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La sede Inps di piazza Vittoria a Brindisi

La sede Inps di piazza Vittoria a Brindisi

L’ex direttore Inps lunedì dal gip

BRINDISI - Potrà spiegarsi lunedì davanti al gip, se lo riterrà, e ricostruire i fatti dal suo punto di vista, Cesare Bove, 62enne ex direttore dell’Inps destinatario venerdì della scorsa settimana di un divieto di avvicinamento alla persona offesa.

BRINDISI - Potrà spiegarsi, se lo riterrà, e ricostruire i fatti dal suo punto di vista, Cesare Bove, 62enne ex direttore dell'Inps destinatario venerdì della scorsa settimana di un ordinanza di applicazione della misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa, il suo successore che lo ha querelato e dal quale dovrà restare lontano, almeno a 100 metri.

Al fianco del suo legale, Massimo Manfreda, Bove sarà sottoposto lunedì mattina dal gip Valerio Fracassi al rituale interrogatorio di garanzia. E' accusato di minaccia aggravata a pubblico ufficiale. Per la sua condotta intimidatoria nei riguardi dell'attuale direttore dell'Inps di Brindisi, volta a condizionare l'eventuale collaborazione con l'autorità giudiziaria oltre che a garantire alla compagna, Gabriella Iafelice, un posto di vertice all'interno dell'ente di piazza Vittoria, il pm Milto Stefano De Nozza aveva chiesto al gip la misura degli arresti domiciliari.

''Ti faccio trovare morto steso su un letto'' avrebbe detto l'ex direttore dell'Inps di Brindisi, in carica fino al 30 settembre 2011, rivolgendosi al suo successore, dopo che quest'ultimo aveva consegnato ai carabinieri e alla magistratura gli esiti di un'inchiesta interna nella quale si ravvisavano presunti abusi nella gestione dell'ente, oltre che per convincerlo a garantire alla sua compagna un avanzamento di carriera.

Cesare Bove, 62 anni, di Brindisi, non è alla sua prima esperienza con la giustizia. E' coinvolto in un'inchiesta per concorso in corruzione continuata a carico di 5 persone (tra cui anche l'ex presidente dell'Enel Basket Brindisi Antonio Corliano') per una serie di assunzioni e favori che ricomprendevano la cessione di abbonamenti per seguire le partite di serie A di basket e per le stagioni teatrali al teatro Verdi di Brindisi.

Ed è proprio quell'indagine la premessa di quanto avvenuto in seguito, ossia le pressioni in danno di colui il quale, nel suo stesso ufficio, aveva invece deciso d'essere trasparente e di procedere alle designazioni interne con apposite procedure, senza alcun genere di scorciatoia. Il già direttore dell'Inps, secondo l'accusa, avrebbe proferito al telefono una serie di intimidazioni finalizzate a costringere la vittima a compiere atti contrari ai doveri d'ufficio, oltre che invettive e insulti, avrebbe anche detto che ''Brindisi era la sua citta' e nessuno si poteva permettere di ostacolare i suoi interessi''.

Secondo il giudice per le indagini preliminari, Valerio Fracassi, questi avrebbe attuato un atteggiamento violento ''al chiaro scopo di poter continuare a gestire, insieme alla compagna, i suoi interessi e le sue amicizie''.

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