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Cronaca

Liberalizzazione vendite: sciopero dei giornalai: "Edicole chiuse per 8 giorni"

Il Sinagi (sindacato nazionale giornalai) è pronto a dare battaglia contro la liberalizzazione della rete di vendita dei giornali, prevista dal decreto legislativo 170/2001, di cui il governo, da quanto si apprende in una nota stampa dell'organizzazione sindacale, sarebbe intenzionato a confermare la validità.

BRINDISI – Il Sinagi (sindacato nazionale giornalai) è pronto a dare battaglia contro la liberalizzazione della rete di vendita dei giornali, prevista dal decreto legislativo 170/2001, di cui il governo, da quanto si apprende in una nota stampa dell’organizzazione sindacale, sarebbe intenzionato a confermare la validità. Il Sinagi ha dunque dichiarato lo stato di agitazione della categoria, decidendo anche un pacchetto di otto giornate di chiusura, la prima delle quali è stabilita per lunedì prossimo, 1 dicembre dalle, ore 8 del mattino a fine giornata.

“La motivazione di questa sofferta decisione - si legge in una nota firmata dal segretario provinciale di Sinagi, Mimmo Gloria - è conseguente all’assenza di disponibilità da parte del Governo nel riconfermare la validità delle norme contenute nel decreto legislativo 170/2001. Una  disponibilità invece già confermata dal precedente Governo Letta che a tal proposito aveva presentato un disegno di legge collegato alla legge di stabilità del 2013”.

Il Sinagi vede nella liberalizzazione della rete di vendita, senza alcuna regole o limitazioni, mantenendo però l’obbligo della parità di trattamento, “la volontà politica di annientare un’intera categoria, di promuovere il fallimento di migliaia di micro aziende e di mandare sul lastrico un numero ancora più elevato di famiglie, oltre a ridurre la funzione dei giornali quotidiani e periodici da strumento di informazione pluralista, e quindi un “bene comune”, a mero prodotto commerciale”.

A detta del Sinagi, “una eventuale liberalizzazione della rete di vendita metterà immediatamente in discussione l’attuale obbligo di parità di trattamento per tutte le testate quotidiane e periodiche, e che questo potrebbe limitare il libero accesso dell’informazione pluralistica alla nostra rete di vendita”.
“Ad aggravare questa situazione – si legge ancora nella nota sindacale - c’è la totale indisponibilità da parte della Federazione Editori a rinnovare un accordo nazionale scaduto da ormai 5 anni. A nulla è valso avanzare proposte, richiedere ripetutamente incontri, offrire disponibilità per ridisegnare un contratto totalmente diverso e al passo con i tempi”. 

“Da parte editoriale il nulla, silenzio assoluto, intanto quasi dodicimila edicole su quarantamila hanno chiuso per sempre, nonostante le innumerevoli denunce che nessuno ha pensato minimamente di raccogliere. Questa  - conclude il SInagi - è la strada che la categoria è costretta a percorrere di fronte alla evidente volontà del Governo e del mondo editoriale di cancellarla completamente”.  

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