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Domenica, 5 Dicembre 2021
Cronaca

Liquami nell'oasi: nuovo incontro in Regione sul depuratore. "AqP chiarisca"

I Comuni di Carovigno e Brindisi e il consorzio di Torre Guaceto si aspettano chiarimenti dall'Acquedotto pugliese sulla questione riguardante i liquami sversati nella riserva marina in seguito all'entrata in funzione del depuratore consortile di Bufalaria. AqP dovrebbe fornire delle spiegazioni nel corso di un incontro convocato per le ore 16 di oggi

BRINDISI – I Comuni di Carovigno e Brindisi e il consorzio di Torre Guaceto si aspettano chiarimenti dall’Acquedotto pugliese sulla questione riguardante i liquami sversati nella riserva marina in seguito all’entrata in funzione del depuratore consortile di Bufalaria. AqP dovrebbe fornire delle spiegazioni nel corso di un incontro convocato per le ore 16 di oggi (29 settembre) in Regione.

“Chiederemo ad AqP  - dichiara a BrindisiReport il sindaco di Carovigno, Mimmo Mele - se quello che sta accadendo è una cosa normale. In una prima battuta dicono che lo è. Tant’è vero che – prosegue Mele - rispetto a qualche giorno fa, oggi abbiamo riscontrato che il livello di schiuma è molto calato. Il nostro assessore all’Ambiente, Annamaria Saponaro, è andata a verificare di persona la situazione. Stiamo facendo rilievi fotografici Mimmo Melegiorno per giorno”.  

Mele assicura che non intende abbassare la guardia “rispetto alle garanzie che abbiamo ricevuto nel corso di un incontro con l’Acquedotto pugliese svoltosi lo scorso 25 settembre in Regione”. “AqP  - spiega ancora il primo cittadino - dice che il livello di depurazione delle acque rientrerà  nella tabella 1-2 del decreto ministeriale, nei primi 60 – 90 giorni dall’attivazione del depuratore. Dopo una prima fase di funzionamento dell’impianto, poi, si dovrebbe passare alla tabella 4”. 

Oltre a Carovigno, la vicenda investe anche i Comuni di San Michele Salentino e San Vito dei Normanni, i cui liquami convergono appunto nell’impianto di Torre Guaceto (Carovigno continuerà invece a sversare nelle cavità carsiche, fino a quando non verrà realizzata la condotta di collegamento con il depuratore). Il sindaco di San Vito, Alberto Magli, sentito anche lui da BrindisiReport, ricorda l’atto di sabotaggio subito il 26 settembre, quattro giorni dopo l’entrata in funzione, del depuratore. 

“Da quello che ho letto sulla stampa in questi giorni – afferma Magli - pare ci sia stata una manomissione dell’impianto da parte di ignoti. Spero che questo problema che si è creato (il riferimento è appunto alla comparsa di una sostanza schiumosa nell’oasi protetta, ndr) sia legato a questo attentato. Per quanto mi riguarda, e da quanto ci è stato ufficialmente riferito dall’Acquedotto pugliese in un incontro svoltosi pochi giorni fa in Regione – prosegue Magli - l’acqua che deve uscire dal depuratore è un’acqua depurata in tabella 4 del decreto ministeriale. Quindi non dovrebbe essere assolutamente inquinante”. 

Il sindaco di San Vito Alberto Magli“Non posso immaginare che L’Aqp, una società per azioni pubblica che non è una nostra controparte ma che anzi collabora con gli enti territoriali - afferma ancora Magli - si sieda intorno al tavolo con gli altri Comuni e dica cose non vere. Rispetto alla situazione di qualche giorno fa, quando i reflui di San Vito e San Michele Salentino andavano a finire direttamente in falda senza depurazione, è evidente che la situazione dovrebbe essere molto migliore”. 

Magli non condivide, quindi, la richiesta avanzata dal sindaco di Brindisi, Mimmo Consales, di bloccare l’impianto fino a quando non verrà completata la condotta sottomarina che porterà i reflui del depuratore sul fondale di 50 metri al largo di Apani.

“Fermiamo il depuratore? – si interroga Magli – va bene. Ma buttare i reflui di Carovigno, San Vito e San Michele Salentino va altrettanto bene? Si tende purtroppo a ragionare per segmenti. E’ evidente che, andando in falda, i reflui si espandano in tutto il territorio e vadano a finire in mare. Se i dati tecnici a me dicono che le acque depurate dal depuratore sono rispettose del decreto ministeriale, non capisco per quale motivo dovremmo bloccare questo impianto e consentire lo sversamento dei reflui in falda”.

“Oltretutto – conclude il sindaco di San Vito - teniamo conto del fatto che nel Canale Reale già sversano impianti molto più vecchi di quello di Bufalaria. Utilizzare questo impianto, seppure provvisoriamente e con una depurazione quasi totale, credo sia migliore rispetto a quell’altra situazione”. 

Sulla vicenda, ad ogni modo, va ricordato che è stata aperta un'inchiesta da parte della Procura di Brindisi, dopo un esposto presentato dal consorzio di Torre Guaceto e due informative di reato: una depositata dal Corpo forestale dello Stato, in cui si rilevava l'assenza di autorizzazioni per le emissioni, l'altra dai militari della Capitaneria di porto di Brindisi

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