Cronaca

Progetti comunali: c'era pure un "no" dei revisori, ma oggi somme liquidate

“Si tratta di attività di competenza ordinaria e non extra”. E per il segretario generale spunta una denuncia alla Corte dei Conti: “Va restituita l’indennità come presidente del Nucleo di Valutazione”

BRINDISI – Dall’archivio di Palazzo di città, spunta un vecchio “no” ai progetti di settore contestati dalla sigla sindacale Uil: è il no del Collegio dei revisori dei conti, ormai ex, secondo cui attività racchiuse sotto la voce “trasparenza” o “accertamento residui” o ancora “assistenza agli organi istituzionali” rientrano nelle ordinarie competenze dei dipendenti del Comune e non costituiscono alcuna “novità”. Ma l’Ente ha dato comunque il via libera al pagamento. L’ha fatto oggi.

Il retroscena. L’esistenza di un carteggio tra il precedente organo di controllo interno e il dirigente del settore Risorse umane, anche capo di gabinetto del sindaco, emerge dai documenti raccolti nei faldoni dell’Ufficio personale: la nota è del 18 novembre dello scorso anno e per la verità non è neppure l’unica sull’argomento “progetti prioritari” per un totale di 260mila euro, visto che sei giorni prima lo stesso collegio si era espresso negli identici termini “raccomandando” all’amministrazione cittadina di verificare l’oggetto dei progetti e di conseguenza la natura delle attività, per non inciampare in rilievi, disposizioni di legge alla mano.

“Si invita nuovamente l’ente a non avviare progetti aventi ad oggetto prestazioni lavorative rientranti nelle ordinarie competenze del personale impegnato e/o che prevedano l’impiego di personale al di fuori dell’ordinario orario di lavoro”, si legge della lettera spedita al dottor Angelo Roma, responsabile delle Risorse umane, in risposta a una sua richiesta di chiarimenti, con ringraziamento finale per la collaborazione.

“In tale ultimo caso si configura – si legge ancora – attività di lavoro straordinario, finanziabile con altri istituti contrattuali”. Non solo. I vecchi revisori si raccomandavano anche di erogare le risorse “solo se verranno attivati nuovi servizi o processi di riorganizzazione finalizzati a un accrescimento di quelli esistenti, ai quali sia correlato un aumento delle prestazioni del personale in servizio, cui non possa farsi fronte attraverso la razionalizzazione delle strutture e/o risorse finanziarie disponibili o che comunque comportino un incremento delle dotazioni organiche”.

E ancora un invito a “corrispondere le retribuzioni di risultato solo a conclusione di un processo di valutazione e controllo delle prestazioni e dei risultati”.

Il pagamento. Di quella nota si erano perse le tracce sino ad oggi, giorno della “riesumazione” ad opera di qualcuno dei contestatori, vicini alla Uil, la sigla che con il segretario aziendale Giuseppe Roma ha sollevato il caso, prima chiedendo chiarimenti al sindaco Mimmo Consales e ad Angelo Roma, poi di fronte al silenzio si è detto pronto a rivolgersi alla magistratura, sia quella contabile, ossia Corte dei Conti, che penale, vale a dire Procura della Repubblica. Tanto è vero che il fascicolo che contiene l’elenco dei progetti, le somme e i dipendenti beneficiari è stato composto e affidato a uno studio legale di Brindisi.

Coincidenza ha voluto che proprio oggi sia arrivata l’autorizzazione al pagamento: le determine firmate dai dirigenti dei singoli settori, infatti, sono state pubblicate in mattinata. Come se nessuno, né i sindacalisti, né tanto meno i revisori, abbiano mai fatto opposizione.

La denuncia. Sempre oggi, dallo stesso archivio di Palazzo città, emerge un’altra nota del collegio dei revisori da cui è scaturita una denuncia alla Corte dei Conti con segnalazione di un potenziale danno erariale: riguarda l’indennità riconosciuta e liquidata al segretario generale in qualità di presidente del Nucleo di valutazione. Perché secondo i componenti dell’organo di controllo interno, la somma non andava conteggiata nel totale annuo lordo pari a 166.592 euro e 59 centesimi, essendo già compresa nel contratto integrativo.

“Lo scrivente collegio ritiene che, nel caso di specie, non spetti alcuna indennità al di fuori della maggiorazione della retribuzione di posizione, già erogata nella misura massima consentita (il 50 per cento). A ciò soccorrono sia autorevoli pareri dell’Aran che sentenze della Corte dei conti”, si legge nella lettera del 23 ottobre 2013, con la quale si “invitava il Comune ad attivare azioni di recupero”.

L’ultima sentenza citata come esempio arrivava dalla sezione giurisdizionale per la Campania che ha condannato un segretario a “restituire quanto percepito come componente del Nucleo di valutazione”. Il Comune avrebbe pagato l’indennità 2008 sino al 2013, con la conseguenza che avrebbe dovuto chiedere la restituzione degli importi non solo all’attuale segretario, ma anche a chi l’ha preceduta.

I conteggi porterebbero a ritenere che la “ripetizione” per il segretario in carica non sia inferiore a centomila euro: si parte dal considerare 22mila euro l’anno. Nonostante i rilievi, non ci sono stati riscontri. Vero è che dal 2013 ad oggi, l’indennità contestata non è stata più riconosciuta. Ma la denuncia pende davanti ai magistrati contabili che hanno aperto un fascicolo per le opportune verifiche.

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