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Il parcheggio del palazzetto

Il parcheggio del palazzetto

Lo strano parcheggio del palazzetto

BRINDISI - Nel primo parcheggio del Pala Pentassuglia riescono ad entrare in pochi. Perché a quanto pare c'è un gran numero di disabili che hanno diritto al posto. Ma a ben guardare si tratta disabili speciali...

BRINDISI - Chiamiamolo "lo strano caso del parcheggio del Masseriola". Stiamo parlando del primo parcheggio, quello più vicino all'ingresso del Pala Pentassuglia, dove da sempre ad entrarci sono solo pochi fortunati. Quelli che arrivano per primi al palasport, oppure qualche amico degli amici. E se qualcuno protesta perché a parcheggio chiuso ha visto entrare un'auto, la risposta degli addetti della Multiservizi è sempre la stessa: «Era un disabile».

Ironia della sorte, il caso ci è stato segnalato proprio da un disabile, che però per ben due volte non è riuscito a trovare posto all'interno del parcheggio: o ci sono pochi stalli per i disabili, o qualcuno fa il furbo, oppure al palazzetto i disabili costituiscono la maggioranza dei tifosi.

Dopo la segnalazione del nostro lettore, per tre domeniche abbiamo cercato di capire come funzionasse l'ingresso al parcheggio, e abbiamo scoperto che le cose vanno in questo modo: fino ad un certo punto si può entrare regolarmente, pagando l'obolo di 1 euro. Poi, quando il parcheggio è quasi pieno, gli addetti della Multiservizi chiudono l'ingresso con il nastro bianco-rosso. Da quel momento in poi entrano solo i disabili. Ma al nostro occhio umano non è sfuggito il particolare che tra questi disabili figurassero esponenti delle forze dell'ordine, dipendenti comunali e della Multiservizi, e qualche persona che sembrava essere molto amica dei "gestori del parcheggio".

Non ci vorremmo sbagliare, ma ci è parso che buona parte di questi disabili non solo stessero abbastanza bene, ma non pagassero nemmeno l'obolo.

C'è di più, a qualcuno, evidentemente più disabile degli altri, viene consentito di parcheggiare accanto al mezzo della Multiservizi, proprio all'ingresso del parcheggio. Si fa così: si toglie per un attimo il nastro bianco-rosso, si fa parcheggiare il disabile-amico, e si annoda il nastro alla sua auto.

Chissà se negli altri palasport d'Italia ci sono così tanti disabili e se i parcheggi funzionano allo stesso modo.

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