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Simona Mazzarini davanti alla sede dell'agenzia

Simona Mazzarini davanti alla sede dell'agenzia

Lei è in ferie, la ditta chiude e trasloca

BRINDISI - L’impiegata va in ferie, l’azienda le smantella l’ufficio. Non avrebbe trovato più nulla al suo ritorno al civico 33 di via Cavour, a Brindisi, Simona Mazzarini, se non vi fosse stato su Facebook un informale passaparola con i colleghi di altre agenzie già chiuse.

BRINDISI - L'impiegata va in ferie, l'azienda le smantella l'ufficio. Non avrebbe trovato più nulla al suo ritorno al civico 33 di via Cavour, a Brindisi, Simona Mazzarini, se non vi fosse stato su Facebook un informale passaparola con i colleghi di altre agenzie già chiuse. Nel pomeriggio di oggi mentre era in corso un trasloco estivo all'interno delle "Poste Private del Sud Srl" per cui lavora (è ancora dipendente a tempo indeterminato non avendo ricevuto comunicazioni di altro genere), la ragazza ha chiamato i carabinieri che sono arrivati e hanno verbalizzato quanto stava accadendo.

Al suo ritorno dalle vacanze, insomma non avrebbe trovato più nulla. "Neppure i suoi effetti personali - spiega a Brindisireport.it la madre, Franca Losito, che le è stata accanto - che aveva portato in ufficio per lavorare in condizioni migliori. Gli operai stavano portando via tutto. Abbiamo chiamato alla sede centrale, ci hanno risposto che effettivamente l'azienda aveva deciso di chiudere quell'agenzia. Lo abbiamo appreso così, al telefonino di un addetto al trasloco".

Simona Mazzarini ha appreso nel pomeriggio di oggi che c'era trambusto in via Cavour e si è precipitata sul posto per verificare di persona quanto le era stato detto dai colleghi delle altre province pugliesi, lì dove sembrerebbe siano accaduti episodi simili. E' l'unica impiegata fissa nell'ufficio, gli altri dipendenti sono tutti postini che vanno in giro per la città.

Il mobilio, nel clou delle ferie, stava per essere caricato su un camion e portato altrove. Perfino qualche oggetto di sua proprietà stava per finire nel calderone. Eppure lei era certa, una volta terminato il meritato periodo di pausa, di tornare alla propria occupazione. Se nessuno l'avesse avvertita si sarebbe ritrovata dinanzi a una porta sbarrata e un locale completamente vuoto.

"Non mi hanno avvisato. Ho un contratto a tempo indeterminato, non sono stata licenziata, non so ora quale sarà il mio destino", racconta. "Ho chiamato i carabinieri perché verbalizzassero tutto, mi sono rivolta al mio legale". Paradosso dei tempi di crisi che costringe a fughe repentine i datori di lavoro? Se così è stato, non si tratta di una condotta ineccepibile. Ad ogni modo, in tutta probabilità, sarà davanti a un giudice del lavoro che il giusto e il vero saranno stabiliti.

 

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