L’Italia non farà ripartire i due marò

ROMA – Il governo italiano ha deciso di non far ripartire i marò Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, e ne ha dato notizia al governo di New Delhi. “L’India viola le norme internazionali”, fa sapere la Farnesina, ma è pronta al negoziato.

Latorre e Girone

ROMA - "L'Italia ha informato il Governo indiano che, stante la formale instaurazione di una controversia internazionale tra i due Stati, i fucilieri di Marina Massimiliano Latorre e Salvatore Girone non faranno rientro in India alla scadenza del permesso loro concesso". Lo si legge nella nota della Farnesina con la quale si annuncia che i marò resteranno in Italia. Ora si attendono le reazioni dall’India.

"L'Italia ha sempre ritenuto che la condotta delle autorità indiane violasse gli obblighi di diritto internazionale gravanti sull'India", in particolare "il principio dell'immunità dalla giurisdizione degli organi dello Stato straniero", dice il Ministero degli Esteri. "L'Italia ha ribadito formalmente al governo indiano, con la nota verbale consegnata oggi dall'ambasciatore Mancini, la propria disponibilità di giungere ad un accordo per una soluzione della controversia, anche attraverso un arbitrato internazionale o una risoluzione giudiziaria".

La moglie di Salvatore Girone, uno dei due sottufficiali del Reggimento San Marco dal febbraio del 2012 a disposizione delle autorità indiane dopo l’incidente in cui trovarono la morte due pescatori del Kerala scambiati per pirati (evento negato dall’Italia, e comunque avvenuto fuori dalle acque internazionali indiane), si dichiara sorpresa dalla decisone del governo. "Lo apprendo adesso, non lo sapevo: devo fare le mie verifiche”, ha detto Vania Girone.

"Adesso siamo finalmente felici", ha detto Massimiliano Latorre commentando la decisione della Farnesina di non far piu' tornare in India lui e il suo commilitone Salvatore Girone. "Abbiamo appreso la notizia dalle agenzie di stampa e dai mille messaggi di calore ricevuti".

"Non avevamo dubbi - prosegue Latorre - anzi avevamo prove dirette, dell'impegno che lo Stato ha profuso in questi mesi nei nostri confronti. Siamo Fucilieri di Marina. Vogliamo tornare a fare il nostro mestiere".

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