvenuto nulla. Sui fatti accaduti sarà compito della magistratura accertare, con tempestività, le responsabilità di quanti sono ora indagati, ma spetta ora alle forze sociali, in particolar modo - conclude la Claai - alle forze imprenditoriali e sindacali, alle istituzioni pubbliche, alle forze politiche, avviare una specifica l'attività per estirpare il malaffare in ogni luogo. Ripristinando, così, in ogni ente, quella trasparenza e quelle regole che sono di garanzia per le imprese oneste".

 

 

13 novembre 2013

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