Cronaca

Il Comune di Brindisi prevede di spendere mezzo milione per spese telefoniche

La raccomandazione è la stessa che riecheggia nelle famiglie che intendono risparmiare, visto il periodo di austerity: limitare al massimo le telefonate da fissi e da cellulari di servizio. E al Comune di Brindisi, dopo aver tirato la cinghia, si è arrivati a ipotizzare bollette per mezzo milione di euro nel 2015

BRINDISI – La raccomandazione è la stessa che riecheggia nelle famiglie che intendono risparmiare, visto il periodo di austerity: limitare al massimo le telefonate da fissi e da cellulari di servizio. E al Comune di Brindisi, dopo aver tirato la cinghia, si è arrivati a ipotizzare bollette per mezzo milione di euro nel 2015.

La somma, a voler essere precisi,  è pari a 501.500 euro, ed è composta da due voci: i consumi veri e propri, per 381.500, da intendere come “stimati” in modo tale da accantonare gli euro necessari al pagamento delle fatture, e la manutenzione della centralina, per 120mila euro, anche questo importo da considerare come previsione.

Il complessivo è stato impegnato nel bilancio di previsione che, come si ricorderà, è ingessato dopo lo sforamento del patto di stabilità con riferimento all’anno passato, legato alla volontà politica della maggioranza di centrosinistra di ripianare la perdita registrata dalla società partecipata Multiservizi che rappresenta l’ente di secondo grado che conta il maggior numero di dipendenti (182). Il Comune ha pagato un milione e 195mila euro qualche giorno prima della fine di dicembre 2014 con l’obiettivo di rimettere a posto i conti e si è in attesa di capire ad oggi quali siano le effettive condizioni di salute della sua controllata.

L’invito a contenere le telefonate, così come la connessione internet, è stato rivolto a tutti i settori dell’amministrazione cittadina, al pari di quello legato ai consumi per l’elettricità. Fatta questa premessa, sono state raccolte le stime dei consumi, partendo dagli uffici giudiziari a cui è attribuito il minutaggio più “lungo” delle conversazioni telefoniche: 150mila euro, per coprire le spese che si riferiscono al Tribunale (compreso il giudice di pace) e alla Procura.

Dall’altra parte, volendo capovolgere la classifica delle spese telefoniche, ci sono il settore del teatro tenuto a battesimo contestualmente all’apertura del Nuovo Verdi e gli uffici delle Entrate tributarie di recente al lavoro per stanare i contribuenti sconosciuti in tutto o in parte: in entrambi i casi 1.500 euro per i dodici mesi del 2015, importo più basso.

Nel mezzo ci sono gli altri uffici e per curiosità, legittima trattandosi di spese pubbliche, ecco qui tutte le somme, in ordine decrescente: Trasporti pubblici quarantamila euro, Segreteria generale 32mila euro; Organi istituzionali trentamila euro; Ufficio tecnico 23mila euro; Anagrafe ventimila; Gestione economica diecimila euro; Istruzione media, Assistenza e beneficienza 8.500 euro; Urbanistica 7.500 euro; Energia e Impianti settemila euro; Polizia Municipale 6.500 euro; Pes (programmazione economica), Personale e Attività produttive cinquemila; Pubblica istruzione quattromila euro; Scuola materna, Ecologia 3.500 euro; Beni demaniali, Contenzioso, Istruzione elementare 2.500 euro; Asili nido duemila.

Nella determina di impegno di spesa, il dirigente responsabile del settore Lavori pubblici, Stefano Fabio Lacinio, ha ricordato le disposizioni di legge a proposito di “pagamenti non suscettibili di frazionamento in dodicesimi ovvero da effettuarsi a scadenze stabilite per contratti o regolamenti”. In questo caso, il pagamento è a presentazione delle fatture.

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