Cronaca

Lettera/ La gestione della Stp e il nostro editoriale: i punti da chiarire

Ci scrive l'avvocato Rosario Almiento, al quale è stata affidata la guida della Società trasporti pubblici di Brindisi, a proposito di una nostra risposta al sindaco del capoluogo. Il testo integrale, e una nostra nota

Carissimo direttore, o ‘carissimo Marcello’, come forse per trasparenza è più opportuno per me esordire, considerata la nostra reciproca conoscenza professionale ormai antica e fondata, almeno da parte mia, su una immutata stima nei confronti di quello che considero uno dei migliori giornalisti che il nostro territorio abbia espresso negli ultimi vent’anni, perché erano gli anni Novanta quando da praticante avvocato ebbi modo di entrare per la prima volta nella redazione di un giornale e di rendermi conto di quanto fosse totalizzante per un uomo la dimensione vera del giornalista, soprattutto in momenti difficili e pericolosi come erano quelli di quegli anni.

Era la tua redazione ed era un avamposto di legalità in quegli anni di guerra civile in terra di Brindisi perché era un inno all’autonomia ed alla indipendenza di chi vi lavorava, anche a costo di rischiare la propria incolumità e, osservandovi per poco tempo, mi resi conto che ci sono quelli che ‘fanno i giornalisti’ e quelli che ‘sono Giornalisti’, proprio come ci sono quelli che ‘fanno gli avvocati’ e quelli che ‘sono Avvocati’, nella mente e nell’anima.

A mio modesto parere, la differenza tra ‘fare’ ed ‘essere’ sta proprio nella passione con cui si opera e nella libertà di pensiero e di azione che è sacra e che non può subire interferenze da chicchessia. Lo dico perché fosti tra i primi –unitamente ad altri tuoi colleghi- a salutare con piacere (e con belle parole) la mia nomina nel novembre 2012 a Presidente del CdA della società dei trasporti pubblici della Provincia di Brindisi, la nomina di ‘uno stimato avvocato penalista estraneo alla politica militante’, così si disse all’epoca.

Una nomina che accettai –come sai bene- a condizione che non ci fossero interferenze prima di tutto da parte di chi mi aveva chiesto di impegnarmi nell’amministrazione della cosa pubblica. Una condizione che –devo ribadire, al netto di millanterie e di veleni tra terzi che non mi appartengono- è stata sempre rispettata sia dai vertici degli enti proprietari della Stp (regione, provincia e comune) che dagli uomini politici che l’avevano incoraggiata, e che era stata avversata da chi aveva subìto la mia nomina e che riteneva (e ritiene) di poter condurre nei miei confronti battaglie di retroguardia culturale ormai anacronistiche e dannose per la convivenza civile.

Caro direttore, le cose non sono cambiate nel mio modo di condurre la mia professione e nel mio impegno civico, ma sento di doverti scrivere perché ho avuto modo di leggere il tuo ultimo editoriale del 23 ottobre u.s. dal titolo ‘Scoperto dal sindaco chi destabilizza Comune e politica: è Brindisireport.it’ e, devo dire sinceramente, non ho riconosciuto in alcuni tuoi capoversi lo stile che ti ha sempre caratterizzato.

Ho constatato che il tuo editoriale ha concluso una serie di concitati interventi di una serie di personaggi pubblici su svariati argomenti, tra cui, per una non fortunata – per me - combinazione, probabilmente hai ritenuto di inserire anche le considerazioni che avevo svolto in un mio personale post, pubblicato su Facebook, che era rivolto a tutti i miei amici del noto social network e che poi è stato ripreso e pubblicato –spontaneamente- da alcune testate on line della nostra provincia.

Per amore di verità ti dico che il mio riferimento alle gravi conseguenze per la formazione dei giovani che causa la mancanza di autonomia dei mezzi di informazione non era in alcun modo riconducibile alla tua professionalità e a quella dei tuoi colleghi di redazione. Pertanto, se con ‘il presidente dell’ente pubblico’ che indicavi come desideroso di lodi sperticate e allergico alle critiche, intendevi riferirti a chi ti scrive ritengo che, probabilmente per la non invidiabile farraginosità con cui ti sei ritrovato a lavorare in quella giornata del 23 ottobre u.s., tu abbia agito e scritto in maniera inopinatamente scomposta.

Dico questo, al netto di tutte le questioni che attengono alla amministrazione comunale ed alla politica locale che in questa sede non interessano, per una serie di ordini di ragioni su cui vorrei che tu riflettessi come ho fatto io. Se agisci, come sicuramente ritieni, nell’interesse dei cittadini (‘stare dalla parte della gente’) non puoi fare a meno di considerare il possibile danno che può derivare alla comunità in cui operi omettendo completamente di dare rilievo e approfondito resoconto di una serie di interventi che si sono svolti a Brindisi per iniziativa della Stp e che hanno riguardato la situazione del diritto alla mobilità dei cittadini oggi nel nostro territorio e nella nostra regione.

Rosario AlmientoCredi che non interessi ‘alla gente’ che usufruisce dei mezzi pubblici nella nostra Provincia che il servizio che viene loro offerto è sicuramente migliorabile ma è probabilmente il migliore possibile in tutto il Centro-Sud Italia, e anche oltre, in considerazione della scarsità di risorse al settore ed alla mancanza totale di finanziamenti pubblici per rinnovare i mezzi e le infrastrutture?

Credi che non interessi ai genitori degli studenti (ma i giovani rappresentanti degli studenti ne sono consapevoli) che spesso il sovraffollamento sugli autobus dipende dalla omessa o tardiva comunicazione delle modifiche dell’orario delle lezioni da parte dei dirigenti scolastici ai funzionari della società dei trasporti che predispone il servizio?

Credi che non interessi ai cittadini della Provincia di Brindisi di avere nel suo patrimonio una società pubblica sana, ‘in bonis’, una delle poche cose pubbliche di cui andare orgogliosi, e che devono essere preparati a difenderla con il coltello tra i denti perché, anche a causa della disinformazione locale, tra poco, magari quando non ci sarò più io a difenderla e a rappresentarla, rischierà di essere svenduta o peggio ancora accorpata a qualche realtà meno sana e virtuosa di provincie limitrofe?

Avremo fatto una buona informazione quando le decisioni saranno ormai prese, come è accaduto per tutti gli enti pubblici e le istituzioni del nostro territorio che non ti sto a ricordare, e ci lamenteremo perché le realtà territoriali limitrofe più potenti politicamente avranno avuto il sopravvento? Vedi, direttore, io ti incito ad essere pienamente consapevole della capacità di penetrazione di quei numeri a cui hai fatto riferimento alla fine del tuo editoriale, e che sono indubbiamente meritati.

Per me, infatti, quei numeri devono essere accompagnati dalla consapevolezza che la tua linea editoriale non serve solo l’informazione della nostra provincia ma, attraverso i collegamenti sulla rete internet, è analizzata anche da tutti coloro che, per curiosità o per interesse economico, si informano su quello che accade a Brindisi e magari decidono se è il caso di venire a farsi una gita o magari fare un investimento economico. Cosa vuol dire per una testata on line, oggi, aiutare i cittadini di Brindisi che ti seguono –come me- così numerosi?

Se posso esprimere una mia valutazione, che ti prego di considerare uno spunto di riflessione sulle finalità e sulla utilità sociale dell’informazione on line, non puramente cartacea, io ritengo che le direzioni delle testate on line, proprio perché raggiungibili immediatamente e senza ostacoli e senza confini, abbiano un supplemento di responsabilità derivante da ciò che sopra ho cercato di rappresentarti e che rivoluziona il concetto ed il principio di utilità sociale della tua nobile professione.  

Non arrivo certo a teorizzare una funzione di marketing territoriale delle testate on line locali ma non posso non sottolineare i guasti del vilipendio o della giustificazione di condotte che creano modelli negativi per i giovani, trattati in base alla conoscenza o alla convenienza del direttore o dell’editore. Un'altra cosa mi preme sottolineare a causa della tua assenza al convegno nazionale organizzato a Brindisi dalla Stp sul tema dell’anticorruzione e della trasparenza nelle società partecipate pubbliche.

In questo caso devo dire che mi ha destato anche curiosità il fatto che tu non abbia presenziato o che non abbia presenziato, magari su tuo invito, un rappresentante della associazione Left, i cui interventi sulla tua rivista –sempre continui, puntuali ed imparziali- seguo con vivo interesse. Sul tema ricordo, ad esempio, un interessante articolo di Vincenzo Albano, attento ex consigliere comunale e socio di Left che, a meno di mie distrazioni, non era presente neanche come delegato dal presidente di quella associazione.

Mi ha destato curiosità constatare che era assente chi avrebbe potuto apprendere -e magari autorevolmente argomentare- sulla organizzazione della Società Trasporti Pubblici della Provincia di Brindisi che, a detta degli esperti nazionali del settore, ha adottato -tra le prime società in Italia- uno dei modelli di trasparenza ed anticorruzione più corretti ed aderenti alla legge.  

Caro Direttore, tutto questo accade a Brindisi ed i cittadini di Brindisi, compresi i tuoi lettori, hanno il diritto di saperlo per raccontarlo a Bari a Roma e in tutte le sedi di lavoro e di studio in Italia e nel mondo.

Tutto questo è stato possibile grazie alla professionalità e alla valenza dei dirigenti e dei dipendenti della Stp, e non certo di chi ti scrive che si è limitato soltanto a far valere e rispettare quel patto di non interferenze che – da solo - può garantire efficienza, utilità sociale e buon andamento della pubblica amministrazione, delle società partecipate pubbliche e, mi consentirai, dell’informazione.

In questa mia esperienza, che è solo una parentesi stimolante nella mia vita professionale (‘presidente di turno o pro-tempore’ di un consiglio di amministrazione di un ente pubblico), ho cercato di sperimentare –credo con successo- la semplice applicazione della legge con la corretta distinzione tra amministrazione e gestione.

In altri termini, forse più comprensibili a tutti, io non ho mai gestito la Stp, che si avvale di alte professionalità direzionali e dirigenziali, ma ho solo garantito la corretta amministrazione senza interferenze sui responsabili delle procedure interne, che legittimamente interloquiscono con i tanti imprenditori privati che forniscono beni o servizi all’azienda al fine del buon andamento del servizio ai cittadini e della convenienza economica.

Sai bene che ho affermato da subito che sarei stato il difensore della Stp e con questo spirito continuo il mio impegno sapendo anch’io come trattare –in ogni opportuna sede- i tentativi di delegittimazione ed eventuale diffamazione e calunnia nei miei confronti e nei confronti della società e dei dipendenti che orgogliosamente rappresento. Con immutata stima e ammirazione e con l’auspicio di futuri e costruttivi confronti. (Rosario Almiento)

PS - Caro Marcello, Ti prego di pubblicare integralmente e senza tagli o modifiche questo mio intervento. So che è lungo ma ho notato che altri interventi su BrindisiReport sono anche più lunghi di questo e, comunque, mi interessa soprattutto che lo legga tu e coloro che sono in grado di fare riflessioni sui contenuti e non polemiche fine a se stesse.

Nota del direttore di BrindisiReport.it

I lettori e l'avvocato Almiento sanno bene quali sono a Brindisi gli enti pubblici al centro delle nostre critiche, ma soprattutto di quelle dei brindisini e degli attori dell'economia locale. Di quel suo post su Facebook, BrindisiReport.it ha chiesto chiarimenti allo stesso presidente della Stp tramite la collega Stefania De Cristofaro, "dopo" la pubblicazione dell'articolo firmato dal sottoscritto, che perciò non aveva preso in considerazione lo scritto sul social network. L'avvocato Almiento ha spiegato alla collega (e ribadito oggi) che il riferimento non era al nostro giornale e non abbiamo motivo per mettere in discussione tale affermazione, quindi siamo certi che lo stesso presidente della Stp non metta in dubbio le nostre, come non avrebbe dovuto dubitare del fatto che noi avremmo pubblicato integralmente la sua lettera.

Studenti pendolari brindisiniRiguardo la nostra assenza al convegno della Stp, devo sottolineare che i giornalisti che seguono la cronaca per BrindisiReport.it sono cinque incluso il sottoscritto, e che pertanto - proprio per la particolare responsabilità che ricade sull'informazione online - dobbiamo ogni giorno fare delle scelte sugli eventi da coprire. Vorrei poter fare solo il direttore, ma devo anche lavorare come i miei collaboratori. Ciò ci ha impedito di partecipare al convegno organizzato dalla Stp, ma non ci impedisce di seguire i problemi del trasporto pubblico locale. I pendolari, studenti e lavoratori, hanno il diritto di viaggiare su mezzi sufficienti per numero, sicuri, con i servizi in funzione. La Stp è nata - lo ricordo per la storia, non all'avvocato Almiento - proprio dopo lotte di studenti e operai in vari centri della provincia di Brindisi contro le inefficienze delle società private che sino a all'inizio degli anni Settanta gestivano il trasporto extraurbano.

Noi, come giornale, dobbiamo raccontare quando e come questo diritto viene messo in discussione. Sappiamo molto bene che le società di Trasporto pubblico locale (su gomma e su rotaia) non navigano nell'oro per le scarsa attenzione che il settore riceve nel Mezzogiorno soprattutto dalle politiche del governo. Quindi non tutto ciò che accade è per responsabilità delle gestioni aziendali. Ricordiamo anche che la scorso anno scolastico si chiuse con un impegno degli istituti scolastici a fornire gli orari delle lezioni alla Stp. L'avvocato Almiento, ci par di capire, lamenta il fatto che questo impegno non è stato mantenuto dai dirigenti scolastici. Ma parlare di questi episodi, da parte della stampa, non può essere considerata come una perenne delegittimazione del lavoro che si fa in Stp. Sarebbe molto utile invece che ne parlassero anche i sindacati aziendali, visto che rappresentano il personale viaggiante e delle officine, sottoposto alle stesse problematiche lamentate dai pendolari.

Se il dato riportato dallo studio sugli ecosistemi urbani di Legambiente e IlSole24Ore, pubblicato oggi, è confermato anche dalla Stp, vuol dire che la strada da percorrere è ancora molto lunga: 12 viaggi all'anno per abitante su un mezzo di trasporto pubblico a Brindisi colloca questa città agli ultimi posti della classifica. Ma nessuno di noi si è sognato di scrivere che la responsabilità è della gestione attuale. E', mi permetto di dire, un problema di assetti della città e di orientamento dei cittadini. Se passa l'idea che si fanno affari ed economia solo dove si può arrivare in auto, è finita davvero. Questa non solo non è Europa, ma non è neppure Puglia. Quindi le mie energie e quelle del mio giornale, e quelle del presidente della Stp e dell'azienda che dirige, devono restare concentrate sull'obiettivo-smartcity, che è uno scopo comune (anche se non abbiamo partecipato al convegno della Stp). Altrettante cordialità (Marcello Orlandini)

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