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Sabato, 4 Dicembre 2021
Cronaca

La sede della Casa del Turista ospiterà una biblioteca interattiva

Ha avuto inizio martedì sera la prima delle quattro sessioni del XII Convegno Nazionale di Studi e Ricerca Storica dal tema: “La seconda età angioina in Brindisi e nella Puglia (1343-1442)

BRINDISI - Ha avuto inizio martedì sera, con svolgimento nella Sala Convegni della Casa del Turista di Brindisi, la prima delle quattro sessioni del XII Convegno Nazionale di Studi e Ricerca Storica dal tema: “La seconda età angioina in Brindisi e nella Puglia (1343-1442). Il convegno è stato organizzato dalla sezione di Brindisi della Società di Storia Patria per la Puglia con l’adesione dell’associazione Le Colonne-Arte antica e Contemporanea e si è avvalso del patrocinio morale del Comune di Brindisi.

Il pubblico del convegno-6

I lavori sono stati coordinati ed introdotti dal professor Antonio Mario Caputo della Società di Storia Patria per la Puglia, che ha posto l’attenzione su come la dinastia degli Angiò abbellì e fortificò la città di Brindisi, potenziandone il castello per poter far fronte alle incursioni greche ed albanesi. Il re Carlo d’Angiò curò le opere di fortificazione del porto, rendendolo oltre che più sicuro anche più agibile. “Nella storia di Brindisi legata agli Angiò”, sottolinea Caputo, “da non dimenticare le potenti famiglie dei Cavalerio e dei Ripa che, ciascuno per la loro parte, queste casate dettero adito a momenti di grande fibrillazione, tanto poi da sfociare in odio aperto”.

L'intervento di Francesco Nocco-2

La città di Brindisi si divise in due opposte fazioni: intorno ai Ripa si raccolsero i contadini, intorno ai Cavalerio i marinai. Il notabilato brindisino finì per schierarsi inevitabilmente dall’una o dall’altra parte. “In estrema sintesi”, rileva Caputo, “si trattò principalmente di motivi di carattere economico, meglio, di obblighi di carattere economico risalenti a una tremenda carestia, dove non mancò neppure l’epidemia di peste”. “Questi gravi fatti”, prosegue il professore, “indussero il governo di Napoli ad assumere urgenti provvedimenti per ristabilire l’ordine in città e punire chi si era reso responsabile di tanti crimini”.

Caputo ha concluso la sua introduzione annunciando che la sede della Casa del Turista ospiterà una biblioteca interattiva che è già in allestimento al secondo piano. “Ci proponiamo un nuovo modo di concepire gli ambienti dell’apprendimento all’interno di una biblioteca di comunità in cui promuovere un dialogo continuo sui temi dell’innovazione e sui bisogni della comunità scolastica e dei ricercatori”, afferma. La biblioteca sarà aperta alla città.

Le conclusioni di Giacomo Carito-2

Il convegno è proseguito con la relazione portante del professor Pasquale Cordasco dell’Università di Bari, incentrata sul tema “La Puglia nella seconda età angioina con particolare riferimento alla Cronaca di Domenico da Gravina”. Cordasco, direttore del Centro Studi Normanno-Svevi dell’Università di Bari, nella sua Lectio Magistralis ha ricordato l’ampia ed approfondita bibliografia esistente sulla Puglia dei secoli XIII, XIV e XV, ed ha introdotto il periodo angioino soffermandosi sulla Cronaca del notaio Domenico da Gravina nella quale è descritto lo scontro tra le truppe degli Angioini d’Ungheria e quelle fedeli alla casa regnante. Domenico da Gravina, come rileva Cordasco, fu al tempo stesso testimone e protagonista di questo conflitto. La Cronaca del notaio gravinese è l’unica fonte organica sulla storia delle città pugliesi nella piena età angioina e rientra nella categoria delle opere storiografiche compilate dai notai. È un’opera molto importante pervenuta a noi grazie ad un unico codice cartaceo, un codice autografo.

L'intervento di Luigi Oliva-2

Il XII convegno nazionale è proseguito quindi con l’intervento del ricercatore e storico, dottor Luigi Oliva, che si è soffermato sul tema: “Dalla damnatio memoriae alla memoria reddita: un inedito stemma del Principe di Taranto Giovanni Antonio del Balzo Orsini a Lecce”. Oliva ha analizzato dettagliatamente lo stemma che si trova in un palazzo del centro storico di Lecce, Palazzo Ferrante Gravili (palazzo che porta il nome di due nobili famiglie attestate in Terra d’Otranto e in altre parti del Regno).

Il dottor Francesco Nocco, docente di Storia degli Archivi presso la Scuola di Archivistica, Paleografia e Diplomatica dell’Archivio di Stato di Bari, ha parlato invece di un archivio di una famiglia barese nella seconda età angioina, i Massimo de’ Casamassimi, donato alla Biblioteca consorziale di Bari nel 1936 (la biblioteca consorziale nel 1958 diventerà Biblioteca Nazionale) consistente in alcuni libri a stampa, carte, documenti e un nucleo di 278 pergamene che coprono un arco cronologico che va dal 1262 al 1831.

L'intervento di Michele Pepe-2

Lo studioso di Storia delle Istituzioni, dottor Michele Pepe, si è soffermato su alcuni aspetti della politica agraria angioina, come i provvedimenti emanati a tutela del patrimonio forestale. Pepe ha ricordato tre provvedimenti in particolare (un provvedimento regio e due feudali) riguardanti tre zone differenti della Puglia, mirati alla tutela forte del patrimonio boschivo.

Le conclusioni del convegno sono state affidate al professore Giacomo Carito, presidente della sezione di Brindisi della Società di Storia Patria per la Puglia. Carito ha evidenziato il grande interesse che ha questo periodo storico, che con le sue contraddizioni “ci traghetta verso l’età Moderna”, anche per le nuove forme di conduzione agraria che si affermano e caratterizzano per secoli l’economia pugliese. Il professore ha quindi ricordato che il periodo si chiude con la cessazione del sogno di Costantinopoli e che nella seconda metà del Quattrocento è l’Oriente che cerca di venire in Occidente. “Cominciava il periodo in cui l’Occidente si difendeva dall’Oriente”, afferma Carito, “e i porti pugliesi che erano stati la grande base logistica per l’espansione verso l’Oriente diventano la prima linea difensiva dell’Occidente”.

“Si passa da un atteggiamento di esplorazione, di conquista di nuovi mercati, a un atteggiamento di difesa e di paura”, aggiunge il professore, che al termine delle sue conclusioni ha dato appuntamento alle prossime sessioni del convegno sull’età angioina che si terranno a maggio, settembre e novembre. 

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