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Lo sportello immigrati dimenticato

LATIANO - Un progetto che avrebbe dato luce e rilievo sociale alla città di Latiano. L'associazione di volontariato Karibuni un anno fa avanzò la proposta di istituire in città un Social Point, uno sportello sociale di cittadinanza per immigrati e mediazione culturale e familiare.

LATIANO - Un progetto che avrebbe dato luce e rilievo sociale alla città di Latiano. L'associazione di volontariato Karibuni un anno fa avanzò la proposta di istituire in città un Social Point, uno sportello sociale di cittadinanza per immigrati e mediazione culturale e familiare.

Il 7 dicembre 2011, la giunta De Giorgi con la delibera numero 207, approvò l'istituzione del servizio mettendo a disposizione alcuni locali comunali in via Papa Giovanni XXIII. "Ma ad un anno e un mese il locale dove sarebbe dovuto nascere il Social Point è in mano ad un privato e noi non abbiamo più risposte dal Comune", è quanto dichiara il presidente dell'associazione Pierpaolo Di Bello chiedendo un incontro urgente con l'assessore ai Servizi Sociali Antonella Catanzaro.

Tutto ha inizio nel 2011, quando lo staff di volontari dell'associazione Karibuni, che si occupa principalmente di immigrazione, aveva accentuato l'interesse verso questa fascia sociale, anche perchè il territorio latianese è interessato da flussi sempre crescenti di stranieri, e perciò aveva pensato di aprire uno sportello sociale.

Da decenni, infatti, si contano in città, tra gli altri, la presenza di una numerosa comunità magrebina, e quelle di una comunità albanese e di una rumena, già abbastanza integrate nella collettività. Latiano, da secoli è sempre stata una città accogliente e solidale.

Il progetto sociale di Karibuni prevedeva: il servizio di informazione legale e sociale per cittadini immigrati, sostegno alimentare alle famiglie immigrate segnalate dall'ufficio Servizi Sociali, servizio di mediazione culturale e familiare, informazioni sui servizi socio-sanitari per immigrati, laboratori artistici, doposcuola, inserimento sociale di minori immigrati, servizio per l'informazione e la formazione, sulla progettazione sociale e sulla cooperazione internazionale e formazione del volontariato e costruzione di una rete degli attori sociali, in tale ambito, presenti sul territorio.

Tutto ciò - così come scritto anche nella delibera comunale numero 207 - senza comportare alcun impegno di spesa a carico del Comune e della cittadinanza.

"Nel mese di gennaio (2012 ndr) - sottolinea Pierpaolo Di Bello nella lettera inviata al sindaco - sollecitavamo l'assessore al ramo, per la firma della convenzione e della presa di possesso dei locali dati in affidamento, per preparare ed organizzare con le nostre professionalità lo Sportello. Ci veniva chiesto di temporeggiare perché quei locali non erano, forse, più disponibili, poiché concessi ad una struttura 'medica' privata. Facevamo presente all'allora assessore delegato all'Immigrazione, Giuseppe Blé, che per noi non era importante la location ma la possibilità di avere un locale per espletare il nostro servizio sociale. Il tempo è trascorso con i soliti 'mò vediamo' eccetera".

Ad un anno dalla delibera niente si è fatto. Il "mò vediamo" è passato a "campa cavallo che l'erba cresce". Lo stesso Di Bello nella lettera scrive "si è preferito il 'privato' al volontario sociale'" e di "scelte che non rispecchiano gli slogan elettorali e che danneggiano" i bisognosi e i cittadini stessi". Attualmente l'amministrazione comunale di Latiano è cambiata, il sindaco De Giorgi, ha azzerato la giunta, ed ha nominato nuovi assessori.

"Ora, noi confidiamo che questa 'giovane' amministrazione sia almeno coerente con i 'reali' obbiettivi che si è preposti: dare seguito ad un 'misterioso' programma, diverso da quello che ha presentato nella sua, sempre più lontana nel tempo e nelle intenzioni, campagna elettorale".

"Chiediamo perciò che ci fornisca il suo 'vero' programma (se ne esiste uno) o magari più semplicemente la smetta di perdere tempo dietro a giochini di palazzo, degni della più vecchia e becera classe politica e decida una buona volta di rispettare gli impegni assunti con la comunità latianese", conclude il presidente di Karibuni Pierpaolo Di Bello nella sua lettera aperta indirizzata al primo cittadino di Latiano.

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