Martedì, 18 Maggio 2021
Cronaca

L'ombra della Scu sull'agguato di Mesagne

MESAGNE – Forse c’è la Sacra Corona Unita dietro il ferimento di Vincenzo Greco, il 35enne nativo di San Donaci, residente a Mesagne, raggiunto da due colpi di pistola all’addome e alla spalla tra le 12,30 e le 13 di giovedì. I due killer, giunti su una motocicletta di grossa cilindrata, apparterebbero ai gruppi che hanno ereditato lo scettro dei boss della Scu detenuti da anni. Uno dei due killer, probabilmente quello che ha sparato, sarebbe un nome di rilievo dello scenario mafioso e sarebbe ricercato da tempo per altri reati.

I poliziotti nella casa dell'agguato

MESAGNE - Forse c'è la Sacra Corona Unita dietro il ferimento di Vincenzo Greco, il 35enne nativo di San Donaci, residente a Mesagne, raggiunto da due colpi di pistola all'addome e alla spalla tra le 12,30 e le 13 di giovedì. I due killer, giunti su una motocicletta di grossa cilindrata, apparterebbero ai gruppi che hanno ereditato lo scettro dei boss della Scu detenuti da anni. Uno dei due killer, probabilmente quello che ha sparato, sarebbe un nome di rilievo dello scenario mafioso e sarebbe ricercato da tempo per altri reati.

Le notizie su questo ennesimo fatto di sangue che ha scosso Mesagne si susseguono. I poliziotti del commissariato di Mesagne, coordinati dalla dirigente, vice questore Sabrina Manzone, hanno fatto un lavoro egregio riuscendo ad individuare i due autori del tentativo omicidio nel giro di poche ore, quando il ferito era ancora sotto i ferri dei medici dell'ospedale Perrino, impegnati in un lungo intervento chirurgico per bloccargli un'emorragia che rischiava di concludere il lavoro iniziato dai due sicari con i colpi di pistola.

La cosa che ancora non è stata accertata è chi fosse il bersaglio reale dei due killer. Perché è certo che Vincenzo Greco lo volevano morto per lanciare un segnale molto forte ad uno dei due suoi fratelli. Antonio, il collaboratore di giustizia, o Leonardo, che ha lasciato il carcere alcuni giorni fa? In paese si dice che qualche ora prima ci sarebbe stata una discussione piuttosto animata tra il ferito e colui che ha sparato. Ma è una notizia che sembra non avere trovato riscontro negli accertamenti svolti dagli investigatori.

Le indagini sono concentrate sui due fratelli del ferito. Antonio, 37 anni, che ormai da tempo vive lontano dalla Puglia, decise di collaborare con la giustizia diversi anni fa. Coinvolto nell'operazione Mediana assieme al fratello Leonardo,si pentì e lo accusò dicendo che lo faceva perché voleva che si staccasse, così come aveva fatto lui, da quella gente.

Leonardo, 31 anni, non seguì il consiglio del fratello pentito contrariamente a Vincenzo che uscito nel 2000 dal carcere si sposò, ebbe un figlio e si trovò un lavoro. Leonardo fu condannato per associazione mafiosa ed è rimasto in carcere sino a pochi giorni addietro. Ora abita a San Donaci, e la sua area di movimento, stando ai si dice, sarebbe tra alcuni centri della zona Nord della provincia di Lecce, San Donaci e la stessa Mesagne.

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