Cascione: “Concorso per vigili urbani, ecco i nomi che ho segnalato io”

L’ex sindaco parla anche della selezione indetta dal Comune a luglio 2013: “Non chiesi un euro ai partecipanti, volevo favorire i cellinesi”. “Quanto al bando per il comandante, sapevamo che quel candidato non aveva la laurea”

I carabinieri al municipio di Cellino San marco

BRINDISI – “Questa è la copia della graduatoria dei candidati al concorso per vigili urbani e i nomi evidenziati sono quelli che ho segnalato io, ma non ho chiesto nemmeno un euro ai partecipanti. Vero è che sapevamo tutti che l’aspirante comandante non era laureato, ma credevamo che il padre che ci ha sempre appoggiato politicamente, gliel’avrebbe fatto conseguire”.

L’ex sindaco di Cellino San Marco, Francesco Cascione, ha riferito al pm Antonio Costantini anche del bando indetto dal Comune il 23 luglio 2013 che, nell’impostazione dell’accusa, sarebbe stata materia di interesse per il capo dell’amministrazione di centrodestra dell’epoca così come della madre, Pierina Metrangolo, in passato lei stessa sindaco, intervenuta per “dare consigli al figlio”. Anche sull’ammontare dell’importo pari a “seimila euro da chiedere ai partecipanti che sarebbero risultati idonei”.

Per questa vicenda Cascione, difeso dall’avvocato Giuseppe Guastella, rimase indagato a piede libero, al pari della madre e di Omero Molendini Macchitella, motivo per il quale il capo di imputazione non figura nel giudizio immediato ottenuto dal pubblico ministero in seguito all’ordinanza di arresto.

Secondo il pm ci sarebbero state delle “interferenze” nella procedura di selezione: Cascione avrebbe promesso “la utile collocazione nella graduatoria effettuata da una società, a un numero indefinito di soggetti ricompresi tra i primi 40 ammessi per la categoria C e tra i primi venti ammessi per la categoria D”. E Omero Molendini Macchitella, “esponente politico di rilievo e consulente non retribuito a contratto del Comune” avrebbe promesso – anche su incarico di Cascione – un illecito interessamento” nei confronti di quattro persone, papà di altrettanti aspiranti vigili urbani.

Nel verbale reso il 22 giugno scorso, Cascione ha indicato le generalità dei quattro più altri e i motivi dell’interesse: uno aveva “già prestato lavoro presso il Comune ed era nipote di un pregiudicato con il quale ero in contrasto a causa della mia rinuncia all’incarico per una presunta estorsione”, per cui “non volevo acuire i rapporti che ritenevo eccessivamente tesi anche perché questi chiedeva con minacce di ottenere un lavoro presso il Comune o una coop”.

Un altro ragazzo “aveva prestato servizio nel mio staff ed era figlio di un amico di lunga data di mio padre”, con un altro “avevo preso un impegno da anni anche durante la precedente campagna elettorale quando si presentò mia madre, ma a vincere fu Claudio Pezzuto”. L’ex sindaco ha poi ammesso di aver fatto altri nomi e di averli “indicati in una delle o quattro volte” che si recò a Salerno per incontrare i responsabili della selezione.

In che modo poteva transitare la “raccomandazione”? La risposta di Cascione: “Mi dissero che un minuto prima della fine della prova, i candidati avrebbero dovuto girare il foglio sul retro, poi sarebbero passati gli addetti che avrebbero trovato il modo per individuare i soggetti segnalati, io avvisai i miei, agli altri ci pensò Molendini. Io comunque avevo chiesto che a parità di punteggio fossero favoriti i cellinesi, tanto che quanto richiesto fu confermato dagli esiti della selezione”. A dimostrazione, Cascione ha consegnato copia della graduatoria.

“Confermo che il concorso era stato indetto proprio per consentirgli di diventare il comandante della polizia municipale di Cellino”, ha dichiarato l’ex primo cittadino con riferimento a un altro  bando, pubblicato nel 2012 che ha costituito oggetto di un’altra inchiesta nell’ambito della quale venne arrestato ai domiciliari l’unico ammesso. “In tal senso è esatto quello che la signoria vostra mi dice circa il fatto che tutto noi eravamo al corrente che non avesse la laurea, ma pensavamo che il padre che era del settore, sarebbe riuscito, in un modo o nell’altro, a fargliela conseguire”.

“Devo ammettere, vergognandomene, che io credevo veramente che avesse conseguito la laurea poiché ogni tanto mi diceva che andava a sostenere gli esami in facoltà. Pensavo, comunque, che il padre lo avrebbe agevolato in qualcosa. Era (il padre, ndr) uno storico amico della mia famiglia e ci ha sempre appoggiato politicamente”.

Nell'autocertificazione dichiarò di aver conseguito il titolo di dottore in Scienze politiche e delle relazione internazionali presso l'università degli studi di Lecce nell'anno accademico 2011/2012 con votazione 81/110. Un controllo presso l'ateneo permise di accertare che era stato iscritto fino al 2006/2007 al corso di laurea in Scienze sociali per la cooperazione, lo sviluppo e il no-profit della facoltà di Lettere e Filosofia, lingue e beni culturali dell'università del Salento. Il procedimento penale a carico del comandante non è stato ancora chiuso.

Quanto, invece, alla vicenda del concorso per vigili urbani nella quale resta indagata la madre di Cascione, si aspetta la notifica degli avvisi di conclusione che di solito annunciano la richiesta di processo.

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