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La stazione carabinieri di Ceglie Messapica

La stazione carabinieri di Ceglie Messapica

Lettera anonima di Ceglie, interrogata una donna che lavora a San Vito

BRINDISI - Una donna è stata interrogata dai carabinieri di Ceglie nell’ambito delle indagini sulla lettera anonima con la quale si è tentato di gettare ombre sulla tornata elettorale dello scorso marzo per il rinnovo del Consiglio comunale. La notizia dell’interrogatorio è trapelata dallo stretto riserbo con il quale sta procedendo il comandante della stazione, maresciallo Sante Convertini, su delega del procuratore Marco Di Napoli. Le notizie sono scarne.

CEGLIE MESSAPICA - Una donna è stata interrogata dai carabinieri di Ceglie nell'ambito delle indagini sulla lettera anonima con la quale si è tentato di gettare ombre sulla tornata elettorale dello scorso marzo per il rinnovo del Consiglio comunale. La notizia dell'interrogatorio è trapelata dallo stretto riserbo con il quale sta procedendo il comandante della stazione, maresciallo Sante Convertini, su delega del procuratore Marco Di Napoli. Le notizie sono scarne.

Si dice si tratti di una giovane donna di Ceglie Messapica che ha contatti professionali con San Vito dei Normanni, città dalla quale, attraverso una mail box, sarebbero state spedite almeno una parte della ventina di raccomandate (le altre sarebbero state spedite da Ostuni) contenenti accuse all'attuale maggioranza di centrodestra di avere acquistato voti e di avere fatto una campagna elettorale non solo a base di soldi, ma anche di sesso e droga. Accuse gravissime nascoste dietro l'anonimato, che hanno suscitato condanna unanime negli ambienti politici locali.

La lettera, firmata con un nome di fantasia, esplose con grande fragore qualche giorno prima della riunione consiliare di insediamento della nuova amministrazione guidata dal sindaco Luigi Caroli, subentrata all'amministrazione di centrosinistra del sindaco Pietro Federico. Ma l'intento di chi ha pensato e scritto la lettera non si concretizzò totalmente. E' vero che i giornali riportarono la notizia, è vero pure che in città in quei giorni non si parlava d'altro, ma il consiglio comunale si svolse regolarmente e il sindaco, l'amministrazione e i politici del Pdl citati nella lettera, ricevettero la solidarietà dell'intero consiglio, dalla maggioranza all'opposizione, con la condanna di tale modo incivile di fare politica

La lettera, tra i tanti destinatari, non comprendeva però l'indirizzo della Procura di Brindisi. Per cui Di Napoli ne dispose l'acquisizione per verificarne i contenuti e decidere se si dovesse procedere con le indagini oppure se andasse cestinata. Il procuratore capo ritenne che fosse necessario fare un approfondimento. E delegò i carabinieri della stazione di Ceglie. Tra l'altro, nel frattempo, ai carabinieri era stata depositata anche una denuncia per calunnia nei confronti di ignoti da parte di uno dei politici citati nella lettera. Passaggio giudiziario che a questo punto rende obbligatorio l'individuazione di chi ha commesso l'eventuale reato di calunnia anche se la lettera è anonima.

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