Cronaca Via di Punta Penne

Litoranea al buio da giorni. La Provincia a un residente: "Non abbiamo soldi"

"Non ci sono soldi per le opere di manutenzione, rivolgetevi al prefetto". Se lo è sentito dire un residente di via Punta Penne che ieri mattina (29 maggio) ha contattato la Provincia di Brindisi per segnalare il malfunzionamento dei lampioni situati lungo la strada litoranea a nord di Brindisi. "Da 10 giorni - dice un residente - siamo al buio"

BRINDISI – “Non ci sono soldi per le opere di manutenzione, rivolgetevi al prefetto”. Se lo è sentito dire un residente di via Punta Penne che ieri mattina (29 maggio) ha contattato la Provincia di Brindisi per segnalare il malfunzionamento dei lampioni situati lungo la strada litoranea a nord di Brindisi, nel tratto compreso fra lo stabilimento balneare “Hemingway beach” e lido Granchio Rosso. “Da 10 giorni – dichiara il 62enne Pietro Antonio Scovino, assistente capo della polizia in pensione che da 20 anni abita lungo la strada costiera – siamo completamente al buio. Abbiamo paura per la nostra sicurezza. I ladri hanno già svaligiato le abitazioni di due vicini. Ho perso due gattini, finiti sotto le auto. Questa zona è diventata meta di coppiette che approfittando del buio si appartano a pochi metri dalle nostre abitazioni”. 

La situazione si è fatta insostenibile per circa 50 famiglie, gran parte delle quali risiede tutto l’anno sulla costa. Per questo, Scovino ha deciso di rivolgersi alla Provincia, proprietaria della strada (si tratta infatti della strada provinciale 41) e quindi responsabile del servizio di manutenzione dell’impianto di pubblica illuminazione. 

“Ho contattato il centralino della Provincia – dichiara il poliziotto in congedo – e mi sono fatto passare un responsabile. Ho I lampioni di via Punta Penne-2esposto la nostra problematica. La sua risposta mi ha allibito. Mi ha detto che la Provincia non dispone di fondi per i lavori manutenzione dei lampioni installati lungo la litoranea. E ha aggiunto che questo è il minimo. Perché non ci sono neanche i soldi per risolvere eventuali problemi all’impianto idrico e alla rete fognaria”. 

“Scioccato” (Pietro Scovino utilizza proprio questa espressione) da quanto riferito dal responsabile della Provincia, l’ex poliziotto chiede cosa mai avrebbe dovuto fare un cittadino onesto per far valere i suoi diritti. La risposta? “Faccia un esposto al prefetto”. Questa affermazione fa cadere le braccia al 62enne (nella foto a destra, la fila di lampioni sulla strada litoranea a nord di Brindisi)

“Per quale ragione – dichiara Scovino – dovrei scomodare il prefetto per far valere un mio diritto? Ho sempre pagato le tasse. L’anno scorso, fra le imposte versate, ce n’era una che riguardava i beni indivisibili. Fra questi rientra appunto l’impianto di pubblica illuminazione. Perché un cittadino che paga regolarmente le tasse, deve vivere in una strada completamente al buio, con la paura di ritrovarsi in ladri in casa?”. 

Nei circa 40 anni in cui ha servito fedelmente lo Stato, Scovino ha subito delle minacce di morte. La sicurezza è quindi un’esigenza primaria per la sua famiglia. “Ladri e coppiette – ripete Scovino – approfittano di questa situazione. Vi sono grossi pericoli anche per la sicurezza degli automobilisti, che da un momento all’altro possono imbattersi in un animale che attraversa la strada. E’ stato straziante, per quel che mi riguarda, raccogliere dall’asfalto i miei due gattini”. 

Ma a far male è soprattutto l’atteggiamento delle istituzioni. Perché pur tenendo conto dei tagli subiti negli ultimi anni dall’ente Provincia (ormai sull’orlo della dismissione) è inaccettabile che non si reperiscano delle risorse per garantire un servizio essenziale per la cittadinanza. Come si può accettare che resti al buio un lungo tratto di litoranea in cui si trovano numerosi stabilimenti balneari, proprio a ridosso dell’estate?

Sono evidenti i rischi per l’incolumità delle centinaia di persone che fra qualche settimana cominceranno a riversarsi lungo la via del mare, per raggiungere spiagge libere e stabilimenti privati. Di fronte a una situazione del genere, non c’è spending review che regga. La Provincia trovi un modo per far funzionare quei lampioni. E lo faccia subito. “Un cittadino onesto – conclude Scovino – non può essere trattato in questo modo. Sto cominciando a prendere in considerazione l’ipotesi di vendere tutto e di andare via da questo Paese”. 

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