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Operazione Game Over

Operazione Game Over

Le soffiate del carabiniere dalla caserma

Usava il numero della caserma per chiamare la madre di una persona indagata e riferirgli in anticipo di una perquisizione in casa di un altro: c’è una duplice accusa per il brigadiere Domenico Miggiano, all’epoca dei fatti in servizio a San Pietro Vernotico, che è indagato a piede libero nell’inchiesta denominata “Game Over”.Miggiano risponde di rivelazione di segreto d’ufficio e peculato.

Usava il numero della caserma per chiamare la madre di una persona indagata e riferirgli in anticipo di una perquisizione in casa di un altro: c'è una duplice accusa per il brigadiere Domenico Miggiano, all'epoca dei fatti in servizio a San Pietro Vernotico, che è indagato a piede libero nell'inchiesta denominata "Game Over", operazione condotta ieri con 46 arresti e 65 persone coinvolte in tutto nel sud della provincia brindisina, tra San Pietro, Cellino San Marco e i vicini comuni del Leccese.Miggiano risponde di rivelazione di segreto d'ufficio per aver rivelato a Raffaella Malatesta, la madre di Luca Ferì (l'autore della sparatoria a casa di Litti da cui tutta l'inchiesta ha avuto inizio) la notizia d'ufficio che doveva restare segreta, e cioè la programmazione dell'esecuzione di perquisizioni, il 16 luglio 2010 a casa di una persona. In quella circostanza doveva esserci anche lui. Ma c'è anche il peculato per aver utilizzato ripetutamente "per fini personali" l'utenza fissa della stazione dei carabinieri di San Pietro Vernotico per chiamare otto volte sempre la stessa donna, la madre di Ferì, tutto ciò sempre nel mese di luglio del 2010. Perché lo facesse, con quali finalità, non è stato accertato e non è probabilmente oggetto d'interesse delle indagini. l brigadiere Miggiano è stato subito allontanato dalla zona. E le ipotesi di reato a suo carico figurano nell'elenco dei 150 capi di imputazione che raccontano di mafia, bombe, attentati, pestaggi, e fiumi di cocaina.

 

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