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Il tribunale di Brindisi

Il tribunale di Brindisi

Lo stragista sarà in aula al processo

BRINDISI - Lo ha già chiarito al suo avvocato: ‘Vanni’ Vantaggiato il bombarolo vuole esserci e quindi, salvo impedimenti, comparirà personalmente davanti ai due giudici togati e ai sei popolari, sin dall’avvio del processo davanti alla Corte d’Assise di Brindisi. Non rinuncerà al diritto di assistere a tutte le fasi del dibattimento lo stragista che, dimagrito (a quanto pare per gli effetti di un disegno da lui stesso ordito per uscire dal carcere), sarà in aula il 17 gennaio, reo confesso della strage del 19 maggio davanti alla Morvillo Falcone.

BRINDISI - Lo ha già chiarito al suo avvocato: 'Vanni' Vantaggiato il bombarolo vuole esserci e quindi, salvo impedimenti, comparirà personalmente davanti ai due giudici togati e ai sei popolari, sin dall'avvio del processo davanti alla Corte d'Assise di Brindisi. Non rinuncerà al diritto di assistere a tutte le fasi del dibattimento lo stragista che, dimagrito (a quanto pare per gli effetti di un disegno da lui stesso ordito per uscire dal carcere), sarà in aula il 17 gennaio, reo confesso della strage del 19 maggio davanti alla Morvillo Falcone.

Ma Giovanni Vantaggiato ha anche ammesso il tentato omicidio del 2008 a Torre Santa Susanna, quando con una bici bomba tentò di far saltare in aria il suo ex socio in affari divenuto poi un'ossessione, ed oggi prezioso teste, Cosimo Parato. Il 68enne di Copertino "intende presenziare a tutte le fasi del processo" stando a quanto ha riferito il suo legale, Franco Orlando, che andrà a trovarlo domattina nel carcere di Bari dove è stato trasferito alla fine di novembre per motivi di salute.

Per entrambi i fatti a lui contestati il killer di Melissa Bassi è accusato inoltre di fabbricazione, detenzione, porto ed esplosione di ordigno micidiale. A quanto si apprende, già nel corso della prima udienza la difesa potrebbe presentare istanza per il riconoscimento dell'infermità mentale dello stragista e quindi della sua incapacità di stare a processo. Dalle relazioni dei consulenti di parte, il criminologo Francesco Bruno e la psicoterapeuta Maria Pia Di Giovanni, l'imprenditore di Copertino sarebbe stato "incapace di intendere e di volere" quando si sono verificate entrambe le esplosioni da lui provocate.

Secondo quanto contenuto nei capi di imputazione del decreto di giudizio immediato, con il quale si fissa l'avvio del processo il 17 gennaio prossimo, il 68enne di Copertino avrebbe "in concorso con altri, in esecuzione del medesimo disegno criminoso, illegalmente fabbricato, detenuto, portato in luogo pubblico miscele esplosive, in contrada Voluzzi di Copertino, successivamente al febbraio 2008 e fino al 12 giugno 2012, quando veniva rinvenuta parte delle sostanze esplosive".

Sempre non da solo avrebbe fatto esplodere il materiale "anche per saggiarne il potenziale", in particolare cinque bombole di quelle destinate a contenere Gpl, di cui venivano "rinvenute le cinque calotte superiori delle bombole esplose", sempre in contrada Voluzzi dove fu individuato lo spazio in cui Vantaggiato avrebbe effettuato le prove.

Avrebbe quindi fabbricato altri sei ordigni, tre dei quali fatti scoppiare davanti alla scuola Morvillo Falcone. Infine avrebbe fabbricato anche "25 chili di polvere nera, composta da miscela esplosiva a base di nitrato di potassio, zolfo e carbone e un quantitativo di nitrocellulosa, contenuti in due bidoni" e rinvenuti sempre nelle campagne di Copertino.

Quanto alla strage, fra i capi di imputazione è specificata l'aggravante della finalità terroristica in quanto Vantaggiato "avrebbe individuato in maniera casuale e indiscriminata l'obiettivo da colpire, per l'effetto intimidatorio e il conseguente grave allarme della popolazione della città di Brindisi e dell'intera nazione, nonché per l'effetto destabilizzante dell'azione criminale".

Tra le parti offese individuate dalla Dda di Lecce ci sono anche anche i ministeri dell'Interno e dell'Istruzione , la Regione Puglia, la Provincia e il Comune di Brindisi. Nella lista figurano i nove feriti, otto ragazze e un ragazzo, i genitori di Melissa Bassi, unica vittima, e Cosimo Parato, relativamente all'attentato del 24 febbraio del 2008 in cui rimase gravemente ferito, riportando conseguenze permanenti. Chiederà la costituzione di parte civile anche il Comune di Mesagne.

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