Domenica, 21 Luglio 2024
Cronaca

Multiservizi, lievitano i debiti: oltre sei milioni. Manca il piano di rilancio

Dopo l’incarico all’Ipres e la delibera di fusione con Energeko, resta da ripianare la perdita di un milione e 300mila: a rischio il patto di stabilità. Riduzione degli introiti dei parcheggi. La società: “Dal Comune tagli incisivi sul computo dei lavori per verde e segnaletica, senza motivazione”. Documenti alla Digos

BRINDISI – Lievitano i debiti della società partecipata Multiservizi costretta a fare i conti con un’esposizione che supera l’asticella dei sei milioni di euro, con una perdita da un milione e 300mila ancora da ripianare. E con un rapporto conflittuale verso il socio unico, il Comune di Brindisi, colpevole di aver tagliato in maniera “incisiva il computo dei lavori per il verde e la segnaletica, in assenza di contradditorio e di motivazione” nell’esercizio 2014, rivelatosi critico anche sul piano della gestione dei parcheggi tenuto conto del calo dei ricavi.

MULTISERVIZI SEDE-2

L’Amministrazione cittadina se da un lato ha approvato (sia pure con ritardo) il bilancio 2014 chiuso con un meno 1.333.219 euro, dall’altro non ha ancora portato all’attenzione del Consiglio comunale la delibera per il ripiano. Né tanto meno ha dato notizie sull’esito dell’incarico affidato all’Ipres per la redazione di un piano industriale finalizzato al rilancio della srl in vista della fusione con l’altra partecipata, la Energeko. Per lo meno, nessuna comunicazione è arrivata ai consiglieri comunali, nonostante diverse sollecitazioni che si aggiungono agli interrogativi sulla scelta di guardare all’esterno della Multiservizi per la sistemazione dei conti e non all’interno, dopo la nomina di Vito Camassa come nuovo amministratore.

Resta, quindi, la zavorra della perdita contabilizzata tre anni addietro, che diventa quanto mai attuale perché potrebbe avere conseguenze sulla tenuta dei conti del Comune nel caso in cui dovesse esserci lo sforamento del patto di stabilità. Circostanza non nuova a Palazzo di città, se si considera quel che accadde durante l’Amministrazione di centrosinistra con Mimmo Consales sindaco, quando davanti alla perdita certificata nel 2013, per 1.153.550 euro, l’Ente fu sforò il patto di stabilità. In perdita venne chiuso anche il 2012: meno 3.165.574 euro. Al risultato negativo, si aggiunge il peso dei debiti certificati che ammontano complessivamente a 6.255.508 euro: ci sono quelli verso finanziatori per 18.702 legati all’acquisto di due automezzi, quelli verso fornitori per 972.179, quelli nei confronti della società Tme spa per 835 e quelli nei confronti del Comune che sembrano costituire una ferita aperta, per un totale di 403.424 euro. Stando a quanto si legge nella relazione di accompagnamento al bilancio, “trecentomila sono per concessioni parcheggi”, poi ci sono quelli per le assicurazioni di mezzi in comodato d’uso dal 2010 al 2013 per 6.977, ancora quelli per diritti contrattuali su incassi per rimozione auto per 92.748.

Parcheggi a pagamento

Ci sono anche voci non saldate per tributi per un totale di 3.159.955 euro: Iva per il 2014 pari a 1.019.809 “dovuta – si legge – alla mancanza di liquidità per l’esposizione creditoria verso il Comune di Brindisi”; ritenute fiscali da versare per dipendenti, lavoratori autonomi e a progetto per 542.192; debito Iva ad esigibilità differita per 688.429; residuo Iva per il 2011 per 537.068; Tarsu per 66.666; Irap per il 2008 pari a 5.319, per il 2010 20.366, per il 2011 79.839, per il 2012 98.799, per il 2013 73.445 e per il 2014 66.973. E ancora debiti verso istituti di previdenza e sicurezza sociale per 881.812 e altri debiti verso dipendenti e Confindustria per 770.413.

Risultano crediti complessivi per 3.256.134 euro, ma sono comprensivi degli importi di fatture a carico del Comune: quelle non incassate ammontano a 848.104, quelle da emettere sono pari a 617.564.

In tema di ricavi, “nel corso dell’esercizio 2014 si è registrata una diminuzione derivante dall’attività di impresa per 585.329 euro”: da 7.026.527 nel 2013 a 6.441.198 euro. Il settore che ne ha risentito di più, è stato quello dei parcheggi  con un meno 112.720 euro “in seguito alla perdita dell’ex stazione marittima avvenuta l’11 settembre 2014 e a quella della zona dell’ospedale Perrino. “E’ innegabile che nel corso degli anni ci sia stata una inversione di tendenza e da settore trainante si è trasformato in criticità da approfondire e superare”. Come e in che modo? Al momento nessuna risposta. Perché il piano di rilancio non c’è.

Quanto, infine, al personale, la Multiservizi ha affrontato un costo pari a 5.420.101 euro, compresi oneri sociali e Tfr nel 2014. A titolo di compensi per amministratori (uno) e sindaci, la somma è stata pari a 83.761. Anche il bilancio è stato acquisito dagli agenti della Digos nell’ambito dell’inchiesta sui conti, sugli affidamenti e sulle consulenze della partecipata.

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