Loparco denuncia Tanzarella. "Non sono un pentito"

OSTUNI - Ha cercato di nuovo la scena Denis Loparco, 38enne ostunese detenuto dall’ aprile del 2009 perché accusato, assieme ad altri tre ostunesi, di attentati, minacce, estorsioni, nei confronti del sindaco di Ostuni avvocato Domenico Tanzarella, di altri amministratori, funzionari comunali, dell’avv. Luca Marzio e alcuni imprenditori. Ma questa volta la sua performance è durata solo pochi minuti. Non è stato come nell’udienza del 17 febbraio, quando consegnò il dossier col quale tira in ballo Tanzarella e tanti altri quali mandanti dei misfatti suoi e dei suoi compari.

Domenico Tanzarella

OSTUNI - Ha cercato di nuovo la scena Denis Loparco, 38enne ostunese detenuto dall’ aprile del 2009 perché accusato, assieme ad altri tre ostunesi, di attentati, minacce, estorsioni, nei confronti del sindaco di Ostuni avvocato Domenico Tanzarella, di altri amministratori, funzionari comunali, dell’avv. Luca Marzio e alcuni imprenditori. Ma questa volta la sua performance è durata solo pochi minuti. Non è stato come  nell’udienza del 17 febbraio, quando consegnò il dossier col quale tira in ballo Tanzarella e tanti altri quali mandanti dei misfatti suoi e dei suoi compari.

Oggi Loparco, dopo avere chiesto la parola, l’ha ottenuta alla fine dell’escussione dei nove testi presentati dall’accusa (i pubblici ministeri Milto De Nozza e Alberto Santacatterina), ed ha annunciato una nuova denuncia nei confronti del sindaco Tanzarella. “Il sindaco Tanzarella – ha detto in un’aula ammutolita perché si pensava a nuove “rivelazioni” – il giorno dopo l’udienza scorsa mi ha definito pentito. L’ho letto sui giornali. Questo ha messo a rischio la mia famiglia e me stesso dato che in carcere sto in comunità e i pentiti non sono benvisti. Io non sono un pentito. Ho fatto delle dichiarazioni nell’ambito della mia difesa, per difendermi dalle accuse. Per cui voglio denunciare il sindaco e voglio essere tutelato. Per questa affermazione di Tanzarella mia moglie ha perso il lavoro e ora non sappiamo come vivere”.

Il presidente Gabriele Perna ha spiegato che la denuncia la deve presentare all’ufficio matricola del carcere, e senza ammettere altre repliche l’ha fatto riaccompagnare nello spazio riservato ai detenuti. Quindi l’udienza è stata aggiornata al 28 aprile per l’escussione di altri nove testi dell’accusa.

Il processo riguarda l’operazione New deal, portata a termine dalla polizia l’1 aprile del 2009. Gli agenti arrestarono Denis Loparco, Alfredo Capone, 52 anni, Giovanni Basile, 32 anni, e Pierluigi Cisaria, 42 anni. L’operazione fece luce su una trentina di attentati che erano stati commessi a Ostuni nel corso di poco meno di un anno: dal marzo del 2008 sino ad un mese prima degli arresti. I quattro furono ammanettati su provvedimenti di cattura emessi dal gip del tribunale di Lecce Ettore Aprile (l’inchiesta era stata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia che ha sede a Lecce).

Il processo ha preso avvio il 3 febbraio scorso. Qualche giorno dopo il primo colpo di scena. Denis Loparco scrive ai giornali: “Ho denunciato il sindaco Tanzarella perché durante l’udienza mi ha minacciato dicendomi: Hai un bel bambino fuori,  attento a quello che dici”.

Sempre in quella lettera Loparco afferma che nell’udienza successiva avrebbe spiegato il perché di quelle minacce.

Tanzarella querelò.

E nell’udienza successiva (il 17 febbraio) giunge a bomba il memoriale e la deposizione dell’ostunese. Chiama in ballo come mandanti il sindaco di Ostuni, l’avvocato Luca Marzio. Parla di lotte politiche; dei due professionisti che si rivolgono a lui per le pressioni necessarie; parla della successiva pacificazione tra Tanzarella e Marzo e quindi della decisione di scaricarlo e farlo arrestare. Loparco fa riferimento anche al nuovo procuratore di Brindisi Marco Di Napoli, affermando che Tanzarella non lo gradiva. E accusa i poliziotti del Commissariato di Ostuni, tutti amici, a suo dire, del sindaco-avvocato Domenico Tanzarella.

Loparco, per questo suo memoriale, ha ricevuto querele.

Ma torniamo all’udienza di oggi. Il tribunale ha sentito i testi Roberto Melpignano, ingegnere comunale (quattro auto bruciate); Vincenzo Pomes, ingegnere, assessore, minacciato più volte: dinanzi alla porta di ingresso del suo studio furono depositate la testa scuoiata di un cavallo e alcune cartucce di fucile;  Giuseppe Quartulli, vigile urbano, la casa estiva bruciata; Ernesto Camassa, veterinario, assessore: per ben due volte furono esplosi colpi d’arma da fuoco contro il suo studio e in un’occasione fu minacciato per telefono. E poi i poliziotti Michele Marzio, Francesco Minetti, Francesco Marzio e il carabiniere Angelo Chionna.

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Il collegio di difesa è composto dagli avvocati Gianvito Lillo, Laura Saponaro, Francesco Gentile, Aldo e Mario Guagliani, Elvia Belmonte, Michele Zaccaria. Il comune di Ostuni si è costituito parte civile con l’avv. Mauro Masiello. Le altre parti lese sono tutelate dagli avvocati Donato Musa e Semeraro.

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