Prima svolta, indagato il presunto killer di Eleonora e Daniele

Acquisiti dati di telefoni e pc, ma anche reperti documentali forse interessanti. Analisi di fotogrammi e testimonianze raccolte dagli inquilini del palazzo di via Montello. Poi, la notizia: chiuso il cerchio

LECCE – La svolta è arrivata. Il presunto assassino è stato iscritto nel registro degli indagati, dopo una partita a scacchi giocata sul filo di una tensione palpabile, una sorta di scossa elettrica che ha colpito un’intera provincia. Una comunità che, da lunedì scorso, non riesce a darsi pace davanti all’orrore piombato come una cappa su Lecce, per il duplice omicidio con arma bianca e particolare ferocia, che si è consumato poco prima delle 21 in via Montello, nella palazzina al civico 2.  

Si tratta di un ex inquilino, fino ad agosto scorso, dell'appartamento. Risponde al nome di Antonio De Marco, 21 anni, di Casarano, studente di Scienze Infermieristiche. 

Nelle prossime ore, avremo maggiori elementi.
 

La giornata

Oggi, rtientrati a Roma, i carabinieri del Ris (Reparto investigazioni scientifiche) hanno in mano molti reperti che da qui a poche ora saranno analizzati. E che potranno concorrere a perfezionare quell’embrionale identikit già stilato dell’assassino di Eleonora Manta, dipendente dell’Inps di Brindisi (da circa un anno) e Daniele De Santis, noto in Italia per la sua carriera di arbitro. Un soggetto giovane, come si è detto nei giorni scorsi, vestito di nero, con cappuccio e guanti, un coltello che dovrebbe essere da sub e uno zaino giallo in spalla. Un soggetto che non ha lasciato nulla al caso. Abile, svelto, preparato nel suo piano perverso, ma pure non esente da errori.

La mappa persa per strada

La mappa persa per strada nella fuga, quelle delle vie intorno alla stazione ferroviaria da solcare per scansare il più possibile le videocamere e con i metodici appunti sulle azioni da compiere, è un tassello importante in mano ai militari, in primis quelli del Nucleo investigativo di Lecce ai quali sono delegate le indagini cui hanno concorso i colleghi della Sezione operativa della Compagnia, specie per la parte tecnica, quella della ricerca di videocamere utili alla causa. E, al di là di ciò che trapela con il contagocce, non è affatto detto che non esistano fotogrammi che abbiano ripreso in maniera più nitida il volto dell’assassino.

Non si sa, ovviamente, quali siano tutti gli elementi precisi in possesso gli investigatori, ma i rilievi, eseguiti nell’abitazione, dove è iniziata la lotta furiosa fra il killer e la coppia, sul pianerottolo dove lei è deceduta e sulla rampa di scale, dove lui ha perso la vita, hanno portato al prelevamento di numerosi campioni e tracce biologiche. E, dato che più inquilini dello stabile hanno udito chiaramente rumore di mobili che si spostavano e varie voci intrecciarsi in un crescendo di tono, si presume che lo stesso assassino, obbligato a tenere a bada ben due persone, per quanto armato, possa essere rimasto ferito o graffiato. Dunque, potrebbe esservi anche materiale biologico suo, ora, nei laboratori del Ris. Il condizionale, in questo caso, è quantomai d’obbligo.         

Il lavoro tecnico su cellulari e pc

Molto importante, però, in un caso come questo, è soprattutto il lavoro tecnico su personal computer e telefonini. Il file della copia forense dei vari apparecchi dovrebbe essere già stato depositato. E da lì potrebbe arrivare quella svolta che tutti attendono. Le prime, ma già fondamentali, se non ancora schiaccianti, prove. Tutto da verificare, intrecciando dati tecnici acquisiti con elementi di tipo documentale. Per esempio, i contratti d’affitto riguardanti tutte le persone che nell’appartamento hanno soggiornato, prima che Eleonora e Daniele ne facessero il loro nido d’amore, insieme ad altri riguardanti le loro attività lavorative, passate e più ravvicinate nel tempo. Quell’immobile, infatti, in passato era stato fittato soprattutto a studenti universitari. Nulla, ovviamente, è lasciato al caso.      

Un’altra tessa del puzzle che si aggiunge in queste ore è poi la testimonianza di un residente di una palazzina vicina. Un uomo, che ogni mattina e ogni sera scende con il cane. Ebbene, avrebbe visto l’assassino in fuga, guardarsi più volte alle spalle, percorrere via Martiri d’Otranto a passo svelto in direzione contraria, rispetto a viale Oronzo Quarta (dove si trova la stazione ferroviaria), cioè verso via Armando Diaz. Il che potrebbe collimare con quel fotogramma pubblicato nei giorni scorsi di un soggetto vestito grossomodo come da descrizioni, di nero, con cappuccio e zaino di colore chiaro in spalla, mentre volge verso via Rudiae, in corrispondenza del sottopasso ferroviario. E ora, ecco la mossa finale. Per quanto ci abbia provato, l'assassino, a mettere a segno l'omicidio perfetto, ha lasciato sicuramente troppi segni del suo passaggio.  E i carabinieri l'hanno incastrato.

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