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Ladri di angurie in trasferta nel Leccese: bloccati dopo un inseguimento

Due brindisini inseguiti da una Volante della polizia fino alle porte di Nardò. Nel furgone c'erano 45 quintali di angurie

NARDO' - Due brindisini, Salvatore Colaci, di 52 anni e Damiano Carone, di 44 anni, entrambi già noti alle forze dell'ordine, sono stati arrestati per furto aggravato di prodotti ortofrutticoli. In particolare, una pattuglia della polizia di Stato che percorreva intorno alle 4 di questa mattina (lunedì 29 giugno) la strada provinciale 115 direzione Nardò (Lecce), ha notato un furgone Citroen Jamper di colore giallo con due persone a bordo che non si è fermato all'alt. Ne è scaturito un'inseguimento fino all'ingresso di Nardò, dove il furgone è stato costretto a fermarsi.

lecce prima 2-2

Al suo interno la polizia ha rinvenuto 45 quintali di grosse angurie, appena raccolte e rubate come ammesso dai due brindisini. La frutta era stata asportata da un terreno in località Masseria Le Stazie, in agro di Nardò, dove altri 20 quintali di frutto erano già stati recisi dalle piante, pronte per essere caricate sui mezzi. I frutti sono stati riconsegnati al legittimo proprietario.

Salvatore Colaci-2 Damiano Carone-2

I due uomini erano già stati denunciati per un furto analogo lo scorso 17 maggio per aver sottratto 50 quintali di angurie in contrada Castelli Sambiasi a Nardò. “L’operazione portata a temine in queste ore dal commissariato di Nardò i cui uomini hanno stretto le manette ai polsi di due personaggi dediti ai furti ai danni degli imprenditori agricoli, rappresenta una vicinanza forte, di prossimità, a un comparto messo a dura prova e da questi fenomeni e dalla crisi post Covid", ha commentato il presidiente della Regione Puglia, Michele Emiliano.

"Le procure di Bari e di Brindisi sono al lavoro, attraverso appositi pool, per risalire ai responsabili del racket delle campagne e dei furti su commissione, che stanno mettendo in ginocchio gli imprenditori agricoli. Molti di loro denunciano, e questo porta a risultati importanti come quello delle ultime ore, ma altri hanno paura. Ed è a loro che rivolgo il mio appello - ha proseguito Emiliano - ad avere fiducia, collaborare, insieme. C’è una Puglia operosa, una Puglia che profuma di lavoro e di fatica, che si alza all’alba e va a riposare a tarda ora, cui siamo vicini e a cui dobbiamo la bellezza e la forza di questa regione. Ho letto di giovani poco più che ventenni che hanno deciso di restare e costruire il proprio futuro partendo dalla terra, scelta difficile e coraggiosa. E di uomini con le rughe sul viso, che ancora affondano le mani in quella terra."

"La storia degli agricoltori di Leverano depredati, finita sulla stampa prima e sotto la lente d’ingrandimento dello Stato attraverso tre diversi tavoli tecnici voluti dall’autorità di pubblica sicurezza provinciale e convocati in prefettura, è monito ed emblema, una strada da battere e da cui partire per focalizzar ancora di più l’attenzione sui questa fetta del tessuto economico produttivo del nostro territorio. Con i fatti, non con i proclami a tempo”, ha concluso Michele Emiliano.

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