Cronaca

Legambiente su rifiuti spiaggiati, nel Brindisino il 79 per cento è plastica

C'è anche Brindisi tra le 29 spiagge italiane monitorate da Legambiente per quanto riguarda l'indagine sui rifiuti spiaggiati in Italia denominata "Beach litter" realizzata nell'ambito della campagna "Clean-up the Med 2015"

BRINDISI – C’è anche Brindisi tra le 29 spiagge italiane monitorate da Legambiente per quanto riguarda l’indagine sui rifiuti spiaggiati in Italia denominata “Beach litter” realizzata nell’ambito della campagna “Clean-up the Med 2015”. Nel dettaglio, da aprile a maggio 2015 sono state monitorate 29 spiagge italiane e 25 spiagge del resto del Mediterraneo, con l’obiettivo di indagare quantità e tipologia di rifiuti presenti sui litorali. Nel Brindisino l’indagine ha riguardato la spiaggia libera del parco regionale Saline di Punta della Contessa: su 300 mq di arenile sono stati trovati 43 rifiuti di cui il 55 per cento di dimensioni maggiori di 25 cm, tra tutti il 79 per cento è plastica.

"Beach litter" e' stata eseguita dai volontari dell'associazione ambientalista da aprile a maggio 2015 su un'area di 136.330 mq, pari a quasi 20 dati saline punta della contessa-3campi da calcio, dove sono stati trovati 22.114 rifiuti spiaggiati. In particolare sono stati recuperati 17 rifiuti ogni 100 mq, 5 rifiuti in piu' ogni 100 mq rispetto all'indagine dello scorso anno. L'80% degli oggetti trovati sulle 29 spiagge italiane monitorate e' fatto di questo materiale - contro il 65% dello scorso anno - mentre sui litorali del Mediterraneo la percentuale scende al 52%. Le 29 spiagge italiane monitorate sono situate nei comuni di Ortona, Pisticci (Mt), Policoro (Mt), Pozzuoli (Na), Pontecagnano (Sa), Eboli (Sa), Trieste, Anzio (Rm), Fiumicino (Rm), Genova, San Benedetto del Tronto (Ap), Fermo, Porto Sant'Elpidio (Ap), Ancona, Polignano a Mare (Ba), Brindisi, Ginosa (Ta), Trappeto (Pa), Pachino (Sr), Noto (Sr), Portopalo di Capopassero (Sr), Ragusa, Vittoria (Rg), Pisa, Orbetello (Gr), Eraclea (Ve). A queste si aggiungono le 29 spiagge che si affacciano sul Mediterraneo, monitorate dalle associazioni che aderiscono a Clean-up the Med: l'Algeria, la Croazia, la Grecia, la Spagna, la Turchia, la Tunisia, per un'area di 87.200 mq dove sono stati trovati 8147 rifiuti spiaggiati, in particolare 14 rifiuti ogni 100 mq. Ogni singolo campionamento ha tenuto conto del protocollo di monitoraggio ufficiale messo a punto dal Ministero dell’Ambiente e dall’Ispra.

Le aree di indagine sono state scelte in modo da effettuare il campionamento su spiagge libere. La lunghezza dell’area soggetta al monitoraggio è standard (100 metri) mentre la larghezza varia a seconda dell’estensione della spiaggia, dalla battigia sino al sistema dunale, o alla vegetazione e/o ai manufatti. I principali indicatori presi in considerazione sono composizione del rifiuto, quantità e grandezza dello stesso (maggiore o minore di 25 cm). Nella individuazione della tipologia di rifiuto, Legambiente ha fatto riferimento ai numeri ed alle relative categorie Ospar.

Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente, spiega che il problema dei rifiuti spiaggiati è una questione comune da affrontare al più presto. I sacchetti di plastica nel nostro Paese rappresentano meno del 2 per cento sul totale dei rifiuti trovati, mentre nelle spiagge degli altri Paesi superano il 7 per cento. "Una differenza dovuta alla messa al bando italiano dei sacchetti di plastica non compostabili, ottenuto dopo anni di battaglie della nostra associazione, che ne ha ridotto il consumo del 50 per cento negli ultimi tre anni e che testimonia che si possono intraprendere azioni concrete ed efficaci", sottolinea Muroni.

Nella top ten dei rifiuti integri rinvenuti sulle spiagge italiane ci sono le bottiglie di plastica (10,3%), tappi e coperchi di plastica e metallo (6,9%), nasse, reti, strumenti da pesca e cassette per il pesce (6,5%). I mozziconi di sigaretta conquistano, invece, il quarto posto con il 5,4%, il residuo di circa 60 pacchetti di sigarette. In quinta posizione troviamo i rifiuti da mancata depurazione (4,9%) come cotton fioc, assorbenti, preservativi, blister e deodoranti da wc. Ci sono poi stoviglie usa e getta di plastica (4,8%), materiali da costruzione (4%), flaconi di detergenti (3,8%), bottiglie di vetro (3,3%), sacchetti di patatine, stecchetti di leccalecca e gelati (1,9%) che chiudono la classifica. A livello europeo sale la presenza pericolosa per la salute della siringhe, la cui percentuale si attesta all'1,6%.

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