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Sabato, 4 Dicembre 2021
Cronaca

Secondo furto sacrilego al Sant'Elia: ma la refurtiva viene restituita

Dopo il colpo alla parrocchia di San Lorenzo, quello alla chiesa del Cristo Salvatore. Trovate tracce di sangue

BRINDISI - Seconda razzia sacrilega in una delle parrocchie del quartiere Sant'Elia, con ladro poi indotto (o costretto da terzi) a restituire gli oggetti trafugati. Dopo il furto di un condizionatore perpetrato lo scorso 5 ottobre alla chiesa di San Lorenzo di viale Caravaggio, con arresto in flagranza del responsabile grazie all’intervento del parroco, che colse il ladro con le mani nel sacco (lo stesso che successivamente è stato arrestato tre volte, l’ultima per evasione dai domiciliari) è stata saccheggiata anche la chiesa di Cristo Salvatore, in via Felice Carena.

Furto chiesa del Cristo salvatore al S.Elia di Brindisi 3-2

Il fatto risale a domenica scorsa (7 ottobre). Il parroco, don Massimo Mengasi, si è accorto del furto intorno alle 7,30 del mattino, a ridosso della prima messa. La parrocchia era a soqquadro. L’autore si è introdotto nella chiesa dopo aver rotto una vetrata. Nell’azione, il ladro probabilmente si è ferito, perché il pavimento era disseminato di tracce di sangue. Poi si è diretto verso la sagrestia, dove ha rubato tre calici e alcuni candelabri che si trovavano in un armadio.

Furto chiesa del Cristo salvatore al S.Elia di Brindisi-2

Il ladro ha frugato anche tra i paramenti sacri per poi lasciarli sparsi sul pavimento, quindi ha tentato di fuggire da una porta di emergenza, senza riuscirci e ricorrendo ad altra via per lasciare la chiesa. Nel corso delle varie messe nella giornata di domenica, il parroco si è appellato alla coscienza del ladro affinché restituisse la refurtiva, non tanto per il valore intrinseco della stessa, modesto, quanto per lo shock che il furto aveva provocato fra i fedeli e per sottolineare anche “la brutalità del gesto”.

Furto chiesa del Cristo salvatore al S.Elia di Brindisi 2-2-2

E il giorno, dopo, magicamente, i calici e i candelabri sono apparsi dietro a una porta. I rilievi sono stati effettuati dalla Polizia scientifica, che probabilmente effettuerà anche il test del Dna sulle tracce ematiche, per trovare conferma ad alcuni sospetti.

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