Lunedì, 17 Maggio 2021
Cronaca

L'antiracket di Cellino: "Ha ragione Mantovano"

CELLINO SAN MARCO – “Si dichiara in maniera strumentale e disinformata che l’Associazione Antiracket non sia presente sul territorio e che non svolga alcun compito di sensibilizzazione sociale e di prevenzione. Contro queste assurde affermazioni l’Associazione Antiracket, presente attivamente sul territorio dal 1994, con opera di sensibilizzazione e di prevenzione, soprattutto con progetti di educazione alla legalità rivolta alla popolazione scolastica, reagisce con fermezza, sdegno e seria preoccupazione”.

Alfredo Mantovano

CELLINO SAN MARCO - "Si dichiara in maniera strumentale e disinformata che l'Associazione Antiracket non sia presente sul territorio e che non svolga alcun compito di sensibilizzazione sociale e di prevenzione. Contro queste assurde affermazioni l'Associazione Antiracket, presente attivamente sul territorio dal 1994, con opera di sensibilizzazione e di prevenzione, soprattutto con progetti di educazione alla legalità rivolta alla popolazione scolastica, reagisce con fermezza, sdegno e seria preoccupazione".

Ma non è tutto qui lo sconcerto provocato negli appartenenti al comitato antiracket locale dai fatti dei giorni scorsi. Quelli dell'antiracket "San Marco" stanno con Mantovano. "In merito agli articoli di stampa apparsi sui quotidiani locali e nazionali condividiamo pienamente - scrivono infatti in un comunicato - le parole del vice ministro onorevole Alfredo Mantovano, con cui lo stesso stigmatizzava l'assurda partecipazione del primo cittadino di Cellino San Marco al funerale di un pregiudicato".

I soci del comitato citano a tale proposito un episodio: "Aggiungiamo un preoccupante paradosso accaduto ad un nostro cittadino e componente dell'associazione antiracket, che dopo avere subito pesanti atti di intimidazione e di violenza con coraggio denunciava gli estorsori, in fase di incidente probatorio si e' trovato di fronte come difensore degli estorsori il proprio sindaco. Posizione compatibile con l'articolo 24 della Costituzione ma di sicuro incompatibile moralmente", scrivono gli autori del comunicato a proposito della posizione assunta dal primo cittadino, avvocato Francesco Cascione.

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