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Gianluca Saponaro

Gianluca Saponaro

L'autopsia conferma: il killer era accanto alla vittima

BRINDISI – Un colpo con traiettoria da destra a sinistra, esploso da una distanza di 20-30 centimetri con un revolver del calibro 38, o forse più piccolo (un 32). Il proiettile ha devastato la regione cervicale della vittima, il 29enne Gianluca Saponaro, provocandone la morte pressoché istantanea. L’autopsia conclusa nella serata di ieri sul corpo di Saponaro dall’anatomo patologo Antonio Carusi conferma che il killer era accanto al suo bersaglio, e che ha fatto fuoco senza la possibilità di sbagliare. Una trappola. Tutto questo inquadra con maggiore precisione le dinamiche del delitto, e offre ai carabinieri del Nucleo investigativo provinciale e al pm Adele Ferraro un punto di riferimento per valutare la posizione dei sospettati, un elenco già molto ristretto.

BRINDISI - Un colpo con traiettoria da destra a sinistra, esploso da una distanza di 20-30 centimetri con un revolver del calibro 38, o forse più piccolo (un 32). Il proiettile ha devastato la regione cervicale della vittima, il 29enne Gianluca Saponaro, provocandone la morte pressoché istantanea. L'autopsia conclusa nella serata di ieri sul corpo di Saponaro dall'anatomo patologo Antonio Carusi conferma che il killer era accanto al suo bersaglio, e che ha fatto fuoco senza la possibilità di sbagliare. Una trappola. Tutto questo inquadra con maggiore precisione le dinamiche del delitto, e offre ai carabinieri del Nucleo investigativo provinciale e al pm Adele Ferraro un punto di riferimento per valutare la posizione dei sospettati, un elenco già molto ristretto.

Saponaro, secondo le ricostruzioni investigative, è stato assassinato alle 17,40 di sabato mentre con la sua Alfa Mito color cielo stava dirigendosi verso la periferia di Cellino San Marco, e quindi verso la vicina San Pietro Vernotico, cittadina dove era nato e risiedeva. Sembra non avesse neppure la patente di guida e non era armato. Accanto a lui c'era qualcuno, una persona che poi ha fatto fuoco in un momento in cui le difese di Saponaro erano abbassate: il motore dell'auto, dopo l'omicidio, è rimasto acceso ma il cambio era in folle. Quindi nessun tentativo di fuga. Sorpresa totale.

A ieri, i carabinieri avevano già effettuato una serie di interrogatori mirati, e avevano effettuato un test Stub su una persona che si riteneva fosse seduta o comunque molto vicina all'Alfa Mito al momento del delitto. Il test è stato effettuato come accertamento tecnico non ripetibile su disposizione del pm Adele Ferraro. Dopo di che il sospettato è stato lasciato libero di andare. Lo scenario è quello delle tensioni in atto nella malavita della zona, con episodi in cui i destinatari di atti intimidatori (sparatorie notturne, incendi) non sempre sono commercianti o piccoli imprenditori, ma anche pregiudicati. E questo ha un significato preciso, per gli investigatori.

Da un lato c'è una vasta area di persone che probabilmente non denuncia le pressioni estorsive in atto, a differenza del caso della richiesta di pizzo, subito segnalata, ai danni del cantiere di un parco fotovoltaico che ha consentito recentemente ai carabinieri l'arresto di Giovanni Buccarella e Cosimo Fai. Dall'altro c'è qualcuno che ha cominciato a sovvertire regole ed equilibri nella malavita della zona, da tempo in sofferenza latente.

In ogni caso, stamani in prefettura si è svolta una riunione del coordinamento delle forze di polizia allargata ai sindaci di San Pietro Vernotico e Cellino San Marco. "Nel corso della citata riunione si è convenuto di intensificare il dispositivo di controllo del territorio di San Pietro Vernotico - ha fatto sapere il prefetto in una nota - anche con il supporto del Reparto Anticrimine della Polizia di Stato, della Compagnia d'impiego operativo dei Carabinieri, della locale Tenenza della Guardia di Finanza nonchè con l'ausilio della Polizia Municipale".

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