Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

La verità sull'affaire indiano dei due marò secondo Toni Capuozzo

La difficile controversia internazionale che vede coinvolti ormai da tre anni e mezzo il nostro Paese e l'India, ossia il caso Latorre-Girone, è stata ricostruita dal noto giornalista Mediaset, Toni Capuozzo, nel suo ultimo libro intitolato "Il segreto dei marò" (ediz. Mursia, pag. 280 - euro 16,00)

BRINDISI - La difficile controversia internazionale che vede coinvolti ormai da tre anni e mezzo il nostro Paese e l’India, ossia il caso Latorre-Girone, è stata ricostruita dal noto giornalista Mediaset, Toni Capuozzo, nel suo ultimo libro intitolato “Il segreto dei marò” (ediz. Mursia, pag. 280 - euro 16,00).  Il saggio è stato presentato sabato sera nell’ambito della rassegna letteraria promossa dalla Feltrinelli Point di Brindisi, “Il Segnalibro- punto di lettura”. La rassegna, che ha per location il chiostro dell’ex convento Scuole Pie di via Tarantini,  terminerà il prossimo 27 Agosto e prevede l’arrivo in città di molti illustri ospiti, giornalisti e scrittori noti al grande pubblico.  A dialogare con Capuozzo, inviato di guerra e conduttore del settimanale “Terra!”, il giornalista Salvatore Vetrugno.

La copertina del libro di Toni Capuozzo-3Nel libro l’autore ricostruisce la vicenda che il 15 febbraio 2012 coinvolse i due fucilieri di marina pugliesi, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, all’epoca dei fatti imbarcati sulla petroliera italiana Enrica Lexie come Nucleo Militare di Protezione durante un servizio antipirateria. Il nucleo militare era composto in totale da sei fucilieri del secondo reggimento della Brigata Marina San Marco. Dalla petroliera italiana, che stava navigando in direzione del Mar Rosso e che  incrociò la rotta con un piccolo peschereccio indiano, secondo la versione indiana partì una raffica di colpi che uccise due pescatori del Kerala, e nel giro di poche ore la Lexie, su intimazione delle autorità indiane, invertì la rotta e si diresse verso il porto di Kochi a disposizione della magistratura locale.

Qualche giorno dopo Massimiliano Latorre e Salvatore Girone furono arrestati dalla polizia indiana con l’accusa di aver ucciso i due pescatori indiani. Iniziò così la vicenda dei due marò che a distanza di tre anni e mezzo non si è ancora conclusa. Per il giornalista Mediaset, i due fucilieri pugliesi sono innocenti. Nel suo saggio Capuozzo avanza questa ipotesi smantellando le tesi indiane che sostengono invece la colpevolezza dei due militari. “Una vicenda complessa ma anche delicata, una vicenda internazionale che presenta ancora tanti e troppi aspetti poco chiari”, afferma Vetrugno, che legge poi l’introduzione del saggio di Toni Capuozzo.

Il pubblico-5-13Un’introduzione nella quale il giornalista Mediaset evidenzia da subito come siano passate già quattro estati da quel 15 febbraio 2012 e come quel giorno fosse quasi un giorno qualunque: era infatti il giorno dopo San Valentino. Il nostro Paese era nel bel mezzo del carnevale ed era alle prese con il maltempo. Quel mattino papa Ratzinger avrebbe tenuto un’udienza generale nell’aula Pio VI e c’era l’attesa per la seconda serata del Festival di Sanremo. Capuozzo nella sua introduzione ricorda quindi che la vicenda ebbe inizio alle 16ora indiana, mentre in Italia erano le 12.30. “Perché la Lexie, che si trovava in acque internazionali, invertì la rotta per tornare a Kochi?”, chiede Vetrugno a Capuozzo, dando così inizio all’intervista.

“La prima domanda è in realtà la domanda su uno degli errori più vistosi in questa storia”, spiega Capuozzo, “il fatto che la Lexie, la petroliera a bordo della quale si trovava il team del San Marco abbia invertito la rotta e sia andata a Kochi, è sicuramente l’atto che dà inizio ancor più dell’incidente in sé, alla vicenda dei marò che dura da tre anni e mezzo. Perché significa andare a consegnarsi alla giustizia indiana. Ricostruisco questa storia dell’inversione di rotta, quali sono state le responsabilità, chi ha deciso”.

Capuozzo mentre firma le copie del suo libro-2Capuozzo ricorda quindi Salvatore Girone nella video-conferenza con le commissioni Camera e Senato riunite, “quando lui che per carattere e per grado  normalmente è il più silenzioso, il più schivo, alza il tono della voce sino quasi ad urlare dicendo noi abbiamo obbedito ad un ordine e siamo ancora qui. Noi vorremmo che venisse creduta la nostra innocenza”.  In questa vicenda per Capuozzo un peso ce l’ha anche la legge La Russa.  “La legge che mette due militari insieme ad altri quattro a bordo di una nave civile. E chi comanda? Il capitano della nave o il responsabile del Nucleo Militare? È una legge che si chiama legge La Russa”. La legge come ricorda il giornalista fu votata all’unanimità sia dalla destra che dalla sinistra.

L’autore del libro sostiene poi che un altro errore è stato quello di aver pagato un risarcimento alle famiglie dei pescatori. “Non perché non avessero diritto le famiglie dei pescatori ad un risarcimento. Io penso che oggi tenere in ballo Girone e Latorre in questa storia è anche un atto di mancata giustizia alla memoria di quei due pescatori.” Per Capuozzo quel gesto sarebbe stato visto dall’opinione pubblica indiana, e forse anche italiana, come un’ammissione di colpevolezza. Sull’onore della Marina Capuozzo afferma: “Io credo che l’onore della Marina sia stato difeso proprio dal comportamento di questi due militari, per come si sono comportati, per il senso di disciplina”. Sull’onore dei due militari sostiene: “Io penso che l’onore di questi due militari debba essere difeso non solo in ragione di come si comportano, del modo in cui sono schivi, in cui sono riservati, in cui sono fieri, ma va difeso rispetto al loro operato”. Infatti, annota il giornalista, “per un militare professionista, non un ragazzino impaurito, sparare contro un pescatore inerme a bordo di una barchetta che non fa più di otto nodi, è un’accusa infamante”.

Salvatore Vetrugno-2Capuozzo ricorda quindi il suo incontro con Massimiliano Latorre a Kabul. Il militare pugliese era a capo della scorta che gli fu assegnata. Del marò Capuozzo sottolinea il suo essere una “persona quieta, tranquilla, responsabile, attenta, che faceva bene il lavoro” e prosegue affermando: “Il principale errore secondo me è non credere a queste due persone. Se dicono loro ‘non siamo stati noi ad uccidere’ perché nessun politico si è mai misurato su questo?”.

Vetrugno ha quindi evidenziato che nel libro ci sono tre versioni: quella dei fucilieri, quella dell’India e quella del comandante italiano e come l’autore abbia ricostruito tutto quello che accadde quel giorno, con le incongruenze del caso: a cominciare dagli orari e dall’esame balistico. Il giornalista Mediaset ricorda, infine, il rapporto scritto dai due marò, spiega la dinamica dell’incidente e la situazione politica di Kerala in quel momento e conclude la presentazione del suo saggio parlando del Rapporto Piroli e del momento decisivo per la vicenda dei due marò che si avrà il prossimo 10 agosto con l’udienza davanti al Tribunale del Mare di Amburgo.

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