rotate-mobile
Cronaca

L'Enac avverte: traffico passeggeri ok, ma per ogni aeroporto una giusta missione

ROMA – Secondo l’Enac, la crescita complessiva del trasporto aereo in Italia pone un’esigenza strategica: dare una peculiarità ed una specializzazione a ciascuno dei 47 aeroporti del Paese.

ROMA - Secondo l'Enac, la crescita complessiva del trasporto aereo in Italia pone un'esigenza strategica: dare una peculiarità ed una specializzazione a ciascuno dei 47 aeroporti del Paese.

Il numero totale di passeggeri del trasporto aereo nel 2010 è stato pari a 138,9 milioni di passeggeri, il 7% in più rispetto al 2009 (8% senza considerare i charter), mentre la crescita del numero dei voli di linea ha segnato un aumento del 3,8%. Il rapporto 2010 dell'Ente nazionale dell'aviazione civile "gli aerei hanno viaggiato più pieni rispetto al 2009 e questo lascia ragionevolmente pensare a una ripresa effettiva del settore, già in corso, e non al mero concatenarsi di fattori congiunturali favorevoli".

Secondo le analisi contenute nel documento Enac, non è escluso che nei prossimi venti anni il numero di passeggeri in Italia cresca di altri 100 milioni, fino a 230 milioni: "Un tasso di crescita così alto pone un problema previsionale quanto mai urgente riguardo alla capacità degli aeroporti". In base ad uno studio commissionato da Enac il sistema aeroportuale italiano conta oggi 47 aeroporti aperti al traffico commerciale: 14 classificati come strategici (Fiumicino, Malpensa, Venezia, Bari, Bergamo, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Lamezia Terme, Linate, Napoli, Palermo e Pisa); 10 primari (Alghero, Brindisi, Genova, Olbia, Torino, Trapani, Treviso, Trieste); 24 complementari (tra cui Bolzano, Roma Ciampino, Taranti, Comiso, Lampedusa).

Il presidente dell'Enac, Vito Riggio, ritiene che "pensare di mantenere questa situazione sarebbe un suicidio. Da qui a 20 anni bisogna trovare un meccanismo per individuare la vocazione di ogni singolo scalo". Mentre il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, annuncia che "nei prossimi mesi definiremo un atto strategico per la pianificazione del settore". Ma ci sono anche altri problemi. Guido Pugliesi, amministratore delegato dell'Ente nazionale assistenza al volo (Enav) non ha nascosto i propri dubbi sull'introduzione a partire dal 2012 del cielo unico europeo, a suo giudizio "troppo incentrato sul taglio dei costi, sull'aumento della capacità, sul rispetto dell'ambiente mentre pare non abbia dato la giusta importanza al fattore sicurezza".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

L'Enac avverte: traffico passeggeri ok, ma per ogni aeroporto una giusta missione

BrindisiReport è in caricamento