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Lunedì, 17 Gennaio 2022
Cronaca

Intervento/ La Larks e lo spirito di servizio dei tour operator brindisini: emerge la verità

Finalmente, per il caso Larks, la cronaca dei fatti si arricchisce di dettagli che fanno chiarezza sia cronologica, sia sulle responsabilità che i vari protagonisti hanno avuto nella vicenda

Finalmente, per il caso Larks, la cronaca dei fatti si arricchisce di dettagli che fanno chiarezza sia cronologica, sia sulle responsabilità che i vari protagonisti hanno avuto nella vicenda. Finalmente l’attività mentale (pensiero) di qualcuno che inizialmente e frettolosamente ha pensato di avere sul tavolo tutte le tessere del puzzle senza avere analizzato l’intera immagine da ricomporre, elabora idee conformi ai fatti verificatisi.

Finalmente, qualcuno si è accorto che, su quella nave rimasta bloccata, le vittime, o meglio i fregati e i dimenticati, non sono solo i turisti che hanno visto sfumare la loro vacanza, ma anche uno stuolo di lavoratori che sono rimasti impegnati, oltre il loro orario di lavoro, senza alcun riposo settimanale, per affrontare al meglio i problemi che sempre più numerosi si presentavano e reclamavano soluzioni immediate.

I tour operator hanno subìto due volte il danno economico in quanto, pur avendo puntualmente pagato alla Euromare (agenzia marittima raccomandataria della Egnatia Seaways) i biglietti per i loro clienti ed acquistato direttamente le strutture in Grecia, hanno dovuto riacquistare i biglietti con altre compagnie di navigazione in partenza dai porti di Bari, Ancona e Brindisi, dove addirittura non è stata considerata la scontistica prevista per i bambini, ma applicata la tariffa intera.

Tutto questo è stato possibile, quindi, solo grazie a quegli imprenditori seri e scrupolosi che, a proprie spese, non si sono risparmiati dinnanzi all’emergenza di turno, perché il compito primario era di calmare la rabbia esplosiva dei turisti per poi reperire anche strutture ricettive per ospitare i propri clienti, nonché ad organizzare i trasferimenti in taxi dal porto alle strutture e viceversa, senza guadagnarsi la foto di rito sulle pagine dei giornali.

Si sa che sono altre le “pose” o le “interviste” che danno notorietà e visibilità al comune cittadino come al politico di turno che fiuta una certa situazione, una frase, per un selfie di luce sulla propria immagine. Perché non rispondere all’appello quando si viene chiamati per dimostrare le proprie capacità e competenze nella risoluzione di un problema? Forse è rischioso, in fondo gli interessi che ruotano intorno al caso della nave bloccata appartengono a pochi; occorre mettere in campo una notevole dote di sensibilità, di onestà intellettuale nei riguardi di elettori, di amici, di appartenenti allo stesso schieramento … un impegno molto gravoso!

Vogliamo finalmente dare vita reale, concretezza alla tanto abusata parola “sinergia”? E’ arrivato il momento di fare chiarezza sui ruoli, sulle responsabilità di quei soggetti, forse un po’ assopiti, che operano all’interno delle istituzioni interessate al buon funzionamento del porto e della città. E’ arrivato il momento di fare chiarezza su chi deve risarcire i danni all’immagine, attuali e futuri, del nostro territorio, i danni economici e d’immagine attuali e futuri dei tour operator che, al momento, hanno solo subìto, nonostante il loro impegno professionale profuso attraverso una seria programmazione delle proposte di pacchetti turistici.

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