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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
Cronaca

Lei denuncia l’ex amante per stalking, lui per truffa: 14 indagati tra professionisti e parenti

Ascoltata la presunta parte lesa di un raggiro: “Nessun illecito”. A luglio intercettato e sequestrato un pacco con 4.700 euro, poi revocato ma dopo 175 giorni la somma non è stata restituita. Terza istanza depositata dalla difesa

BRINDISI – All’inizio lei ha denunciato il suo ormai ex amante per minacce, estorsione e stalking, poco dopo lui ha sporto denuncia nei confronti della donna per truffa. Risultato: ad essere indagati sono in 14, tutti finiti sotto inchiesta, in seguito a una serie di accertamenti delegati ai militari della Guardia di Finanza, non ancora arrivati a conclusione.

Accertamenti fiscali della Guardia di Finanza

Gli indagati

Gli avvisi di garanzia sono stati notificati a professionisti, tra commercialisti, revisori dei conti, imprenditori, avvocati, la maggior parte dei quali di Brindisi, altri trasferiti nel frattempo al Nord per motivi di lavoro o familiari. Sono ritenuti, al momento, tutti coinvolti – sia pure a diverso titolo – in una serie di meccanismi truffaldini, anche aggravati dal valore delle somme oggetto dei raggiri. Le maglie dell’inchiesta si sono allargate al punto da rendere necessarie verifiche anche su alcuni parenti degli indagati.

L’inizio dell’inchiesta

A quanto si apprende, tutto sarebbe partito da una denuncia sporta il 7 maggio scorso da una donna nei confronti dell’amante, diventato ex, indagato per stalking per avere posti in essere condotte ritenute persecutorie, al punto da determinare gravi stati d’ansia. Contestate, inoltre, le minacce e anche l’estorsione con riferimento a un determinato episodio riferito nella denuncia.

Dieci giorni dopo, è lui che presenta denuncia nei confronti della donna sostenendo di essere rimasto vittima di una truffa, la cui artefice, sempre stando al racconto dell’uomo, altri non sarebbe se non lei. Sì, l’ex amante.  Le denunce incrociate vengono riunite in un unico fascicolo, partono gli accertamenti della Guardia di Finanza, tra ascolto di persone considerate informate dei fatti perché citate dai difensori degli ex amanti, e acquisizioni di documenti.

Il pacco sequestrato

Gli interrogatori e gli atti rendono necessario avvisare 14 persone che si scopre anche essere parenti fra loro, con contestazione di una serie di episodi a partire dal 2011 sino al 2017.  Le indagini sembrano arrivare a una svolta, quando i finanzieri intercettano presso un corriere un pacco all’interno del quale vengono trovati generi alimentari, alcuni capi di abbigliamento e la somma in contanti di 4.700 euro. Il 5 luglio scorso, il pubblico ministero nei dispone il sequestro con urgenza poiché considera quel pacco oggetto del reato.

Il dissequestro

AVV cosimo pagliara-2Le verifiche portano ad accertare che a spedire quel plico, da una località del Friuli, altri non sarebbe stato se non un uomo che lo stesso pm considera “vittima principale dei raggiri”, quindi non uno degli indagati. Il mittente del pacco, a questo punto, si rivolge a un avvocato del foro di Brindisi, Cosimo Pagliara (nella foto accanto), e fornisce la sua versione dei fatti. Il penalista, a sua volta, presenta istanza in Procura per chiedere che il suo assistito venga interrogato e ancora prima che la somma sia dissequestrata.

L’istanza finalizzata a riottenere l’importo viene accolta il 24 luglio, mentre l’uomo viene ascoltato il successivo 25 ottobre e nega di essere rimasto vittima di qualsiasi raggiro. Fornisce una spiegazione sul perché della spedizione che lo stesso pm considera assolutamente “normale”, non ravvisando alcuna condotta penalmente rilevante. Ma da allora ad oggi, i 4.700 euro non sono mai stati restituiti, pur essendoci in tal senso un provvedimento del magistrato.

Tre istanze senza risposta

L’avvocato Pagliara ha chiesto la “restituzione della somma e dei beni”, contenuti in quel pacco per tre volte. L’ultima delle quali nella giornata di ieri, 28 dicembre 2017. L’istanza è stata indirizzata sia al pm titolare del fascicolo, che al procuratore capo Antonio De Donno: sono trascorsi 175 giorni dal sequestro ai danni della persona offesa, quindi non indagata e 156 giorni dalla disposizione di dissequestro. Come mai il caso non viene chiuso? Per quale motivo quella somma resta bloccata e non viene restituita?

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