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Lavoro, stipendi più alti a Bolzano. Brindisi agli ultimi posti

Il report dell'Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro presentato a Napoli: il nostro capoluogo si piazza all'86esimo posto su 110 con retribuzioni nette mensili pari a 1.203 euro, 18 gradini dopo Bari con 1252. Il dato è comunque migliore di Foggia, Taranto, Bat e Lecce, ultima delle pugliesi. Notevole il divario fra uomini e donne occupati

BRINDISI – Lassù a Bolzano c’è il Paradiso per i lavoratori, quel giardino dell’Eden che Brindisi guarda e invidia dopo essere finita nella parte più bassa della classifica sulle retribuzioni mensili nette (medie): qui da noi lo stipendio arriva a 1.203 euro (se va bene), mentre nel capoluogo che ha conquistato la medaglia d’oro si viaggia attorno a 1.474 euro. In ogni caso l’importo relativo alle nostre latitudini è superiore rispetto a quello che si registra nella vicina Lecce, la peggiore delle Pugliesi, fermata al gradino 105.

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I dati sono stati snocciolati, con annesse riflessioni, nel corso del congresso nazionale dei consulenti del lavoro a Napoli, nella mattinata di oggi, in occasione dell’ultimo appuntamento inserito nell’agenda del congresso nazionale della categoria. L’Osservatorio statistico ha evidenziato un “dominio settentrionale sulle retribuzioni” che, numeri alla mano “si espande fino al 55esimo posto della classifica delle province” dove sono stati registrati  stipendi medi più elevati del Paese.

Subito dopo Bolzano, c’è Varese con una distanza minima di cinque euro visto che in questo caso la retribuzione è pari a 1471. Sul gradino più basso del podio, si è piazzata Monza con 1456. Per cercare e trovare Brindisi bisogna scorrere l’elenco composto da 110 capoluoghi e fermarsi al gradino numero 86: la differenza con la prima della classe è di 271 euro.

Brindisi segue di 18 posizioni Bari, dove la retribuzione netta mensile si ferma a 1252, mentre batte le altre realtà pugliesi: Foggia è al 91esimo posto con 1184; Taranto è al 96esimo con 1153; la Bat, (Bartella-Andria-Trani) è al gradino 104 com 1112 e Lecce al 105 con 1.107. Il fanalino di coda è Ascoli Piceno con 925 euro al mese. Milano resiste in decima posizione con 1.409 euro, Roma si difende al posto numero 22 con 1364, mentre Napoli è bloccata al 80esimo posto con 1217 euro.

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Il report fornisce anche dati sulla differenza dei diversi tassi di occupazione: prese cioè 100 persone in una determinata fascia di età, quali sono le province in cui il numero di donne e uomini che lavora è più simile. In questo caso è Arezzo la provincia più "egualitaria", seguita da Biella e dall'Ogliastra, in Sardegna. La Puglia è in affanno: Brindisi, Foggia e Barletta-Andria-Trani occupano gli ultimi tre posti in classifica, con tassi di occupazione tra donne e uomini che si distanziano di circa 30 punti percentuali. E’ la foto scattata dall’osservatorio dei consulenti del lavoro, è la realtà che ancora penalizza il Sud alle prese con il miraggio del lavoro.

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