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Domenica, 28 Novembre 2021
Cronaca

"Le armi le ho trovare in campagna e non ho fatto denuncia per problemi di salute"

ORIA – Le armi? “Le ho trovate nei pressi della Masseria San Domenico. La pistola ed il fucile, così come le munizioni si trovavano in una busta. So di aver sbagliato, ma io volevo consegnarle ai carabinieri, soltanto che ho avuto problemi di salute e personali. E alla fine non ho potuto denunciarne il ritrovamento”. Si difende così, nell'interrogatorio di garanzia per la convalida del fermo Salvatore Specchia, 77 anni di Oria, ritenuto dai carabinieri del nucleo operativo radiomobile di Francavilla Fontana, soprattutto visti i suoi precedenti specifici, un armiere della criminalità.

ORIA - Le armi? "Le ho trovate nei pressi della Masseria San Domenico. La pistola ed il fucile, così come le munizioni si trovavano in una busta. So di aver sbagliato, ma io volevo consegnarle ai carabinieri, soltanto che ho avuto problemi di salute e personali. E alla fine non ho potuto denunciarne il ritrovamento". Si difende così, nell'interrogatorio di garanzia per la convalida del fermo Salvatore Specchia, 77 anni di Oria, ritenuto dai carabinieri del nucleo operativo radiomobile di Francavilla Fontana, soprattutto visti i suoi precedenti specifici, un armiere della criminalità.

L'anziano era finito in cella sabato scorso dopo essere stato trovato con una Beretta calibro 7.65 nascosta sotto il divano, carica, col colpo in canna e pronta a sparare. Un fucile calibro 12 semiautomatico con matricola abrasa, uno ad aria compressa e quasi 200 cartucce e proiettili nascosti tra un cartone in cucina e una busta di plastica nel comò del salotto. Tutte le armi erano pronte all'uso e perfettamente funzionanti. Interrogato in carcere dal gip Eva Toscani e dal pm Giuseppe De Nozza che ne ha disposto l'arresto, assistito dai suoi legali Cosimo Iacovazzi e Francesca Mazzotta, Specchia ha risposto a tutte le domande cercando di chiarire la propria posizione.

L'avvocato di fiducia ha anche prodotto una copiosa documentazione medica che va dal 2008 ad oggi per certificare il grave stato di salute dell'assistito, chiedendo una perizia medico legale urgente, che possa dimostrare senza ombra di dubbio l'incompatibilità dell'anziano col regime carcerario. L'avvocato Iacovazzi, oltre ai gravi motivi di salute, si è opposto, alla detenzione in carcere per la mancanza del pericolo di fuga, di reiterazione del reato e l'impossibilità dell'inquinamento delle prove. Il gip Eva Toscani dopo aver vagliato la posizione di Specchia ha concesso all'anziano gli arresti domiciliari.

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