Cronaca Latiano

Lei lo vuole lasciare e lui la aggredisce e la chiude in casa minacciandola

Quando ha comunicato al suo compagno di non voler più stare con lui, per lei è iniziato un incubo: lui l'ha chiusa in casa per oltre un'ora piantonando la porta di ingresso, l'ha scaraventata per terra e poi le ha sottratto le chiavi dell'auto e i telefoni cellulari quando si è accorto che stava per contattare il 112

LATIANO – Quando ha comunicato al suo compagno di non voler più stare con lui, per lei è iniziato un incubo: lui l’ha chiusa in casa per oltre un’ora piantonando la porta di ingresso, l’ha scaraventata per terra e poi le ha sottratto le chiavi dell’auto e i telefoni cellulari quando si è accorto che stava per contattare il 112. Fortunatamente è riuscita divincolarsi e a raggiungere in fretta e furia la vicina caserma dei carabinieri. E lì l’incubo è finito, il compagno, ormai ex, un 36enne di Latiano, è stato arrestato per atti persecutori e poi, su disposizione del pubblico ministero di turno, Pierpaolo Montinaro, rimesso in libertà. La donna, invece, ha subito uno spavento così forte che è stata ricoverata in ospedale a Mesagne in stato di shock.

Quando si è presentata in caserma aveva l’affanno, tremava e non riusciva a parlare. Piangeva disperatamente e chiedeva protezione ai carabinieri. I Caserma dei carabinieri di Latianofatti si sono verificati ieri mattina (lunedì 8 giugno) a Latiano. La vittima di questo ennesimo episodio di violenza privata, una donna di Brindisi, con un divorzio alle spalle, che da qualche tempo aveva una relazione con il 36enne latianese. Trascorreva da lui il fine settimana ma, da quanto è stato ricostruito dai carabinieri in fase di denuncia, tra i due non c’era un rapporto sereno.

Gli episodi di violenza e maltrattamenti erano diventati così frequenti che la donna, prima che la situazione diventasse insostenibile, ha deciso di troncare la relazione. E lì sono cominciati i guai. Il compagno non ha accettato la fine della storia e così, ieri mattina, ha chiuso la donna in casa per oltre un’ora e si è piazzato vicino la porta, le ha tolto le chiavi dell’auto, spingendola fino a farla cadere.

"Se te ne vai ti ammazzo e poi mi tolgo la vita", le avrebbe anche urlato. Lei piangendo lo ha supplicato di lasciarla andare ma quando ha capito che non c’era proprio nulla da fare ha preso i telefoni cellulari e ha tentato di chiamare il 112. Ma non c’è riuscita, i telefonini le sono stati strappati di mano. E’ stato però questo gesto a creare la circostanza giusta per permetterle di fuggire: mentre il suo aggressore prendeva i telefonini, lei è riuscita a divincolarsi e correre verso la vicina caserma dei carabinieri. I telefoni le sono stati lanciati addosso frantumandosi (i resti sono stati raccolti successivamente dai carabinieri), lui l’ha inseguita per qualche metro fino a quando non ha capito che stava raggiungendo la caserma. Una volta dentro, però, prima di parlare e raccontare l’incubo che aveva vissuto è passato qualche minuto, tremava e non riusciva a proferire parola, aveva il terrore stampato in faccia. Poi, grazie alla grande professionalità dei militari, diretti dal maresciallo Luigi D’Oria, che l’hanno tranquillizzata e rassicurata che tutto si sarebbe risolto ha raccontato l’accaduto. Il suo ex compagno quindi è stato immediatamente raggiunto dai carabinieri, ma non ha opposto resistenza, sapeva di essere nel torto.

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