Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Ostuni

Liceo "Pepe": il diritto allo studio di 500 studenti nelle mani di un'azienda edile

E' nelle mani di un'azienda edile l'anno scolastico di 17 classi del liceo scientifico "Pepe" di Ostuni, chiuso lo scorso 8 gennaio con un'ordinanza del sindaco Gianfranco Coppola. I lavori di restyling degli infissi sono ancora in corso e non vi sono certezze su quanto occorra per portarli a termine

OSTUNI – E’ nelle mani di un’azienda edile l’anno scolastico di 17 classi del liceo scientifico “Pepe” di Ostuni, chiuso lo scorso 8 gennaio con un’ordinanza del sindaco Gianfranco Coppola. I lavori di restyling degli infissi sono ancora in corso e non vi sono certezze su quanto occorra per portarli a termine.  La preside dell’istituto, Assunta Ferrara, è in attesa del cronoprogramma dal settembre del 2013. E’ lecito avanzare forti riserve, dunque, su come la Provincia abbia gestito la situazione negli ultimi mesi. 

Lo scorso 7 gennaio, giorno di ripresa delle lezioni dopo le festività natalizie, le aule erano piene di polvere proveniente dai cantieri. Il giorno successivo, il primo cittadino, preso atto di una relazione sullo stato dell’immobile redatta dagli enti competenti, non ha potuto far altro che emettere il provvedimento di chiusura. Già, ma quando si potrà tornare fra i banchi? Questa domanda, al momento, non ha una risposta. 

Di certo c’è che regna la confusione. Le idee potrebbero essere più chiare lunedì prossimo (12 gennaio) quando tecnici dell’amministrazione comunale, personale dell’ufficio tecnico della Provincia e i vigili sanitari dell’Asl effettueranno un sopralluogo insieme al dirigente scolastico. Se anche fra due giorni, come tutto lascia intendere, verrà confermata l’inagibilità della struttura, saranno guai seri per i circa 500 studenti dello Scientifico. 

L’unica soluzione fin qui emersa, infatti, è quella di un trasloco temporaneo presso l’istituto Vitale. Negli ultimi 4 anni, tale immobile è stato occupato dai bimbi della scuola d’infanzia e primaria “Pessina”, che a partire dalla prossima settimana dovrebbero tornare nel loro plesso originario (proprio lunedì, il sindaco dovrebbe presiedere la cerimonia di inaugurazione del nuovo istituto, sottoposto a ristrutturazione). 

Questa opzione, però, incontra due ostacoli. Il primo consiste nella grossa distanza che separa il Pepe, situato in un’area periferica di Ostuni, dal Vitale, ubicato ai piedi del centro storico. Il secondo è soprattutto di carattere logistico. Il Vitale, infatti, oltre a non disporre di laboratori, non è attrezzato per accogliere un liceo. Il trasloco degli studenti, quindi, dovrebbe essere preceduto dal trasferimento di sedie, banchi, lavagne, registri elettronici e materiale didattico di vario tipo. 

Considerata la tortuosità di questa strada, si sta valutando l’ipotesi di rendere fruibile (sempre che l’azienda sia in grado di farlo) almeno il primo piano, a partire da lunedì. Questo, inclusa l’aula per le riunioni dei docenti, potrebbe ospitare 10 classi. Istituendo delle turnazioni e ricorrendo al rientro pomeridiano, forse si riuscirebbe a garantire la ripresa delle lezioni per tutte e 17 le classi, anche se in condizioni di assoluta emergenza. 

Ma si tratta solo di un’idea allo stato embrionale, che dovrà essere sottoposta al vaglio del consiglio di istituto (convocato per lunedì) e di tutti gli enti coinvolti nella vicenda. “Stiamo affrontando una situazione estremamente critica – dichiara la preside Ferrara – nei confronti della quale si stanno facendo i passi dovuti. Stiamo ipotizzando delle soluzioni che incidano quanto meno sull’attività didattica. Ma al momento ancora non possiamo dire quale sarà la soluzione da adottare”. 

I genitori, intanto, sono inferociti, perché si stanno perdendo giorni di scuola preziosi per colpa di lavori programmati male. La vicenda del Pepe, d'altronde, si innesta in un quadro a dir poco sconfortante per quanto riguarda la pubblica istruzione in provincia di Brindisi. Basti pensare all’emergenza mensa nelle scuole d’infanzia e primarie del capoluogo, agli istituti superiori rimasti in questi giorni senza riscaldamento, allo stato disastroso in cui versano numerosi edifici scolastici di ogni ordine e grado. A queste latitudini, insomma, il diritto allo studio rischia di diventare un lusso. 

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