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Il luogo dell'omicidio

Il luogo dell'omicidio

Lite in campagna finisce in omicidio: una persona arrestata, l'altra è ricercata

ORIA - Finisce in tragedia a Oria una lite tra vicini di terreni. Un’accesa discussione per i forti rumori provocati dai lavori in campagna si è trasformata in un'aggressione mortale ai danni di Mario Nania, pensionato di 60 anni

ORIA - Finisce in tragedia a Oria una lite tra vicini di terreni. Un'accesa discussione per i forti rumori provocati dai lavori in campagna si è trasformata in un'aggressione mortale ai danni di Mario Nania, pensionato di 60 anni: immediatamente trasportato in ospedale dopo essere stato colpito a calci, pugni e bastonate, il suo cuore ha cessato di battere alla mezzanotte di ieri mentre si trovava al "Perrino" di Brindisi. Uno dei due aggressori, Michele Carbone, 50 anni, è finito in manette. L'altro, il figlio Francesco Carbone, di 20 anni, è tuttora ricercato dai carabinieri.

La lite era iniziata ieri in contrada Pasquini, a pochi chilometri dal centro abitato di Oria. Nania, ex portantino presso l'ospedale, si era recato in campagna assieme ad un'altra persona e a due operai con l'intenzione di potare gli ulivi del fondo per ricavarne materiale simile alla segatura. Per tagliare i rami, però, avrebbe utilizzato nel corso della giornata una macchina rumorosa, troppo almeno secondo i vicini Carbone.

Sarebbe stato proprio Michele Carbone, stando alla ricostruzione dei carabinieri di Oria, facenti capo alla Compagnia di Francavilla Fontana, a portarsi nell'area di Nania e a chiedere ripetutamente di interrompere i lavori. "Non riesco a dormire", avrebbe spiegato il vicino indispettito dai frastuoni. Ma niente. La potatura e soprattutto l'attività della motosega sono andate avanti per diverse decine di minuti fino a quando tra Nania e Carbone non sono volate parole grosse, passando di fatto ad una vera e propria colluttazione.

Nello scontro fisico, però, a rimanere ferito sarebbe stato Carbone, colpito al costato. E' stato proprio a quel punto che nella lite è intervenuto anche il figlio, Francesco, che per difendere il padre ha aggredito Nania a suon di calci e pugni. In due contro uno, è stato il pensionato a soccombere, fino a quando è arrivato il colpo di grazia - ma questo è ancora oggetto di verifiche da parte dei militari dell'Arma - dato da un colpo di bastone sferrato dal più grande dei Carbone sulla testa della vittima.

Nonostante l'intervento degli operai, che nel frattempo si erano avvicinati per cercare di dirimere la questione che però aveva ormai assunto una piega drammatica, Nania era già ridotto in gravi condizioni. Una volta chiamati 118 e carabinieri, l'anziano è stato trasportato in ambulanza prima al "Camberlingo" di Francavilla Fontana e poi presso l'ospedale di Brindisi "Antonio Perrino", dove però l'uomo è spirato attorno alla mezzanotte di ieri.

Già qualche ora prima della morte di Nania, comunque, i carabinieri avevano provveduto a mettere in stato di fermo Michele Carbone. L'uomo è stato portato in caserma e interrogato per ore, e adesso dovrà rispondere di omicidio in concorso con il figlio Francesco, tuttora ricercato. Il ragazzo, infatti, avrebbe fatto perdere le sue tracce già qualche istante dopo l'aggressione a Nania. I militari della stazione di Oria, coordinati dal maresciallo Roberto Borrello, sono comunque convinti che la latitanza del giovane non durerà a lungo e che forse già nella giornata odierna anche per lui potranno scattare le manette.

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