Cronaca

La sindaca: "Nessun conflitto d'interesse: mio marito fa solo volontariato"

Angela Carluccio risponde al consigliere di opposizione Carmelo Palazzo: "L'impegno svolto dal consorte all'interno dell'Associazione, è di mero volontariato prestato nel proprio tempo libero e senza compenso alcuno, neanche a titolo rimborso spese, di testimonianza e di impegno civile"

Riceviamo e pubblichiamo il testo di risposta della sindaca Angela Carluccio relativa all'interrogazione  sul presunto conflitto di interessi, presentata dal consigliere comunale Carmelo Palazzo di Impegno sociale.

L'“Associazione Italiana Persone Down” gestisce il Centro Socio Educativo Riabilitativo “Dante Cappello” sito in Brindisi, le cui prestazioni sono rivolte a soggetti diversamente abili, con notevole compromissione delle autonomie funzionali e che necessitano di prestazioni riabiliative di carattere socio-sanitario. Così come stabilito dalla deliberazione di Giunta Regionale n.3032 del 31.12.2010, la retta di frequenza è stabilita in €. 62,24, di cui il 50% a carico dell’ASL come quota sanitaria ed il restante 50%, come quota sociale, a carico dell’utente (e/o, solo indirettamente, del Comune/Ambito, nelle ipotesi in cui gli utenti ricadano in determinate categorie).

   In ogni caso, anche nelle ipotesi in cui il Comune/Ambito è chiamato a contribuire al pagamento delle rette, il beneficiario ne è l’utente (in precedenza valutato dalla Asl come a ciò legittimato), a cui è demandata la facoltà di scegliere la struttura a cui rivolgersi, tra quelle autorizzate. Nella scelta della struttura da parte dell’utente, si ripete, il Comune/Ambito non ha alcuna possibilità di incidere o di determinare elementi di vantaggio e/o favore che possano condizionare detta scelta.  Infatti, il servizio svolto dall’Associazione risulta tra quelli che la Regione Puglia ha posto come obiettivi di servizio, nell’ambito dell’area prioritaria finalizzata al consolidamento ed ampliamento del  sistema di offerta e domanda della rete di servizi socio-assistenziali e socio-sanitari comunitari, residenziali e a ciclo diurno.

In esecuzione di dette previsioni regionali, l’Ambito Territoriale Br/1 ha provveduto a stipulare convenzioni con tutti i centri socio educativi riabilitativi che ne hanno fatto richiesta e che ne possiedano i requisiti prescritti, risultando così convenzionato con n. 3 Centri,  tra cui anche quello gestito dall’Associazione Italiana Persone Down.  L’Associazione in parola è una associazione di promozione sociale che non opera a scopo di lucro e si occupa delle problematiche legate alla disabilità, gestendo un Centro come su specificato, regolarmente iscritto nell’apposito albo regionale.  A riprova dell’importante ruolo sociale svolto dall’Associazione, si sottolinea che il Centro da essa gestito opera anche attraverso i “Buoni Servizio”, risultando iscritto al “Catalogo Telematico della Domanda”, gestito dalla Regione Puglia, che ha provveduto all’accertamento dei requisiti del Centro in parola ed alla successiva iscrizione, e fornisce servizi alla collettività con oneri a carico dell’utenza.

 Con riferimento alla vertenza legale di cui si fa cenno nell’interrogazione, si precisa che, a seguito della conciliazione effettuata con l’Associazione (peraltro nel marzo 2015, ben prima dell’insediamento di questa Amministrazione), si è proceduto semplicemente ed unicamente a liquidare le somme dovute alla stessa per la frequenza al Centro delle persone disabili, per  periodi pregressi, per i quali si era determinato un contenzioso, instaurato proprio a causa dei mancati pagamenti.  Nessuna somma maggiore è stata riconosciuta se non quelle esclusivamente previste nell’ambito convenzionale, conseguendo anzi un risparmio, rispetto a quelli che sarebbero stati gli esiti della causa in corso e senza acquisire alcuna nuova utilità e/o ampliamento o modifica dei termini o delle condizioni in essere.  Anche dopo l’elezione della Sindaca, la Associazione non ha ricevuto se non le somme previste dalla Convenzione, sottoscritta in periodi precedenti all’elezione stessa, senza alcun incremento in termini di  ritorno economico .

 Si rappresenta inoltre che l’impegno svolto dal consorte della scrivente  all’interno dell’Associazione, è di mero volontariato (prestato nel proprio tempo libero e senza compenso alcuno, neanche a titolo rimborso spese), di testimonianza  e di impegno civile verso il mondo di concittadini spesso in stato di fragilità sociale. Mondo che la scrivente ed il proprio coniuge  hanno imparato a conoscere bene  per il vissuto familiare e per il quale hanno, da sempre, speso le proprie energie per abbattere le barriere fisiche e culturali che spesso non concedono alla persona in difficoltà la possibilità di integrarsi e di superare gli ostacoli che abitualmente incontra.

  Raffigurare tale “comunione di interessi”, che costituisce forza e motivazione anche per l’intero impegno politico della scrivente, come fonte di “conflitto di interessi”, oltre che essere contraddetto dai fatti esposti, si appalesa come una evidente manifestazione da parte di chi, al contrario, evidentemente, è abituato a considerare il mondo della disabilità come occasione di consenso politico e di ricerca di utilità personali.  E’ proprio tale impegno che non si intende permettere a nessuno di mettere  in discussione, soprattutto quando si appalesano  bieche ed infondate accuse, finalizzate al solo scopo di effettuare un mero attacco politico alla scrivente.

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