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Domenica, 5 Dicembre 2021
Cronaca

Non dimenticare la Shoah: le iniziativa di venerdì e sabato a Brindisi

Le manifestazioni, gli incontri e le mostre organizzate nel capoluogo da Prefettura, scuole, Cgil, e dal Comune di San Vito

BRINDISI - Domani venerdì 26 gennaio alle 11 presso l’ex Convento di Santa Chiara a Brindisi,  la Prefettura, alla presenza delle autorità ecclesiastiche, civili e militari celebrerà il “Giorno della Memoria”, in ricordo delle persecuzioni del popolo ebraico e dello sterminio nei campi nazisti e dei deportati militari e civili italiani.

La manifestazione, che ha lo scopo di conservare la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia del nostro paese,  sarà arricchita anche quest’anno,  dal contributo degli studenti del Liceo Musicale “Durano”,  del  Liceo Classico  “Marzolla”,   del  Liceo  Scientifico “Fermi-Monticelli”,  del  Liceo Artistico “Simone”,  dell’Ipsia “Ferraris”, dell’Istituto Industriale  “Giorgi”,  del Liceo delle Scienze Umane e Linguistico  “Palumbo” e dell’Istituto d’Istruzione  Secondaria “De Marco Valzani”.

Nell’occasione sarà consegnata la “Medaglia d’Onore” alla memoria del signor Giuseppe Petrelli di San Donaci. Sempre domani dalle 17, presso la sede dello Spi Cgil via Palestro11 a Brindisi, si terrà un incontro con il partigiano Pietro Parisi per commentare il libro che lo vede protagonista dal titolo: "Lo chiamavano Brindisi". 

percorsosensoriale-2Iniziative anche nelle scuole: gli alunni dell’Istituto Comprensivo Santa Chiara di Brindisi, la scuola secondaria di primo grado Marco Pacuvio in collaborazione con le classi VC, VD e VE della scuola primaria Don Milani, hanno pensato di allestire un percorso sensoriale in occasione dell’Open Day e della Giornata della Memoria 2018 che ricorre sabato 27 gennaio.

L’Istituto Comprensivo Santa Chiara presenta la mostra intitolata “A stretto contatto con la Shoah” venerdì mattina 26 gennaio a partire dalle ore 10.30 quando si recheranno nella scuola di via Palmiro Togliatti 4 le classi quarte della Don Milani, e naturalmente sabato pomeriggio 27, dalle 16.30 alle 18.30, in occasione dell’Open Day.

Con il coinvolgimento dei cinque sensi i visitatori avvertiranno la cupezza e l’angoscia tipici di un campo di sterminio: attraverso i rumori, ad esempio il suono del vagone che si ferma, dei passi sulla ghiaia, delle urla di chi era catapultato nelle “docce”, da dove nessuno più usciva. Attraverso le immagini: ammucchiati per terra, in un luogo buio dove si perdeva la cognizione del tempo e dello spazio, ci saranno gli oggetti di cui venivano privati gli ebrei come camicie bianche, a quadrettoni, cravattini, berretti, scarpe, spazzole, giacche, valigie, pipe, calze, coperte.

Helene-Metzger-2In occasione del Mese e del Giorno della Memoria, l’associazione culturale  “RicreAzione” di Mesagne e l’amministrazione comunale di San Vito dei Normanni invitano la cittadinanza alla lectio magistralis tenuta dal prof. Mario Castellana dell’Università del Salento su “Hèlén Metzger, una scienziata e filosofa ebrea a Auschwitz“. In particolare sarà presentato il testo “La scienza, l’appello alla religione e la volontà”  della Metzger, che il prof. Castellana ha il merito di aver riportato alla luce insieme ad altri studi della filosofa.

Il volume, curato ancora da Castellana e arricchito da saggi dello stesso curatore, oltre che di Alessandro Giuliani, Arcangelo Rossi, Gabriella Sava, Enrico R.A. Calogero Giannetto, riporta alla luce un’opera concepita e redatta in Francia, proprio al tempo dell’Occupazione nazista. La significativa occasione di riflessione e conoscenza all’interno del percorso della Memoria e del Ricordo è in programma per venerdì, 26 gennaio, nella sala conferenze della Biblioteca comunale “Giovanni XXIII”  di San Vito dei Normanni (via Mazzini n.1), alle ore 18. "Tutti sono invitati a partecipare, perché mai si potrà e dovrà dimenticare".

Hèlén Metzger, di origine ebraica, perse la sua vita ad Auschwitz nel marzo 1944, all’età di 55 anni. Il suo vero nome era Hélène Emilie Bruhl, ma prese il cognome del marito Paul Metzger, morto sui campi di battaglia della Prima Guerra Mondiale; una misura che, come detto, non riuscì a preservarla dal campo di sterminio.  Laureata in cristallografia, nel 1914 avviò i suoi studi di storia della chimica, grazie anche all’incoraggiamento di Gaston Milhaud; inoltre, a partire dal 1921 collaborò con George Sarton alla rivista “Isis” e curò l’organizzazione dei primi Congressi Internazionali di Storia delle Scienze.

Infine, Hèlén Metzger entrò a far parte del Centre International de Synthèse, fondato da Henri Berr. Quando la Francia finì sotto occupazione e la via più sicura era fuggire, Hélène Metzger si rifiutò di lasciare il suo Paese e anzi si spese a favore di organizzazioni umanitarie a servizio di profughi; a Lione sostenne anche l’azione del Bureau d’études juives, che si occupava di permettere la prosecuzione degli studi a studenti ed intellettuali ebrei. Ricca la sua produzione scientifica: La genèse de la science des cristaux (1918), Les doctrines chimiques (1923), Les concepts scientifiques (1926), La philosophie de la matière chez Lavoisier (1935), Attraction universelle et religion naturelle chez quelques commentateurs anglais de Newton (1938).

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