In ufficio senza climatizzatore: "Da 26 anni mi porto il ventilatore da casa"

La vicenda di un non vedente che dal 1993 lavora come centralinista presso l'ufficio Scolastico provinciale di Brindisi: "Ignorate tutte le mie richieste, ma ad altri colleghi riservato un trattamento migliore"

L'ufficio di Enzo Scalera

BRINDISI –Da 26 anni, ogni estate, è costretto a portarsi il ventilatore da casa. Le richieste di un climatizzatore non si contano. Ma tutte sono cadute nel vuoto. L’ennesima beffa l’altro giorno, quando sono stati installati quattro climatizzatori nuovi di zecca, ma il suo ufficio, per l’ennesima volta, è stato ignorato. Enzo Scalera, 55 anni, non vedente, da 26 anni lavora in una piccola stanza dell’ufficio Scolastico provinciale di Brindisi (ex Provveditorato agli studi) situato in via Dalmazia, con la mansione di centralinista.

Ogni estate si ripete la stessa storia. “E’ dal 1993 – racconta Scalera – che combatto contro le discriminazioni. Un’infinità di volte ho chiesto b775aca3-4c4c-4513-9616-2d4099bf133f-2un impianto di climatizzazione. La risposta, dal 1993, è sempre la stessa: ‘Non ci sono soldi’”. Qualcosa però non torna a Enzo Scalera. Perché se davvero il rigetto delle sue richieste è legato a carenze economiche, come mai proprio in queste settimane sono stati montati nuovi climatizzatori presso gli uffici di colleghi che lavorano lì da molto meno tempo di lui?

“Tutti i lavoratori – afferma Scalera – dovrebbero essere trattati allo stesso modo, indipendentemente dal loro livello. Nella mia stessa situazione ci sono anche altri tre colleghi che espletano umili incarichi. Purtroppo, nella pubblica amministrazione, non c’è rispetto nei confronti delle fasce più basse”.

Oltre alla disparità di trattamento rispetto al resto del personale, il centralinista solleva anche il problema degli sprechi. “Sul terrazzo – spiega – ci sono decine di unità esterne dei climatizzatori. Ma non sarebbe stato meglio realizzare un buon impianto per ogni piano? In questo modo non si sarebbero ridotti drasticamente i consumi, visto che ci si lamenta sempre degli sprechi”.

Scalera ha deciso di contattare BrindisiReport dopo averle provate tutte. “Visto che le richieste formulate ai miei superiori non sono servite a nulla – afferma – l’altro giorno mi sono rivolto alle forze dell’ordine. La risposta? Un operatore mi ha spiegato che il suo ente non poteva mettersi contro lo Stato, perché faceva parte dello Stato. Poi mi è stato consigliato di scendere già e di fare un po’ di ‘casino’. Solo cosi avrei ottenuto l’intervento delle forze dell’ordine, magari beccandomi anche una denuncia. A quel punto non potevo far altro che raccontare la mia vicenda ai media”.

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Scalera lamenta la scarsa sensibilità delle pubbliche amministrazioni nei confronti dei lavoratori alla base della piramide. “Anni fa – prosegue – chiesi un computer nuovo. La risposta fu: ‘Ma tanto a lei a cosa serve un computer?’ Discriminazioni di questo tipo sono all’ordine del giorno anche in altri settori del pubblico impiego. Purtroppo alcuni dipendenti sono considerati figli di un Dio minore, rispetto ad altri. Da 26 anni vivo questa situazione sulla mia pelle. Adesso non posso far altro che sperare che partendo dal basso, si muova qualcosa dall’alto. Altrimenti continuerò a portarmi il ventilatore da casa, per non morire di caldo”. 

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