Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca

"Cari sindaco e assessore, avete ragione: abbiamo sbagliato noi genitori"

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta all'assessore alla Pubblica Istruzione, Gioacchino Margherito, inviataci da un padre che ha due bambini che frequentano il tempo pieno in una scuola di Brindisi, Carlo Gabrieli. Il tema è naturalmente del blocco del servizio di refezione scolastica, che non trova soluzioni dalla ripresa delle attività didattiche dopo la pausa delle festività natalizie

BRINDISI - Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta all'assessore alla Pubblica Istruzione, Gioacchino Margherito, inviataci da un padre che ha due bambini che frequentano il tempo pieno in una scuola di Brindisi, Carlo Gabrieli. Il tema è naturalmente  del blocco del servizio di refezione scolastica, che non trova soluzioni dalla ripresa delle attività didattiche dopo la pausa delle festività natalizie.

Ill.mo Assessore alla Pubblica Istruzione del Comune di Brindisi, colgo l’occasione del ritorno alla forma della lettera aperta a mezzo della quale Lei, nei giorni scorso, ha voluto affidare il Suo pensiero riguardo all’argomento della mensa scolastica ed ai recenti accadimenti che hanno coinvolto e, ahimè anche oggi, coinvolgono migliaia di cittadini brindisini. Mi permetto di utilizzare il medesimo strumento per esternare qualche riflessione prima di tutto mia ma confortata dal supporto di tanti genitori che, per motivi facilmente comprensibili, non hanno la possibilità o la capacità di indirizzare un messaggio quanto più diretto possibile al nostro attuale interlocutore.

Questa mattina mi sono svegliato presto, ancor prima del solito. Oltre alle ordinarie e frenetiche incombenze mattutine avevo un ulteriore compito da portare a termine: escogitare un sistema per poter far mangiare i miei figli a scuola. Ed allora sono andato al panificio per comprare qualche panino che ho imbottito con quello che ho trovato in frigo, un succo di frutta, una bottiglietta d’acqua: il primo pasto per Valentino (5 anni) era pronto. Non il massimo dell’igiene alimentare ma meglio di niente.

Per Rebecca (4 anni), invece, alcune mamme operose sabato si sono organizzate con un pronto-cuoci adiacente la scuola che provvederà a nostre spese a servire pasti caldi all’ora di pranzo. Per Giuliano (2 anni) problemi di mensa non ce ne sono, né mai ce ne saranno: è iscritto ad un asilo nido privato. E così ho accompagnato i miei figli presso le rispettive scuole per dare inizio ad un’altra settimana all’insegna dell’improvvisazione, della confusione e del malcostume tutto brindisino al quale ormai siamo assuefatti.

Sono ormai tre settimane che famiglie intere vivono cercando di trovare nuovi equilibri a servizio di una scuola che teoricamente dovrebbe essere a servizio delle esigenze delle famiglie. Padri e madri lavoratori costretti a trovare una sistemazione per i propri figli che, da un giorno all’altro, non si sa a che ora usciranno, se e cosa mangeranno a pranzo.

Scuole programmate per il tempo pieno che non possono portare avanti i programmi pomeridiani perché i bambini vengono quasi tutti ritirati prima di pranzo per essere poi “parcheggiati” davanti alla tv da qualche nonna. Insegnanti che ogni mattina stringono le spalle anch’esse allo sbando tra quello che si vorrebbe fare e quello che poi ci si ritrova materialmente a fare: molta improvvisazione e poca scuola.

E dulcis in fundo, ogni sera un’altra notizia riguardante la refezione scolastica ancor più assurda di quella della sera prima e che lascia noi genitori sgomenti per la superficialità con la quale viene liquidato il problema affidandosi ad uno striminzito comunicato stampa, ad un vacuo incontro con poche (e fin troppo educate) mamme o, peggio, ad una lettera aperta con la quale viene invertito l’addebito delle responsabilità di questa vergognosa vicenda.

Perché, Ill.mo Assessore, di responsabilità si parla poco: si è capito, da quello che ha scritto ad Ilary, che non sono Sue, né del dirigente al ramo che dormendo sulle carte e non si è accorto che sarebbero trascorsi tre mesi senza avere un servizio mensa, men che meno del nostro Sindaco il quale è l’indiscusso artista e regista di questa Brindisi impostata sull’improvvisazione e vissuta alla giornata (non dimentichiamo certo il servizio raccolta rifiuti, il lungomare, il porto, la zona industriale ecc. ecc.)

Dopo tre settimane siete riusciti a convincere anche me che la responsabilità di tutto questo non è vostra. E’vero, la colpa è nostra! E’ nostra perché, nonostante tutto ci ostiniamo a voler vivere in una Città che non fa nulla per i propri cittadini, trattati come fossero stupide pedine, una Città in cui regna il menefreghismo al più alto grado istituzionale, in cui si nega anche l’evidenza con spocchioso distacco, dove non si ha neanche più la forza di denunciare il disgustoso trascinarsi avanti di un carrozzone di incompetenti, in cui i problemi, i tanti soffocanti problemi della gente non contano, conta solo rimanere asserragliato sulla sedia di Primo Cittadino malgrado tutto, in cui non si ha la dignità di chinare il capo è proferire due semplici parole: “abbiamo sbagliato”.

Ai figli già parlo di un mondo più giusto, basato sul merito più che sulla raccomandazione, sulle capacità intellettuali più che sui voti avuti a pagamento, racconto degli obblighi della cittadinanza attiva e dei diritti della cittadinanza passiva, delle infinite possibilità che la vita ci può prospettare, parlo dell’impegno, dello studio, del bello, del diritto a vivere sani e felici.

In questi miei discorsi, però, non parlo mai di Brindisi. Mi scuso se mi sono lasciato trascinare in queste mie crude esternazioni ma quando si toccano i bambini, i nostri piccoli ed indifesi figli, si perde la capacità di trincerarsi dietro qualche mezza parola diplomaticamente detta per trarsi fuori dagli impacci. Evidentemente Lei, Ill.mo Assessore, ha dimenticato cosa significa avere dei bambini a cui pensare. (Carlo Gabrieli)

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