Lite tra candidate al concorso comunale per presunta scopiazzatura. Denuncia ai carabinieri

MESAGNE - Ombre sul concorso per l’assunzione di due assistenti sociali al Comune di Mesagne. Una candidata ha presentato ieri mattina un esposto ai carabinieri della stazione locale, nel quale si legge di una delle concorrenti, denunciata in piena prova anche al cospetto della commissione esaminatrice, di aver visibilmente copiato da un foglio tenuto sotto il banco. Roba da ragazzini: ma in ballo c’è un posto di lavoro a tempo indeterminato, che vale per la vita. L’autrice dell’esposto dichiara, ancora, che la prova sarebbe proseguita senza che la commissione sollecitasse alcun intervento da parte delle forze di polizia, né tanto meno sospendere l’esame.

Il sindaco Franco Scoditti

MESAGNE - Ombre sul concorso per l’assunzione di due assistenti sociali al Comune di Mesagne. Una candidata ha presentato ieri mattina un esposto ai carabinieri della stazione locale, nel quale si legge di una delle concorrenti, denunciata in piena prova anche al cospetto della commissione esaminatrice, di aver visibilmente copiato da un foglio tenuto sotto il banco. Roba da ragazzini: ma in ballo c’è un posto di lavoro a tempo indeterminato, che vale per la vita. L’autrice dell’esposto dichiara, ancora, che la prova sarebbe proseguita senza che la commissione sollecitasse alcun intervento da parte delle forze di polizia, né tanto meno sospendere l’esame.

Tanto, a dispetto dell’alterco a viso aperto nato in aula fra le due concorrenti che pare sia siano accusate a vicenda dello stesso delitto: insomma, una additata l’altra come colpevole di aver copiato. Trasecola il sindaco di Mesagne, Francesco Scoditti: “Apprendo in questo momento del fatto. Prima di esprimere qualsiasi commento mi riservo di sentire, cosa che faremo al più presto, la commissione. Ma ci tengo a precisare che abbiamo nominato una commissione interamente composta da esterni proprio per evitare, anche soltanto sospetti, di contaminazione. E sottolineo, ancora, che abbiamo voluto rimanere noi stessi, come amministrazione, del tutto estranei allo svolgimento delle prove”.

La prova per il concorso in questione si è svolta il 17 dicembre. Appuntamento alle 8 in Cittadella della Ricerca. Nella denuncia presentata ai carabinieri la donna scrive che il parapiglia sarebbe avvenuto non più di dieci minuti dopo la dettatura della traccia. La concorrente incriminata nasconde un foglio sotto il banco e da lì, come una scolaretta, scopiazza a piene mani. L’autrice dell’esposto si accorge del magheggio e si rivolge alla commissione, denunciando il fatto e invitando a più severi controlli. Il presidente si rivolge alla platea pronunciando ad alta voce il divieto assoluto di copiare. E’ a questo punto che la candidata armata di foglio proibito viene additata pubblicamente dalla collega-concorrente: “Si è infilata in tutta fretta il foglietto nella tasca, l’ho vista con i miei occhi”.

E’ questo il momento in cui l’aria si fa rovente. Le due si apostrofano non proprio garbatamente. L’accusata viene invitata a sedersi in prima fila, di fronte alla commissione ed è a questo punto che chiede di ritirarsi ma, non essendo ancora trascorsa la prima ora, la commissione le chiede pazienza. Né viene accolta la richiesta della prima delle concorrenti, che a gran voce chiedeva l’intervento delle forze di polizia. Tocca adesso ai carabinieri controllare che lo svolgimento della prova sia avvenuto regolarmente.

Il 10 novembre scorso è toccata a Ceglie Messapica, data in cui è stata sospesa la prima prova per l’assunzione di un istruttore amministrativo, concorso bandito dal Comune. Presunte irregolarità, denunciate dai partecipanti che invocarono l’arrivo dei carabinieri, costrinsero la commissione a sospendere i lavori  e ripetere la prova in data successiva. Nella città messapica furono circa 180 i concorrenti a tornare a casa, erano venuti da ogni parte della Puglia con la speranza di occupare quel solo posto, da 1.900 euro lordi al mese. La sollevazione di popolo da parte dei partecipanti si scatenò anche in quel caso subito dopo la lettura delle tracce e la comunicazione, da parte della presidente Antonia Tarantino, del divieto di allontanarsi dall’aula prima di un’ora.

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Letto il regolamento, con le disposizioni in questione, tre partecipanti lasciarono la sala, circostanza che sfuggì ai colleghi che, dopo qualche minuto, chiesero come mai nessuno avesse messo a verbale l’allontanamento arbitrario. Sulla vicenda è in corso una inchiesta della procura. Mentre le opposizioni hanno presentato esposti incrociati denunciando presunte irregolarità nella composizione della commissione stessa. Nella remake della prima prova, tenuto un mese dopo, sui 180 candidati in partenza, si sono presentati appena in cento.

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