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Lorenzo Battisti

Lorenzo Battisti

L'anonima rapine dell'ex spacciatore

BRINDISI – Un'indagine di tipo “tradizionale” che si è soffermata sui personaggi di origini pugliesi residenti nei pressi di Reggio Emilia con precedenti penali e che avevano perso il lavoro ha permesso di incastrare tre brindisini responsabili, insieme ad altri due complici, di una rapina.

BRINDISI - Un'indagine di tipo "tradizionale" che si è soffermata sui personaggi di origini pugliesi residenti nei pressi di Reggio Emilia con precedenti penali e che avevano perso il lavoro ha permesso di incastrare tre brindisini responsabili, insieme ad altri due complici, di una rapina, da50mila euro presso la filiale della banca Carisbo di via Fratelli Cervi a Reggio Emilia messa a segno ieri mattina: si tratta di Claudio Cucinelli 29 anni, Lorenzo Battisti 59 (volti già noti) e Antonio Castelli 45 anni, quest'ultimo, incensurato, ha solo le origini brindisine. A stringere le manette ai polsi ai tre gli agenti della squadra mobile di Reggio Emilia che hanno indagato con l'ausilio dei colleghi di Brindisi. I poliziotti ora cercano gli altri due responsabili del colpo, anch'essi brindisini.

Dei due arrestati, quello che ha avuto anni fa grossi problemi con la giustizia è Lorenzo Battisti, che nella seconda metà degli anni Ottanta era alla testa di un gruppo di narcotrafficanti brindisini in contatto con una organizzazione romana che li riforniva di cocaina. Sino a quando la sezione antidroga della Squadra mobile (era un'indagine dell'attuale vicequestore Silvano Retucci, sino a qualche tempo fa dirigente della Polstrada di Brindisi ma all'epoca alla Mobile con il grado di ispettore) non tese la trappola decisiva, dopo alcuni mesi di intercettazioni telefoniche: la cattura dei corrieri avvenne al casello autostradale di Bari e fu movimentata, con speronamenti e inseguimento. Poi di Battisti le cronache praticamente non si sono più occupate.

Claudio Cucinelli invece fu coinvolto nell'operazione Terra Bruciata, sempre dalla Squadra mobile brindisina, l'1 luglio del 2010. Era uno di quelli della cosiddetta "banda Antonino", liquidata dalle microspie piazzate dalla polizia nelle auto degli indagati. Tra le specialità del gruppo criminoso, proprio reati in trasferta: una rapina e due furti in appartamento, a Parma, Fabriano e Ancona. Quelli che "in due tre mesi ci siamo mangiati Brindisi, cumpà" il 14 giugno 2012 furono quasi tutti condannati (a un anno Cucinelli). Forse gli investigatori hanno buoni punti di partenza per identificare e catturare anche gli altri due banditi che hanno agito a Reggio Emilia.

La banda operante nel Reggiano era sotto controllo già dal 20 agosto, da quando cioè sono state avviate indagini su una rapina alla filiale Unicredit di via Ginzbrug. In tutti e due i casi (ma c'è un terzo colpo risalente a al 2 ottobre del 2012) il modus operandi è stato lo stesso: attraverso un buco praticato nella parete i banditi si sono intrufolati nell'edificio attendendo l'arrivo dei dipendenti per poi legarli, chiuderli in una stanza e procedere con il colpo. Il 20 agosto attraverso alcune testimonianze e le registrazioni del sistema di video sorveglianza i sospetti caddero su un gruppo di brindisini che da qualche tempo girava in città.

Gli agenti della squadra mobile della Questura di Brindisi, al comando del vice questore Alberto Somma, hanno fornito i fascicoli riguardanti i sospettati, tutti erano schedati, così dopo la rapina di ieri all'agenzia Carisbo i poliziotti si sono recati, senza troppo indugi a casa di Castelli in via Roma a Cavriago, che su ritiene abbia assunto il ruolo di basista. La rapina l'avevano messa a segno in 4, il quinto attendeva i complici fuori dalla banca a bordo di una Fiat Panda risultata essere stata rubata.

I poliziotti li hanno sorpresi nel sonno, due sono riusciti a fuggire con parte del bottino, gli altri tre sono stati fermati e arrestati, non si esclude che della banda di rapinatori facciano parte altri soggetti. All'interno dell'abitazione i poliziotti hanno trovato e sequestrato circa 25mila euro di cui 5mila in monetine, la pistola utilizzata per il colpo (è la stessa della rapina del 20 agosto), i walkie-talkie, gli attrezzi da muratore e un'auto che a quanto pare è servita per partire da Brindisi. Per tutti il reato di cui sono accusati è rapina aggravata in concorso.

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