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Domenica, 16 Gennaio 2022
Cronaca

Le telecamere hanno ripreso la rapina di Fasano

FASANO - Ci sono delle immagini dei malviventi che la sera di sabato scorso hanno sequestrato, a scopo di rapina, Francesco D’Alessandro, il padre Tommaso e la madre, titolari di un’accorsata pescheria a Savelletri. Le immagini, stando alle indiscrezioni trapelate dallo stretto riserbo con cui i carabinieri della Compagnia di Fasano procedono, riguardano i movimenti all’esterno della casa della famiglia di Savelletri, ripresi dalle telecamere di cui la struttura è dotata. Immagini non molto chiare, che però consentono ai carabinieri di farsi un’idea molto più precisa dei malviventi rispetto alla descrizione fornita dai rapinati.

FASANO - Ci sono delle immagini dei malviventi che la sera di sabato scorso hanno sequestrato, a scopo di rapina, Francesco D'Alessandro, il padre Tommaso e la madre, titolari di un'accorsata pescheria a Savelletri. Le immagini, stando alle indiscrezioni trapelate dallo stretto riserbo con cui i carabinieri della Compagnia di Fasano procedono, riguardano i movimenti all'esterno della casa della famiglia di Savelletri, ripresi dalle telecamere di cui la struttura è dotata. Immagini non molto chiare, che però consentono ai carabinieri di farsi un'idea molto più precisa dei malviventi rispetto alla descrizione fornita dai rapinati.

Per quel che è trapelato gli uomini ripresi dalle telecamere sarebbero di corporatura normale. I carabinieri conoscono come erano vestiti e sanno che erano armati di pistole e un fucile a canne mozzate. In tutto sono state contate quattro pistole: una per ognuno dei banditi, uno dei quali, quello che ha tenuto immobilizzato papà Tommaso in aperta campagna, aveva anche il fucile.

Niente da fare, invece, per il volto. Erano tutti accuratamente coperti con passamontagna. E niente da fare nemmeno per oggetti particolari, come, per esempio, anelli più o meno vistosi: avevano le mani infilate in guanti di lattice. Ovviamente per non lasciare tracce.

Comunque, le immagini riprese dalle telecamere, più l'accento barese ("del rione più periferico e popolare", l'ha definito un investigatore) si starebbero rivelando particolari validi per le indagini.

Ma c'è un altro elemento che i carabinieri guidati dal capitano Bellitto ritengono fondamentale e sul quale hanno concentrato molto la loro attenzione. I malviventi avevano le idee chiare su ciò che volevano. Non si è trattata della solita rapina alla persona facoltosa che viene sequestrata in casa e costretta a consegnare tutto quanto ha di valore.

Non è stato così. I banditi, dopo avere seguito per alcuni chilometri Francesco lo hanno bloccato e fatto scendere dalla sua Multipla (per costringerlo a fermarsi lo avevano tamponato con la Bmw 7 di colore scuro a bordo della quale si muovevano). Qualche schiaffo per annullare eventuali resistenze e la richiesta a bruciapelo: "Dacci le chiavi della cassaforte". Non c'è stata la domanda: "Avete una cassaforte a casa?". Sapevano che c'era e volevano la chiave per aprirla. Sono andati a colpo sicuro. E quando il giovane ha detto che non ce l'aveva, lo hanno costretto a chiamare il padre.

Il resto è noto. "Sono rimasto a terra con la macchina, niente di grave, raggiungimi". Tommaso in pochi minuti è arrivato e si è trovato di fronte al figlio tenuto sotto la minaccia delle armi. Ha dovuto consegnare la chiave. Tre malviventi hanno raggiunto assieme a Francesco la casa, nella quale c'era la mamma. Hanno aperto la cassaforte, della quale a quanto pare sapevano anche l'allocazione, e sono filati via, dopo avere preso quarantamila e passa euro e due Rolex d'oro. Niente altro. Il loro obiettivo era il contenuto della cassaforte. Sono filati via portandosi dietro il giovane e intimando alla madre di non avvertire le forze dell'ordine. L'hanno ricondotto dove il quarto uomo teneva in ostaggio Tommaso e da quel momento non si hanno più avute notizie di loro. Padre e figlio sono tornati a casa a rassicurare delle loro condizioni e subito dopo hanno chiamato i carabinieri.

E' chiaro che gli investigatori stiano dedicando molta attenzione anche al basista. Che è fuor di dubbio che ci sia. Sapevano della cassaforte, sapevano del suo contenuto. Non hanno preso ciò che non era contenuta in essa. Come un terzo Rolex che Tommaso D'Alessandro teneva in un mobile.

Piero Argentiero

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