Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca

“Ladro di biciclette”: assolto perché il fatto non sussiste

Chiuso il processo di primo grado per un brindisino accusato di furto aggravato anche ai danni di un avvocato: dieci episodi contestati, per alcuni il giudice ha riconosciuto l'irrilevanza del fatto. Il pm aveva chiesto la condanna nove mesi

Il Tribunale di Brindisi e in basso l'avvocato Daniela D'Amuri

BRINDISI –  “Ladro di biciclette” per l’accusa, ma per il Tribunale di Brindisi la verità è altra: ha assolto l’unico imputato per dieci furti, uno ai danni di un avvocato, perché il fatto non sussiste e solo in alcuni casi ha pronunciato sentenza favorevole per irrilevanza dell’episodio.

La conclusione del processo di primo grado è arrivata nel pomeriggio di oggi e riguarda il brindisino Carlo Piccinno, 40 anni, difeso dall’avvocato Daniela D’Amuri. L’imputato è rimasto a piede libero davanti a una serie di episodi raccolti nell’estate 2014 nello stesso fascicolo d’inchiesta, assegnato originariamente al sostituto procuratore Savina Toscani.

Il rappresentante della pubblica accusa, oggi in udienza un pm onorario, nel corso della requisitoria ha chiesto la condanna a nove mesi di reclusione, ritenendo provata la colpevolezza del brindisino rispetto a tutti i casi di furto aggravato dal fatto che le biciclette erano parcheggiate per strada. Nel capo di imputazione è stata indicata via Indipendenza, nel centro di Brindisi, dove tutto sarebbe partito.

La biciclettaIl procedimento penale, infatti, è scaturito dalla segnalazione degli agenti della sezione Volanti che un pomeriggio del mese di luglio 2014 , nel corso di un ordinario giro di controllo, notarono un uomo in ginocchio sul marciapiede: stava segando il lucchetto di una bici che poi scoprirono essere di proprietà di un avvocato del foro di Brindisi.

Chiesero spiegazioni e identificarono quell’uomo. Gli agenti accertarono che poco prima del loro arrivo, lo stesso aveva chiesto un seghetto in prestito a un operaio che stava lavorando in un cantiere edile. L’episodio venne riportato nel rapporto di servizio. Il primo. Nei successivi mesi, negli uffici della questura arrivarono denuncie di furto di bici nella zona del Centro.

A Piccinno al termine del periodo di indagine venne notificato l’avviso di conclusione, in seguito al quale il pubblico ministero ha esercitato l’azione penale formulando il capo di imputazione con richiesta di rinvio a giudizio. Il processo è iniziato davanti al Tribunale in composizione monocratica.

daniela d'amuri avv-2L’avvocato D’Amuri oggi ha puntato sul fatto che non c’è alcuna prova, concreta e certa, in base alla quale è possibile affermare che l’imputato sia l’autore di tutti gli episodi di furti contestati. La penalista ha anche ricordato che è vero che nell’abitazione del suo assistito furono trovate diverse bici, ma che l’imputato ne ha rivendicato la proprietà dicendo di averle acquistate perché appassionato delle due ruote.

Il giudice Monica Pizza, dopo aver sentito le parti, ha tratto le sue conclusioni, pronunciando la sentenza che aderisce, in gran parte, alla tesi della difesa. Fanno eccezione gli episodi per i quali il giudice ha pronunciato assoluzione perché poco irrilevanti stando alla fattispecie prevista dal Codice penale.

Per le motivazioni, bisognerà aspettare. 

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